EMNOTORK – “Le Dodici Vie” – Sessione 29 – 11.01.23

Chiacchiera del Vicolo — Sessione 29
“Tredicesimi”
Dal Diario della Capra che fu Leggenda

La Tribù delle Mani Blu

Flavia C. è Attesor, la Sciamana Visionaria
Mattia L. è O’Koko, il Portatore del Sole
Alessandro B. è Ki’temm’uhurut, il Portavoce del Sole
Raffaele M. è Mazimbo, lo Stregone Erborista
Davide S. è Marek, lo Zelota di Weinal
Arturo R. è Tomotomo, il Cantore della Capra
Dario D. è Torfin, il Campione delle Asce

In cima alla torre antica, ci ritrovammo a scoprire di essere minacciati ben oltre la nostra preparazione. Il Nemico, coloro che si definiscono la “Tredicesima Tribù”, dimostrò di avere mezzi di arcana origine, dodici contenitori di pietra contenenti acqua cristallina. Questo liquido doveva essere veicolo o tramite di una potente divinazione, poiché mostrava, in ciascun diverso contenitore, le immagini degli accampamenti o dei villaggi di tutte le dodici tribù. Individuammo anche alcuni membri delle stesse che, dietro le loro orecchie o dietro i loro colli, recavano tatuaggi, scritte dell’antico alfabeto scritto dei Tredicesimi. Il Nemico, capimmo, era tra noi.

Del Rattuomo alcuna traccia, solo le parole del signore della torre, udite in lontananza, e dei suoi piani di incastrare i miei accompagnatori con l’omicidio dello sciamanico roditore.

Poi, un volto.

Un vecchio decrepito e decomposto apparve, per insultare i miei diversamente svegli compagni di via. Il cadaverico ci palesò la collaborazione del suo maestro, lo Re Vampiro Alexander, ed i Tredicesimi… ma era tutto un tranello.

Infidi sono i nostri nemici, calcolatori e previdenti.

La torre aveva un meccanismo di difesa, attivatosi una volta compromessa la segretezza della loro locazione.

La torre era la loro casa, ma erano disposti a sacrificarla, poiché altre dimore nascoste li celano.

La torre doveva divenire la nostra tomba.

La torre crollò.

Vani furono i nostri tentativi di fuga, e quando oramai non avevamo più via di fuga, ci ritrovammo a vedere le macerie precipitare sui nostri corpi. Ho fatto quel che ho potuto per preservare la vita dei bipedi che mi accompagnavano. Sono molesti ed irrispettosi, ma mi sono cari.

La Grande Capra ha accolto le mie preghiere e, nelle profondità della terra, ci risvegliamo.

Avanzeremo nelle profondità della terra, per capire dove dirigerci, senza lasciarci distrarre da meretrici di legno affamate di sangue e carne.

Proseguiremo, verso l’ignoto.

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