La Chiacchiera del Vicolo
Dal diario di Ezechiele di Ghilfiss Airlim
La compagnia dei NANI, formata da
Marco B. nel ruolo di Ruzzolo detto mestolo, il guerriero nano con la passione per la cucina
David B. nel ruolo di Otto, il piccolo halfling dalle dita fatate e l’occhio di falco
Stefano L. nel ruolo di Remo Greyforge detto rantolo, fiero chierico nano devoto a Weinal
Davide B. nel ruolo del vecchio Tobia, anziano gnomo incantatore amante della natura
Roberto G. nel ruolo di Rosaspina detta biancaneve, l’avvenente e letale mezzelfa paladina
Andrea G. nel ruolo di Gammark, l’iracondo mezzorco barbaro dai riflessi ferini e la forza sovraumana.
Il castello è silenzioso ma sembra nascondere ben più che vecchi mobili a soqquadro: Rosaspina identifica la presenza di non-morti sparpagliati dappertutto, ma solo varcando le singole stanze sembrano prendere vita per proteggerle. Gammark mette le mani su una rara cantina di vini, incorrendo nelle capacità necrotiche degli scheletri che esplodono sul colpo se abbattute.
Decidendo di non perdere altro tempo, i Nani prendono subito le scale per il piano inferiore, trovando dapprima una sala votiva con delle tombe attorno alle quali vi sono ancora decine di candele accese, per procedere poi verso una sala del trono con due grandi statue dorate con la forma di un toro. Un rosone con le vetrate spaccate si affaccia sulla strada rocciosa, quando il vecchio Tobia sente un’eco sibilante provenire da un muro. Guardando con attenzione, scopre che una piccola creatura di roccia era finita incastrata proprio lì una decina di anni prima: la creaturina senziente si presenta come Ròcciolo, la memoria storica dell’arcidruido Quata. Nel mentre però, quando gli eroi raggiungono un vecchio archivio, i tori si animano difendendo la stanza e attaccandoli furiosamente. La battaglia è impegnativa e le ferite subite dagli scontri precedenti non perdonano, tuttavia, facendo appello alle forze rimaste, gli Agenti della Folgore portano a casa un’altra vittoria, riuscendo a varcare la soglia dell’archivio.
Il piccolo Ròcciolo mostra a tutti le sue doti di archivista e, in appena un’ora, riesce a registrate tutti gli eventi degni di nota degli ultimi 12 anni, scavando tra gli appunti che non sembrano più appartenere al suo padrone. Umbrax infatti, sembra aver preso possesso del castello per tutto questo tempo per preparare il suo piano oscuro: aprire uno squarcio nell’Altrove e ottenere i terribili poteri del Vuoto.
Dai dati raccolti dal piccolo costrutto di roccia, pare che Umbrax abbia conosciuto Quata e ne fosse rimasto colpito e ispirato. Dapprima guardiano del castello dopo l’apertura del Canale, il drago verde fu corrotto dai pensieri oscuri dei cultisti del Vuoto che riuscirono a tentarlo con i poteri che avrebbe potuto acquisire nell’Altrove. Convinto di intraprendere la stessa strada di Quata per cambiare le cose, Umbrax impazzì rinchiudendo il fratello Balcrax in quella tomba, pronto ad averlo accanto a sé quando avesse aperto lo squarcio tra i due mondi.
In questo momento, Umbrax si trova sotto i quattro piani sotterranei del castello di Quata a ordire il suo terribile piano, e solo gli Agenti della Folgore sono in grando di intervenire e scongiurare una vera catastrofe nell’immediato futuro.