La Chiacchiera del vicolo,
Reami del Vuoto,
L’Incubo del Supplizio
Racconto di:

detto “Il Poltergheist”
La piccolina ha deciso di entrare in gioco. Non avrei immaginato di riudire nuovamente la sua dolcissima voce. Mi sei mancata, tesoro mio. Sarà un piacere rivederti da più vicino; è un peccato che non possa dir lo stesso dei miei burattini. Oh, posso solo immaginare l’atroce fatica che han provato nel tentare di sostenere un incontro con te. So bene quanto tu possa essere capricciosamente dispettosa nei confronti dei tuoi giocattoli, mio dolce tesoro, eppure devo ammettere che mi hai stupito; non avrei mai immaginato che ti saresti comportata così bene e li avresti aiutati. Mi sarei aspettato di vederti sollazzare nel rigirar il coltello nelle loro piaghe e, invece, hai deciso di intervenire come soltanto tu sai fare. Conosco il tuo stile; d’altro canto il tuo bacio ha sfiorato anche le labbra nel mio cuore, nei tempi che furono. Dubito che oramai tu possa ancora farmi provar qualcosa, amor mio, ma posso dire che sarei piuttosto irritato se consumassi il mio Servitore fino a renderlo un Essere Vuoto. Oh, so che non è nel tuo stile farlo, so quanto tu possa essere golosamente avida nel trar piacere nutrendoti delle paure che tu stessa insinui nei cuori dei tuoi giocattoli. Tuttavia ti conosco abbastanza da sapere che non possiedi il senso delle mezze misure. Immagino che certe gabbie inizino a divenire strette anche per te; forse è per questo che hai deciso di mostrarti, dico bene mia amata?
Forza. Hai tirato il dado ed hai aperto le danze, quindi ora spetta a te impugnar la bacchetta e dirigere l’orchestra. Fa solo in modo di creare una melodia interessante, poiché finora, la cacofonia che ha fatto tremare le pareti cristalline della sanità mentale di questi poveri mortali è stata sufficiente da riempirle di crepe sottili. Manca poco affinché queste mura si infrangano in una pioggia di vetro. Il Macellaio è stato fermato. La Cuoca anche. Il Maggiordomo è già sulle loro tracce. Ma in fondo, anche loro sono solo dei burattini. Cosa potrebbero mai fare, i nostri amati mortali, di fronte le insidie del Senza Volto? Il Signore degli specchi potrebbe giocare con loro all’infinito e mentre loro vagano senza meta nei suoi labirinti, fuori la Scatola, Thorke si diverte e porta a compimento i suoi piani. Sei riuscita ad incuriosirmi; che cosa mai potranno fare con quel pezzo di ferro vecchio che il mio Eulard custodisce con tanta bramosia? Credevo che quell’arma non sarebbe più servita…che cos’hai in mente? No, non dirmelo. Amo le sorprese. Fammi divertire. Non sei l’unica a trovare noiosa l’eternità. Aiutami a renderla interessante e per farlo…dobbiamo uscire di qui. Dobbiamo riaprire la Scatola. E’ forse verso la Chiave che li stai conducendo? Vedremo. Vedremo. Non deludermi, mia amata. Non deludermi come solo tu sai fare.
La Compagnia di Notteluna:
META GAME:
- La sessione riprende dalla sessione precedente; i PG hanno eliminato il Macellaio e Leilo si trova ancora intrappolato in quella misteriosa ed inquietante porta dalla serratura abietta.
- I PG cercano di ingegnarsi a trovare un modo per liberare il compagno dalla porta. Guardandosi attorno, Reginaldo nota alcuni quadri raffiguranti scene che il gruppo stesso ha già vissuto in passato, come il Bosco Senza fine , lo stesso Reginaldo amputarsi il braccio o il gruppo intero che fugge in un corridoio, braccati da una fitta oscurità. Ad un tratto egli nota un quadro dove vede Leilo eseguire un atto di coito con la serratura di quella porta. Ora è chiaro come bisogna fare per aprire la porta.
- Mentre i PG cercano di convincere Leilo a fare ciò che va fatto, una porta viene spalancata da una cascata di sangue che trascina con se…Eliana, la quale non ha alcun ricordo di come sia arrivata fin lì e di dove fosse stata. L’ultima cosa che ricorda è l’istante della sua morte quando hanno affrontato l’enorme mostruosità assieme alla Compagnia di Salebianco (GDR 32) quando si trovavano ancora nel Bosco senza fine.
