Chiacchiera del vicolo
Emnotork
Data di Emnotork: 3 giorno del mese di MEKONOR, Anno 1415
Testimonianza di Grosvenor Staunton, Governatore di Orloch

La vecchia biblioteca? E’ uno degli edifici più vecchi di Orloch, vi basti pensare che era già lì quando nacquero i miei trisavoli. E’ stata progettata e costruita dall’architetto Docrate Philomede, il cui incarico fu commissionato dai van Anderson, sebbene si dicesse che i fondi economici per la sua edificazione provenissero dalle casse di una confraternita di sapienti, il cui intento fosse quello di avere una sede dove proseguire i loro studi e salvaguardare la loro conoscenza. Si facevano chiamare Confraternita dell’Aurora, ma onestamente non vi posso dire se questa storia fosse vera, oppure no. In verità, da che ne sappia, non esistono prove che dimostrino la loro esistenza ma se andate in giro per il paese a fare qualche domanda, troverete sicuramente qualcuno che affermerà di aver sentito il proprio bisnonno dire di aver conosciuto qualcuno di loro. La verità dei fatti, ve lo dico io, è che la vecchia Biblioteca è stata il motivo per cui, quattro secoli fa, Orloch fosse uno dei più importanti centri culturali di Emnotork. Si narra che in quel periodo la biblioteca custodisse più di duecentomila volumi. Sembra addirittura che, tra l’anno novecento ed il milleduecento, il custode fosse stato un colto mago che abbia notevolmente contribuito a mantenere alto il prestigio della biblioteca. Purtroppo però, il nostro magnifico centro culturale iniziò ad andare in decadenza durante l’Era delle Nebbie. L’Incubo di Orloch portò alla caduta quello che, in passato, è stato un piccolo, grande e glorioso regno. L’edificio fu gravemente danneggiato da un incendio e una serie di eventi sinistri si manifestarono dentro le sue fredde mura, legati alla sparizione di persone, tra cui il custode stesso.
La leggenda della Dama urlatrice? Certo che la conosco, è una favola per bambini. Si racconta che una donna fosse morta all’interno della biblioteca. Esistono versioni diverse di questa storia; quella che conosco io, è ambientata durante l’Incubo di Orloch. Una donna aveva seguito la propria bambina all’interno dell’edificio, dopo che la figlia fosse scappata di casa. Là dentro accadde qualcosa; secondo alcuni era un incidente, mentre altre versioni sostengono che fosse stata la Biblioteca stessa a farlo. In ogni caso, la donna trovò la figlia morta in un lago di sangue. Colta da un attimo di follia, la donna si tolse la vita ma la Biblioteca le impedì di riposare. Si dice che l’anima della donna fosse tornata dall’Altrove e che tutt’oggi infesti le sale della Biblioteca alla ricerca della “figlia defunta”. Per questo, durante le notti di plenilunio o novilunio, a seconda della versione, lo spirito della donna sia solito emettere canti e lamenti con cui attirare qualche bambino nel circondario. Sarebbe questa la ragione per cui le madri si raccomanderebbero coi figli di non giocare mai vicino la biblioteca: se qualcuno di loro dovesse udire il canto della Dama Uratrice e decidesse di andare da lei, il fantasma li rapirebbe per portarli con sé nell’Altrove, per sempre. Questa, è la versione che conosco io, ma so che ce ne sono altre ,anche più terrificanti, come versioni in cui la donna in questione fosse stata in realtà l’autrice della morte della propria figlia, per vendicarsi delle malefatte di suo marito: il Custode della biblioteca stessa. Andate a chiedere in giro, ne sentirete di tutti i colori su quel luogo. Oh, ma non fatevi influenzare. Sì, visti gli ultimi eventi e data la reputazione di quel luogo, non escludo il fatto che potrebbe esserci qualcosa d’inquietante là dentro, ma non credo che la Dama Urlatrice esista davvero. Tuttavia vi consiglio di tenervi lontani da quell’edificio; l’ingresso è proibito per i non autorizzati ed alcune sezioni sono pericolanti, con un alto rischio di crolli. Fossi in voi, non mi farei venire in mente strane idee. Ci sono sanzioni piuttosto costose, per chi contravviene a certi divieti.
Protagonisti:

un Elfo silvano al servizio del Dio Weinal.





