Chiacchiera del Vicolo
Il gruppo di avventurieri:
Jacopo G., nei panni di Nimrod, l’elfo ladro
Maurizio G., nei panni di Kanan, il mezz’orco artefice
Simone M., nei panni di Vidr, il nano ranger
Danilo D., nei panni di Madhar, l’elfo druido
Francesco B., nei panni di Thurinnor, l’umano chierico
-Appena di ritorno dalla missione nelle gallerie al di sotto di Synistas, stremati, i nostri si godono la cena a tarda notte, offerta da Durga, la sorella di Durnan, uno dei minatori della squadra appena tratta in salvo. Maestro Dugran si presenta alla taverna del Salto per far loro i doverosi complimenti per la missione appena compiuta con pieno successo. Aver recuperato le mappe tracciate, oltre al salvataggio della squadra portano ai nostri una lauta ricompensa.
-Il giorno seguente Dugran raggiunge il gruppo, intento ad aggiornare l’equipaggiamento al mercato e li informa del problema: i cacciatori della Zanna di Diamante non possono più avvicinarsi a Bosco Meriggio. Era un ottimo terreno di caccia e chiunque ci si aggirasse lo faceva sempre con grande rispetto, eppure la foresta sembra esser diventata ostile ed inquietante. Gli animali sembrano scomparsi ed ora il bosco pare popolato da esseri aggressivi e pericolosi. Tutti parlano di lupi spaventosi e dal comportamento assolutamente atipico, che li hanno braccati ed inseguiti fino alla valle, senza però proseguire oltre una volta varcati i confini della foresta. Il malanimo percepito il griorno precedente, seppur in misura diversa, da Madhar e Vidr, oltre alla promessa di ben mille monete per risolvere il problema, spinge il gruppo a partire subito per ad andare ad investigare
-Una volta entrati nella foresta tutto sembra sospeso in una stasi innaturale, gli alberi statuari coperti di neve ed il soffitto di fronde di Bosco Meriggio sembra costruire intorno al gruppo una cattedrale primordiale, che tuttavia appare sinistramente avvinghiata attorno ai nostri, in maniera non diversa da come l’intricato labirinto sotterraneo attraversato di recente tentava quasi di inghiottirli. Le tracce di passi si perdono nella neve e di colpo la temperatura si abbassa drasticamente. I nostri si trovano investiti da un ululato macabro e innaturale, quasi emesso dalla crasi di voci straziate e ferali guaiti sofferti, un suono agghiacciante. L’attimo successivo sono circondati da lupi feroci.
-Lo scontro è violentissimo e ciò che accade sotto lo sguardo della luna piena è a metà tra realtà e leggenda. Davanti agli occhi increduli dei compagni, ha luogo un vero e proprio prodigio. Il branco è sconfitto, i nostri sono feriti ma salvi e Madhar, giunto ad un nuovo livello di consapevolezza, acquisisce forma animale per unirsi allo struggente ululato degli spiriti.