- Alla fine Leilo cede e fa ciò che va fatto per aprire la porta. I PG riprendono ad esplorare, aggirandosi per un corridoio vecchio, cupo e fatiscente. Ad un tratto giungono davanti una porta e, attirati da odore di buon cibo, vi entrano finendo in una grande cucina dove ad attenderli c’è….La Cuoca, una mostruosità femminile con la faccia da rospo, grossa, grassa, piena di pustole, con ragni per capelli e l’addome aperto con intestini che pendono all’infuori. La Cuoca è impegnata a preparare una zuppa con pezzi di corpi di bambini maciullati. Ella offre cibo ai PG ma loro rifiutano e la provocano fino a scatenare la sua ira.
- Lo scontro con la Cuoca è arduo giacché la creatura è forte, resistente e dotata di parassiti che appestano chiunque tocchi. Inoltre è resistente alla maggior parte degli attacchi da parte dei PG. Reginaldo ed Eliana vengono condotti alla soglia della morte e si salvano per puro miracolo (Reginaldo viene curato dalla magia di Leilo mentre Eliana riesce a riprendersi da sola per pura fortuna).
- Alla fine i PG uccidono la Cuoca. Eliana sembra essere colta da una strana fame insaziabile e vorrebbe mangiare la orribile zuppa che la cuoca stava preparando, ma i PG riescono a portarla fuori dalla cucina prima che accada qualcosa di orribile.
- Fuori dalle cucine i PG odono il suono di un carillon accompagnato dal macabro canto di una bambina. In fondo al corridoio i PG notano la figura di una bambina correre via. Decidono di seguirla fino a quando non arrivano al termine del corridoio, di fronte uno specchio da parete. Lo specchio è un varco che mostra loro una versione distorta di sé stessi, con voci e visioni che si fanno strada nei loro cuori. Attraversato lo specchio giungono in un nuovo corridoio e, passando davanti una porta, questa si apre. Decidono di entrare.
- Superata la porta incontrano la bambina, una bambina estremamente inquietante. Parlandoci i PG capiscono di interloquire con un’entità molto potente. Quando le chiedono chi è lei risponde in modo criptico, riassumendo il tutto con un semplice nome: “Io sono la Paura”.
- I PG cercano di affrontarla, ma La Paura sembra rispecchaire proprio il nome che la rappresenta. Ella conosce alla perfezione i PG, i loro nomi ,la loro anima e le loro paure più recondite. Imre cerca di tenerle testa con un atteggiamento spavaldo, ma la Bambina risveglia nella sua mente tutte le sue paure più profonde, nonché tutte le terribili esperienze che Imre ha vissuto nel suo passato e la sua infanzia, gettandolo in uno stato di terrore e disperazione. E non è l’unico; anche Gabriel, il paladino, viene colto da uno stato di depressione e paura, paura che il suo Dio abbia smesso di ascoltarlo. Leilo ed Eliana non sono da meno. Reginaldo cerca invece un approccio differente, riconoscendo che è stato proprio grazie alla paura se egli è riuscito a divenire forte. Ciò sembra aver comunque compiaciuto la bambina la quale si rivela essere disposta ad aiutarli. La bambina dice ai PG che essi si trovano nel dominio di un’entità nota come “Il Senza Volto” o anche “Signore degli Specchi”. Essi si trovano laggiù a causa di una trappola che lo stesso THORKE gli ha teso (la bambina definirà Thorke come un “buono a nulla” ed anche “un idiota”, adducendo di voler aiutare i PG per pura noia e perché lo trova divertente). La bambina dirà ai PG che se vogliono uscire dovranno “aprire la scatola” in cui Thorke li ha chiusi. Inoltre, dovranno affrontare “Il Maggiordomo”, un’entità molto pericolosa e molto potente contro cui ora come ora non potrebbero far nulla. Tuttavia, forse, la pistola in possesso di Eulard potrebbe esser loro di aiuto…peccato che i PG si rendono conto solo ora che Eulard sia scomparso. Che fine ha fatto? La bambina dirà ai PG di recarsi presso “l’Officina” e che presto avrebbero capito cosa fare, una volta arrivati laggiù. La sessione termina con i PG che escono dalla stanza e si recano alla ricerca dell’officina, mentre la bambina rimane a guardarli in disparte ridendo divertita e mormorando tra sé e sé “…si dia inizio ai giochi”.





