EMNOTORK – “Luce nel Buio”, Sessione N°48, 21/02/2024

Chiacchiera del Vicolo

I Tatini di Titania:

Alice B., nei panni di Titania, la Barbara Umana 

Lorenzo S., nei panni di Lyron, il Warlock Mezz’elfo

Eleonora L., nei panni di Echo, la Strega Mezz’elfa

Carlo P., nei panni di Kheldian, il Druido Mezz’elfo

Julio F., nei panni di Artos, l’Artefice Umano

-Ripartiti dal santuario e diretti verso Synistas, i Tatini intraprendono l’ennesimo viaggio, stavolta verso sud, attraversando magnifiche valli e foreste, costeggiando alte montagne ed osservando lo scorrere di moltissimi nuovi fiumi senza nome, lascito del grande inverno che ha lambito il mondo per un anno e che ora cede spazio ad un clima piacevole, quasi un tentativo, da parte del continente, di ristabilire un equilibrio climatico gravemente intaccato.

-Durante il viaggio, in una mattinata serena, la compagnia, in cerca d’aiuto visto il peggiorare delle condizioni di Gwen, si reca verso Otto Querce, il villaggio che i Tatini salvarono dall’assalto degli orchi di Gurrash l’Ogre ormai parecchio tempo fa, ritrovandolo ora completamente cambiato. Ripresosi dalla crisi dell’inverno magico, il piccolo gruppo di casupole sparute si è infatti trasformato in un villaggio vivo ed animato, con un tempio, un mercato, una locanda e molte case tornate ad essere abitate. Incontratisi con Timothy (Timmy) Dermin, figlio del taglialegna John e loro vecchio amico, i Tatini raggiungono tempestivamente il tempio locale ed Orlius, con l’aiuto del giovane sacerdote Dylan, dell’ordine del Focolare di Vorrath, officia un potente rito di guarigione sulla ragazza-angelo, stabilizzandone, anche se temporaneamente, le condizioni fisiche. La ragazza rimane catatonica, ma la sua salute migliora visibilmente ed i nostri, tratto un respiro di sollievo, si dirigono verso il mercato.

-Dopo un rapido giro di compere e due bevute di birra De Conti nella taverna “Lo squalo di fiume”, i nostri raggiungono casa di John, ora di fatto il borgomastro del villaggio, dove vengono accolti dall’intera famiglia Dermin con caldo entusiasmo ed una cena fantastica, durante la quale, però, emerge una certa preoccupazione nei confronti di una vecchia miniera, nota come la miniera dell’uomo morto, da cui, di notte, sembrano provenire strane luci. Neanche il tempo di finire la frase che i Tatini pianificano; all’alba si parte. Obiettivo della missione: fare in modo che quegli sporchi goblin riconsiderino le loro scelte di vita.
Raggiunta la miniera, la mattina del giorno dopo, i nostri si avvicinano all’entrata, ma i loro sensi in allerta li avvertono: qualcosa non va e mentre imbracciano le armi, un pugno di goblin tutt’altro che amichevoli emerge dall’apertura e lo scontro ha inizio.

-I mostriciattoli, mutati da questa sorta di corruzione costituita da clusters di cristalli color cremisi che sembrano crescere direttamente sulla loro carne, rendendoli straordinariamente robusti e forti, si gettano sui Tatini attaccandoli con i loro artigli affilati come rasoi ma da subito i nostri dettano le regole dello scontro e mentre Kheldian, Lyron e Titania impegnano i goblin in un serrato corpo a corpo, Echo ed Artos scagliano palle di fuoco e proiettili magici contro il gruppo di avversari. D’improvviso, nel bel mezzo della battaglia, dei tonfi sordi annunciano l’avanzare di qualcosa di grosso: un gigantesco ogre, anche lui afflitto dalla stessa corruzione cristallina emerge dalla grotta d’ingresso alla miniera e si getta all’attacco.

-E’ Titania a tenere botta, resistendo ai colpi dell’ogre corrotto, delle bordate che avrebbero tranquillamente distrutto una macchina d’assedio, dando il tempo agli incantatori di finire i goblin una volta per tutte e riversare sul gigante le devastanti esplosioni magiche della strega, perfettamente controllate grazie al suo potere per non colpire i compagni e le micidiali deflagrazioni delle armi tecnomagiche dell’inventore, insieme ai proiettili del suo fucile magico semovente. A quel punto Lyron, cogliendo il momento perfetto, si lancia in una manovra d’accerchiamento contro il colosso e schianta contro di lui tutta la forza della sua nuova spada, l’Orizzonte degli Eventi, ponendo fine alla battaglia in uno spettacolare sfoggio di potere magico ed abilità marziale. Il tempo di riunirsi e Kheldian, riacquisita forma umanoide, riversa la brezza della luna splendente sui compagni, curando le loro ferite e rinfrancando i loro spiriti. Ripresisi dallo sforzo, i Tatini si addentrano nel buio della misteriosa miniera, debolmente illuminato da una misteriosa luminescenza di un colore che i nostri hanno imparato a conoscere fin troppo bene…

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