Chiacchiera del Vicolo
La Compagnia di Chopper
Maurizio G., nei panni di Kanan, il mezz’orco artefice
Simone M., nei panni di Vidr, il nano ranger
Danilo D., nei panni di Madhar, l’elfo druido
Francesco B., nei panni di Thurinnor, l’umano chierico
– Nell’antica e maestosa foresta del Khaddag, Madhar si ritrova a passeggiare sotto le fronde di un gigantesco arcanalbero ed indossate le vestigia della rinascita, intraprende il pellegrinaggio attraverso le profondità del bosco e dello stesso spirito della Natura. Guidato da Aryon, suo vecchio maestro, egli percorre la Via che gli antichi Custodi del mondo percorsero prima di lui, in un pellegrinaggio individuale verso la Fonte di tutto ciò che esiste. E sotto l’eterna luna piena, sfiorato con le dita l’altare dei Guardiani, Madhar acquisisce la Gnosi delle Ere.
-Intanto, nell’oscura Synistas, i Choppers si riprendono dopo la recente sortita nel Piano del Vuoto che li ha provati nel corpo e nello spirito. Discutono dei piani futuri, preoccupati in parte per la sorte degli amici, Madhar, in viaggio di studio nel Khaddag e Morag, incamminatosi verso nord per tentare di salvare la sua gente, in parte per l’immensità di quanto sperimentato in quell’assurda regione dell’Altrove. Durante la conversazione emerge come Nimrod in special modo sia rimasto toccato da quelle insensate profondità e la sua particolare condizione appare peggiorare ad ogni istante. D’improvviso la porta della stanza si apre e con una battuta ad effetto, Madhar si riunisce alla compagnia.
-Dopo aver fatto colazione, parlato con Dugran ed aver raccolto informazioni utili su chi potrebbe aiutare Nimrod a salvarsi dalla propria maledizione i nostri optano per dirigersi a nord est, verso il santuario di Magistra Ucronia, sede dell’ordine dei Custodi del Crepuscolo, un’èlite di guerrieri che si batte da secoli contro le forze del Vuoto ed i loro culti sparsi per tutto il Continente.
-I nostri lasciano dunque la città, in un viaggio che prosegue oltre la valle, inerpicandosi verso la catena montuosa delle Gorathas e mentre attraversano un acquitrinio, lascito del Grande Gelo che ha stretto il continente in una morsa senza pietà per più di un anno, Vidr ha un presentimento. Guidato dall’istinto, flette le ginocchia e mette le mani alle armi. I compagni fanno lo stesso ed è solo grazie a questa sorta di premonizione che il gruppo non finisce in una vera e propria imboscata. Dalle acque opache e paludose dell’acquitrinio emergono all’improvviso una serie di scheletri armati oltre ad un grosso cadavere di ogre coperto di bende putride. Le creature, animate da qualche tipo di potere necromantico si gettano contro i nostri ed in un attimo è battaglia.
-Vidr, avvertiti i compagni, gioca d’anticipo scagliandosi contro gli scheletri in una serie di attacchi d’ascia che mettono seriamente alla prova la resistenza dei non morti e dando il tempo a Thurinnor di alzare il proprio simbolo sacro verso il cielo, costringendo metà della truppa avversaria ad una fuga suicida attraverso gli acquitrini. Madhar, prima in una nuova, primordiale guisa di allosauro e poi in forma di alce gigante, riesce nel suo intento: tenere occupato l’ogre non morto, il quale si dimostra in grado di infliggere devastanti danni con un tocco necrotico che avrebbe fatto impallidire un signore dei ghast. Intanto Nimrod offre fuoco di copertura con Scagliastelle e Kanan, supportato da Chopper in un grandioso sfoggio di abilità marziale e strategica, abbatte uno scheletro dopo l’altro. E’ il druido Madhar, con una sonora incornata, a terminare lo scontro, riportando la palude al silenzio. A questo punto, la compagnia, una volta constatato il precario stato di salute di Nimrod, il quale appare assolutamente bisognoso dello sguardo di un individuo competente, riprende la marcia attraverso l’acquitrinio in direzione del santuario nascosto.