Emnotork, Miraggi di Velen
Granducato di Orloch
1° giorno del mese di HANDER, Anno di Emnotork 1415
Testimonianza di Imanuel Cantanebbia
Carissimi avventori,
non riesco a spiegarmi cosa stia accadendo. Ho parlato con alcuni soldati e mi hanno riferito che i non morti sono fermi, fuori le mura della città, come se fossero rimasti incantati a fissare un punto vuoto senza reagire. Approfittando di questo loro stato di catalessi, i soldati e i guerrieri in città hanno ripulito il porto facendo a pezzi i non morti che si trovavano lì, ma fuori le mura ci sono ancora migliaia di quelle creature che infestano le nostre terre esterne. Che sta succedendo? Che cos’è inoltre quella colonna di luce verde che si è vista avvolgere la lontana Min-Natkum?
Sento che c’è lo zampino dei Protettori di Orloch, dietro tutto questo. SPERO che ci sia il loro zampino dietro e che presto, quest’incubo finisca una volta per tutte. Lo spero di tutto cuore, perché in caso contrario, allora la fine è realmente vicina. Venite, beviamoci qualcosa insieme, potrebbe essere l’ultima volta che avremo occasione di farlo.
Protagonisti:

un insolito Elfo silvano al servizio del Dio Weinal che ha da sempre servire il Dio della Folgore vivendo con gli umani.


un soldato in congedo che ha giurato di combattere in nome del Dio del Tempo.

Co-Protagonisti (PNG):

un misterioso sicario Mezzodrow, Protettore di Orloch.
- Torre di Min-Natkum: i Protettori di Orloch hanno appena terminato l’ennesimo scontro con alcune forze scheletriche. Dopo lo scontro, il gruppo si riunisce con Aramil, anche lui disperso a seguito di una trappola che li aveva divisi.
- Il gruppo continua a salire ai livelli superiori, attraversando una serie di sale adibite come sepolcri, totalmente infestate da scheletri. Ad un tratto, aprono una porta rischiando di trovarsi addosso una vera e propria orda di scheletri, decine di non morti pronti ad assalirli. In una fuga disperata il gruppo si lascia l’orda alle spalle, continuando l’esplorazione della torre.
- Il gruppo, ad un certo punto, si ritrova a dover superare un corridoio con un cristallo magico come trappola seguita da una stanza intossicata da gas velenosi. Grazie alla loro prontezza (e i poteri di Marcus) il gruppo riesce a superare questi ostacoli senza troppi problemi.
- Ad un tratto, il gruppo giunge in una serie di aule adibite per lo studio e la pratica magica. In particolare, il gruppo giunge in una sala indicata con una targhetta recante l’iscrizione: Aula di Necromanzia.
- Nell’aula di necromanzia, il gruppo esamina ciò che si trova al suo interno, rinvenendo tra le varie cose un cadavere con un’armatura in mithral ancora in buone condizioni. In quel cadavere, il gruppo riconosce l’ipotesi che potrebbe trattarsi di uno degli avventurieri deceduti che in passato potrebbero aver aperto il famoso “Vaso della morte” che avrebbe dato origine alla piaga dei non morti di Orloch. Durante l’esplorazione, in aula compaiono le figure spettrali di alcuni fantasmi del passato, che confermano il fatto che in quest’aula abbiano studiato gli allievi di Prescott. Qui, Ergon inizierà a spiegare i PG alcune cose a riguardo, dimostrando sempre di più una approfondita (ed inaspettata) conoscenza di questo luogo.
- Oltre la sala, Ergon informa il gruppo che al piano superiore è presente una potente entità magica che li sta aspettando. Così, il gruppo sale le scale raggiungendo una grande sala con un piedistallo recante il simbolo del teschio ghignante ed una figura ammantata che li attende. Parlando con questa figura, questa si presenterà con il nome di XEREO PRESCOTT.
- Inizia così un terribile scontro con questo necromante, i cui poteri vanno al di là delle capacità dei PG. Gli incantatori tentano di usare i loro poteri per fermarlo, ma Prescott riuscirà a disincantare i loro incantesimi con semplici gesti. In più, gli incantesimi di necromanzia lanciati dal mago oscuro sono molto potenti e metteranno a dura prova le capacità di resistenza degli eroi. Ad un tratto, il Mago oscuro evocherà anche alcuni Wraith, ma Ergon li fermerà quasi subito lanciando inaspettatamente un potente incantesimo. Ma come, Ergon conosceva la magia? Strano, per un assassino…
- Bitruc tenta di rendersi invisibile, ma Prescott assorbe il suo incantesimo rendendo sé stesso invisibile. Ergon tuttavia userà un altro incantesimo per dissolverne l’effetto.
- Aramil, Marcus e Thorin assaliranno con violenza prescott quando Ergon genererà un campo antimagia in un punto della sala, che spingerà Prescott a fuggire dal lato opposto, finendo praticamente tra le braccia dei suoi avversari. Sarà a questo punto che Ergon informerà i PG dicendo loro che, in verità, il nemico NON è il vero Xereo Prescott altrimenti loro sarebbero già tutti morti; si tratta piuttosto di un suo clone, molto più debole del Grande Maestro della Necromanzia e molto più facile da sconfiggere.
- Alla fine, Thorin e Marcus infliggono i colpi finali al clone di Prescott. Al che interviene Ergon che, lanciando un ultimo incantesimo, incenerirà il corpo del Clone, assorbendolo dentro di sé.
- A questo punto, il gruppo si rivolgerà ad Ergon, il cui modo di parlare e muoversi lo fanno apparire completamente diverso rispetto a come lo conoscessero i PG; sarà a questo punto che Ergon dirà loro la verità, ovvero che in effetti il corpo è quello del loro amico Ergon, ma non è Ergon che gli sta parlando. Qualcuno ha preso in prestito il corpo di Ergon (con il suo consenso), qualcuno che ha voluto aiutare i Protettori di Orloch in quest’impresa. Qualcuno che li ha sempre aiutati, da quando sono entrati nella torre. Qualcuno che vuole che la Piaga dei non morti di Orloch termini il prima possibile. Seppur con molta diffidenza, il gruppo per ora accetta la presenza di questa entità nel corpo di Ergon e, insieme, si avviano verso la piattaforma che condurrà il gruppo nel luogo dove è custodito il vaso, in modo da porre fine all’Incubo di Orloch una volta per tutte.