“Lo sguardo dell’abisso”
Jacopo G., nei panni di Nimrod, l’elfo ladro
Maurizio G., nei panni di Kanan, il mezz’orco artefice
Simone M., nei panni di Vidr, il nano ranger
Danilo D., nei panni di Madhar, l’elfo druido
Francesco B., nei panni di Thurinnor, l’umano chierico
Gli avventurieri, riuniti attorno ad un tavolo della locanda del Salto nel quartiere del Grande Mercato della città di Synistas, fanno la conoscenza di Dugran, maestro del cambio del suddetto sobborgo. I modi pratici e l’atteggiamento preoccupato del nano lasciano poco spazio alle congetture, la situazione è grave. Parla di una squadra di minatori inviata per trovare, mappare ed eventualmente liberare uno dei moltissimi tunnels al di sotto della città e non ancora tornata. Il ritardo accumulato è di più di 48 ore ed è giunto il momento di inviare qualcuno ad investigare, qualcuno di audace e caparbio, abbastanza coraggioso (e forse pazzo) da scendere là sotto e compiere l’impresa. Sul tavolo mette una somma di 250 monete. Al nostro gruppo non serve di sapere altro.
Dopo un rapido giro al mercato per acquistare equipaggiamenti specifici, i nostri vengono scortati fino ad una delle entrate al sottosuolo nel sobborgo della Ragnatela ed una volta raggiunta l’apertura iniziano la loro discesa verso le profondità.
Il viaggio è ostico, irto di pericoli e difficoltà, ma grazie alla saggia guida di Vidr, ai riflessi di Nimrod, all’astuzia di Kanan, all’accortezza di Thurinnor ed alle antiche conoscenze di Madhar del mondo della natura, gli avventurieri riescono a raggiungere la zona dello scavo. Quì, dopo aver esplorato una prima caverna attraversata da un piccolo fiumiciattolo, trovano il corpo di un nano, a terra, paralizzato e completamente coperto di ragnatele, insieme alle palesi tracce lasciate dalla squadra di minatori passata di qui e decidono, una volta aiutato il malcapitato, di continuare l’esplorazione in fretta.
I pericoli non si fanno attendere, dal buio dei corridoi successivi diversi esseri mostruosi attaccano il gruppo. Orribili creature aracnomorfe calano dal buio sugli avventurieri che si fanno strada a forza di fendenti e portenti magici, fino a trovarsi in una caverna più grande illuminata debolmente dalla luminescenza aliena emanata da funghi bioluminescenti. Sulle pareti, i corpi immobili e ricoperti di fittissima ragnatela della squadra di minatori fissano il buio con occhi sbarrati dalla paralisi. Mentre i nostri si accingono a liberarli in fretta, un’altro essere cala dall’alto soffitto di stalattiti, un ragno enorme, mostruoso, grosso il doppio rispetto ai mostri affrontati poc’anzi. La battaglia è cruenta, ma il gruppo si dimostra pronto e l’attacco combinato di Thurinnor e Madhar pone fine alla vita dell’essere.
Cosa sia successo esattamente in queste gallerie non è ancora chiaro e nonostante il successo della missione, molti dubbi rimangono irrisolti. Quel che è evidente è che delle strane, mutevoli energie sono in moto nelle profondità del mondo, come predatori notturni in attesa della giusta preda…