- La sessione inizia dove era terminata nel capitolo precedente: i Protettori di Orloch si trovano nella Vecchia biblioteca cittadina, alla ricerca di una bambina scomparsa. La biblioteca è infestata da entità spettrali ed i PG hanno appena distrutto due armature animate da una possessione di Poltergeist.
- I protagonisti iniziano ad ispezionare l’enorme sala in cui hanno affrontato le armature animate, rendendosi conto di quanto fosse grande e maestosa questa biblioteca, la quale deve aver sicuramente visto periodi migliori. Durante l’esplorazione, Thamior, Bitruc e Aramil curiosano tra alcuni libri ed alcuni scaffali, scoprendo che la maggior parte dei testi è stata consumata dal tempo, l’umidità e le muffe.
- Dopo non aver trovato nulla di interessante, i protagonisti abbandonano l’ala occidentale della biblioteca, ritornano nell’atrio principale per andare ad esplorare l’ala orientale.
- Raggiunta la fine di un largo e lungo corridoio, i protagonisti si imbattono in un’apparizione: il fantasma di una donna posizionata di spalle rispetto a loro, impegnata a sfogliare un libro. I due maghi del gruppo, Bitruc e Thamior¸ si avvicinano all’entità eterea, incuriositi. Pharen nel frattempo sfrutta l’oscurità per scivolare silenziosamente oltre il punto in cui si trova l’entità, scomparendo oltre l’ingresso di un nuovo corridoio. Aramil, Thorin ed Emyr preferiscono rimanere cautamente più a distanza. Thamior cerca di rivolgere la parola al fantasma; la donna si volta verso di loro, facendogli cenno con un dito di fare silenzio. Nel voltarsi mostra il suo volto, con due buchi neri sanguinanti al posto degli occhi. I protagonisti tentano ancora di rivolgerle la parola; l’entità spettrale trasfigura mutando in un aspetto mostruoso e terrificante, prima di svanire subito dopo. Thorin è l’unico che non riesce a resistere alla presenza terrificante dell’entità non morta; preso dal panico scappa via urlando, fino a ritornare nell’atrio principale della biblioteca. Sarà Bitruc ad inseguirlo , raggiungerlo e farlo rinsavire prima di ritornare con lui indietro.
- Nello sparire la donna fantasma ha lasciato cadere a terra il libro che stava sfogliando. Thamior decide di conservarlo. Il libro parla della storia di Orloch.
- Dopo aver percorso un altro paio di corridoi, i PG giungono presso l’entrata di una nuova enorme sala; le condizioni del luogo fanno pensare a danni strutturali provocati da qualcosa di catastrofico, come un terremoto o un’esplosione del passato. Alcune colonne crollate ne evidenziano la pericolosità ed il rischio crolli. In fondo alla sala è presente un enorme dipinto, raffigurante una inquietante panoramica di Orloch, con le figure di due cavalieri neri con lunghe spade nere, armature ancora più inquietanti e volti scheletrici sotto ampi cappucci neri.
- I PG si avvicinano al quadro per osservarlo meglio, mentre le candele della sala iniziano ad accendersi da sole pian piano che si avvicinano. Arrivati di fronte al dipinto, per un istante ogni fonte di luce si estingue; quando la luce ritorna, i due cavalieri nel dipinto sono spariti. I PG se li ritrovano davanti, in carne e ossa, pronti ad assalirli.
- Inizia un duro combattimento con i due Spiriti Oscuri. Le loro spade nere sono in grado di necrotizzare la carne, con una mano sono in grado di usare un potere capace di risucchiare la vita, possono rigenerarsi e sembrano essere immuni a qualsiasi incantesimo che influenzi la mente. In sintesi, sono nemici duri da affrontare; Thorin ed Aramil subiranno ferite più o meno letali. Bitruc userà più volte la sua magia per danneggiare i nemici. Pharen sfrutterà la distanza e la furtività per infliggere danni letali con le sue frecce. Thamior tenterà più volte ed inutilmente di influenzare le menti dei suoi nemici, mentre l’intervento tempestivo di Emyr salverà la vita a Thorin prima che questi cadesse a seguito di ferite molto gravi.
- Alla fine, i protagonisti riescono a sconfiggere i due Spiriti Oscuri. Il dipinto sembra essere ritornato normale; una panoramica di Orloch tutt’altro che inquietante, ma un’immagine che trasmette serenità, con un placido tramonto a rischiarare i contorni del paese affacciato sul mare.
- I PG si lasciano l’ala orientale alle spalle, ritornando nell’atrio principale per prendere le scale in direzione del piano superiore. Dopo un po’ di esplorazione i PG giungono presso uno studiolo, insospettiti dalla porta di ingresso apertasi misteriosamente da sola. Lo studiolo è in discrete condizioni, con un caminetto, uno scrittoio e numerosi scaffali pieni di libri.
- I PG indugeranno un po’ nello studiolo, ma della bambina nessuna traccia. Bitruc tuttavia, arrivando presso il caminetto, attiverà il meccanismo di un passaggio. Il meccanismo, metterà in funzione la parete mobile del caminetto, la quale roterà su sé stessa portando Bitruc dal lato opposto.
- La sessione finisce così, con i PG che vedono Bitruc sparire “oltre” il caminetto dopo aver attivato un meccanismo nascosto, finendo chissà dove, in qualche altra zona nascosta di quella misteriosa e vecchia biblioteca infestata. Nel frattempo, gli occhi di entità invisibili sono posate su di loro e le loro inquietanti risatine divertite continuano ad echeggiare tra le vuote stanze dell’edificio.