Chiacchiera del Vicolo
“Di Esilio e Tenebra”
La Tribù delle Mani Blu
Flavia C. è Attesor, la Sciamana Visionaria
Mattia L. è O’Koko, il Portatore del Sole
Alessandro B. è Ki’temm’uhurut, il Portavoce del Sole
Raffaele M. è Mazimbo, lo Stregone Erborista
Davide S. è Marek, lo Zelota di Weinal
Arturo R. è Tomotomo, il Cantore della Capra
Dario D. è Torfin, il Campione delle Asce
Estratto dal Diario della Capra che fu Leggenda
E di nuovo finimmo a solcar lo deserto. Come questo accadde? Colui-che-dice-di-reggere-il-Sole ha la risposta nel sangue che bagna le sue mani. Afferma di aver sentito la voce dello suo divino padre, e che questi abbia indicato i dormienti della casa-avvolta-nel-Vuoto come impuri.
Ma le genti del Castello-di-Nitro non hanno gradito lo spargimento di sangue, e convocati ci hanno per farsi rendere conto. Sette figure, coloro-che-parlano-per-gli-dei, hanno inquisito e dimandato, e l’esilio è stato il nostro destino.
Incontrammo il mago che-scuote-il-vento, colui che aiutammo contro il Giallo, che ci ha arcanamente ricondotti nel centro della gelida distesa di sabbia e neve. Trovammo la salvezza nelle braccia delle Sacre Donne del deserto, coloro-che-sono-figlie-della-luna, ma scoprimmo che anche le possenti fanciulle vivevano nel pericolo, poiché esse riferirono di essere braccate dalla tribù degli Uomini Bestia, la tribù della Zanna e dell’Artiglio.
Incaricati fummo di intervenire diplomaticamente (ah, l’ironia) nella difficile faccenda, poiché le tradizioni delle tribù erano state infrante. Il nostro primo incontro con gli uomini bestia fu violento, ma più fortunato fu il secondo, sebbene pietose furono le condizioni nelle quali trovammo il branco di lupi del Clan. Un nuovo rituale, scoprimmo, si era diffuso nella Tribù; un rituale che univa il sangue e la volontà dei suoi membri, ma il Primo Lupo si era opposto ed anch’esso esiliato.
Scoprimmo dal capo di tutte le Bestie, lo leonide Re Aiolia, le sue intenzioni di unire tutte le tribù dell’altopiano, con la violenza prima, con la comunione del sangue poi. Lo rituale fu officiato d’innanzi ai nostri occhi dall’Uomo Ratto, sacerdote sciamano della tribù, ed il dubbio insinuò le nostre menti. Lo seguimmo, nell’oscurità di passaggi sotterranei, per comprendere cosa in realtà stesse accadendo alle spalle del leone.
L’oscurità reca sempre pericoli, ed il nostro cammino fu spezzato da due uomini bestia, letali ed enormi, in parte uomo, in parte pipistrello. Resistemmo all’attacco e lo respingemmo, e ancora nella tenebra avanzammo fino a giungere alla fine delle grotte, in una valle misteriosa dove un’antica struttura offriva dimora agli uomini chirottero.
Quvi scoprimmo oscure verità. Antiche forze ersero queste mura e da allora vi abitano. Uomini bestia nascosti, che dall’oscurità osservano le dodici tribù, onnivedenti ma mai veduti. Una macabra iscrizione ho letto nella roccia, che coloro-delle-mani-blu sono riusciti a tradurre. Il testo che lessi citava:
“Noi siamo i figli della tredicesima ora.
Quando il drago, splendente come la fiamma indicò le vie
Ardenti e virtuose, illuminate ed ascetiche
Noi scegliemmo la tredicesima, oscura e misteriosa
Quando gli spiriti guidarono e fecondarono, forieri di meraviglie
Splendenti e nitide, possenti e maestose
Noi scegliemmo la tenebra, buia e nutriente
Quando il Drago indico le dodici tribù, loro seguirono le sue vie
Noi divenimmo la tredicesima. La Tribù Oscura
La tribù per dominarle e controllarle
La Tredicesima Tribù
L’unica via “