Chiacchiera del Vicolo – Sessione 33
“Stonecunning”
La Tribù delle Mani Blu
Flavia C. è Attesor, la Sciamana Visionaria
Mattia L. è O’Koko, il Portatore del Sole
Alessandro B. è Ki’temm’uhurut, il Portavoce del Sole
Raffaele M. è Mazimbo, lo Stregone Erborista
Davide S. è Marek, lo Zelota di Weinal
Arturo R. è Tomotomo, il Cantore della Capra
Dario D. è Torfin, il Campione delle Asce
Estratto dal Diario della Capra che fu Leggenda
Circondati da arcani mali, arranchiamo nella tenebra. Ciechi negli occhi, ma saldi nei cuori.
Ciò che ci bracca respinge ogni logica, ogni coerenza, ma la fortezza è la nostra guida, e mai intimoriti avanziamo.
Consci del pericolo, ci prepariamo alla battaglia. I corpi pronti, i muscoli tesi, i nervi scattanti… e le creature, i cervelli-su-zampe-di-gallina, assaltano le menti dei miei lucidi-ma-di-unto-e-non-di-testa accompagnatori.
Quale arma terribile ci viene scagliata contro! I tribali che formano il mio seguito hanno corpi possenti, ma le loro menti sembrano seguir lo passo del gambero. Riusciamo a respingere l’assalto dei cervellotici nemici, prima che possano nutrirsi e penetrare i crani dei nostri campioni, ma una sfida pari a questa minaccia fortemente la nostra missione.
Recuperiamo ed avanziamo, friggiamo e nuotiamo. La meta sembra celata dalle acque, ma queste non sono un ostacolo per la nostra missione, e si spalancano al mio passaggio sotto il potere della Grande Capra.
La pietra reca segreti, nelle sue statue e nelle sue gallerie. Storie antiche di civiltà celate, che ci parlano dalla roccia in lingue che solo i più avvezzi alla maestria minatoria possono comprendere. Ed interroghiamo quindi la pietra. Molte volte. Veramente molte volte. Ma proprio tante volte…
E mentre procediamo in gallerie deformi e millenarie, contorte al punto da parer costantemente in movimento, ci rendiamo ancora una volta conto di non essere soli. Creature con i nostri stessi volti ci spiano da cunicoli segreti. Non possiamo seguirli, ma possiamo essere pronti ai loro assalti.
Tra una chiacchierata con la pietra e l’altra, avanziamo.
I nani, comunque, sono strani quanto i tribali.
La capra li forgia in cielo ed accoppia in terra, si dice.