Chiacchiera del vicolo – Sessione 4
“Guardie e Ladri”
Dai diari di Parsy Vorianek
Tradotti e pubblicati da Ozxys Thynemenos
Antonino R. è Kion Frost, Istruttore delle guardie di Synistas
Stefano Z. è Snow, il Viandante della Trama
Valerio B. è Hasher Ral, mago dell’aria “Cuore di Drago”
Igor F. è Kalador, il Redentore
“Guardie e Ladri”, 24 di Ruka, anno 1418
Quando il popolo delle fogne riemerse in compagnia dei nostri cari avventurieri, li scrutai dalla mia finestra e li tenni d’occhio, per assicurarmi che i manipoli di guardie che pattugliavano Synistas non avessero cattive intenzioni e non li interrogassero troppo. Ero visibilmente stupito, è vero che mi avevano detto di quelle persone, eppure pensavo il loro fosse un eufemismo, che fossero non più di un paio e che, in fondo, non stessero poi così male… Non ero mai arrivato a dubitare della legge a Synistas come in questo momento. Eppure, nonostante le guardie si fermarono effettivamente vicino a loro, non accadde nulla di ciò che già temevo; difatti, si dimostrarono molto attente ed interessate ai viandanti, ma anche accoglienti e d’aiuto. Con un lungo sospiro di sollievo, tornai a sedere nella mia ampia poltrona imbottita, ed entrai in una profonda trance, lasciando che fossero gli occhi di Sbuffo D’aria ed il suo udito a prender il posto dei miei. Sentii la voce imponente di Kion spiegare la situazione in modo inflessibile, mostrando come quei poveri innocenti non avessero fatto nulla di male, e persino prendendosi la responsabilità di portarli al sicuro. Scoprirono inoltre ciò che è accaduto a Synistas in questi giorni, di come un Beholder abbia seminato il panico per le strade, attaccato la taverna Anche i Ragni Hanno La Coda per poi dirigersi al Sobborgo Ragnatela e tentare un furioso attacco verso la caserma del Capitano Malice Ria, prima di scomparire nel nulla. Si offrirono di riferire laddove avessero trovato informazioni a riguardo, poi li vidi dirigersi verso la nuovissima Villa Scaglia, apparentemente per riposare o anche solo trovare un luogo per i profughi che portavano con sé… Vennero accolti da un buffo coboldo, con un panciotto e gli abiti da maggiordomo, ed un piccolo monocolo posto sul naso, più per apparenza ché per utilità data la posizione. Pif, questo il suo nome, disse loro che le creature non potevano restare, in quanto viaggiatori, ma Kalador sfoggiò tutta la sua saggezza ed il suo carisma, nonché spiccata intelligenza, proponendo un convincente accordo: le creature sarebbero rimaste a Villa Scaglia come “servitù”, aiutando il povero coboldo in quello che era il suo solitario lavoro. Vedere i suoi occhietti minuti e neri brillare fu una scena che non mi aspettavo, ed egli accettò di buon grado di prendere con sé i nuovi arrivati (ed avere un discreto aiuto in più!), così Kalador, Snow e Hasher lo aiutarono a dividere le creature per ciò che sapevano far meglio, e Pif li diresse verso le loro nuove mansioni, ovviamente lasciando liberi gli infanti di giocare e divertirsi in giro, prestando attenzione che non rompessero nulla. Ma c’era ancora una creatura che aveva bisogno d’aiuto, e che non pareva esser “portata” per nulla, o meglio, essere impossibilitata ad esserlo… Il caro nano Embark tentò di dar una mano nel giardino, limitandosi a strappare le erbacce indicategli da altre creature. Sapevo che i miei protetti avrebbero fatto qualcosa a riguardo, e così fu. Andarono al piano inferiore della magione, ove era allocata la fucina, e vi trovarono una donna a mio avviso incantevole. I lunghi capelli arancioni erano legati in una coda di cavallo per impedirle un qualsivoglia impaccio nel suo forgiare, i muscoli massicci e tonici brillavano imperlati dal sudore del lavoro, e svettava sopra la sua incudine adoperando un martello grande più della sua stessa testa. Brigida accolse i nuovi arrivati con un ampio sorriso, poggiandosi sul maglio e chiedendo loro cosa potesse occorrergli, aiutando Kion con la sua armatura e la sua lancia, per poi apprendere dal Redentore che un’ulteriore creatura aveva bisogno del suo aiuto e dei suoi servigi, non come fabbro stavolta, ma come creatura di buon cuore; gli chiese di prender con sé Embark, anche solo per fargli udire il suono del martellare sull’incudine di tanto in tanto, per permettergli di mantenere lucidità e rimanere in un posto a lui caro. Gli parlarono della sua condizione, del fatto che la perdita della vista lo aveva frenato dal poter avere una carriera ancora prolifica e lunga, e lei accettò di buon grado di averlo con sé, e non solo: si propose di crear per lui degli occhiali che gli consentissero di vedere anche solo in modo ravvicinato per poter continuare a forgiare qualcosa, di tanto in tanto. Una volta risolta la questione delle creature scappate dalle fogne, i miei protégée erano punto e a capo; dovevano scoprirne di più sulla creatura che aveva rapito Loriareth, l’elfa della notte, nonché sua figlia tempo dopo, comprendere dove l’avesse portata… Tante di quelle informazioni da non esser bastevoli ché per una vita intera. Ma da dove iniziare? Quello era il principale dilemma. Effettivamente, tutte le creature a cui avevano chiesto sembravano non saperne nulla, e l’unico indizio che avevano erano le iniziali B.W., che tuttavia non li avrebbero portati da nessuna parte senza una vera e propria pista… Dati i suoi agganci ed il suo ruolo, nonché imparzialità nelle leggi, Kion propose di recarsi presso gli archivi delle caserme, deciso a setacciarle tutte e quattro laddove la prima non avesse ciò che gli occorreva. Così, il loro primo arrivo fu la caserma del Capitano Nix Valar, ove vennero accolti da qualche guardia posta sull’attenti non appena videro entrare l’Istruttore; gli indicarono l’accesso agli archivi, dove un halfling dagli strani capelli rossi ed una folta barba blu li guidò nella ricerca dei fascicoli che gli servivano. La stanza era il caos più assoluto, come se qualcuno l’avesse setacciata da cima a fondo, ma quello che era stato appellato come il custode dell’archivio apparve calmo e tranquillo, danzando quasi tra un fascicolo e l’altro fino a dar loro ciò che gli occorreva. Le prime informazioni che trovavano erano relative al 1320 circa, poiché le cifre finali erano oscurate, ma li riportava ad un curioso caso, una testimonianza di una creatura incappucciata, indossante un ampio mantello blu adornato d’oro, il mantello che veniva dato da molto tempo ai maghi umani più promettenti, che portava con sé un fagotto piangente con dei decori dorati con stelle e lune, una catenina per la precisione, che appena fuoriusciva dal sacco. Non era molto, ma sicuramente era un solido punto di partenza, avevano quantomeno un inizio ed una strada da poter percorrere… Riuscirono a scoprire che, delle creature che avevano ricevuto quel mantello, uno di loro lo aveva perso da parecchio tempo e che, ogni giorno, sir Trur Moonore si recava al Sorvegliante di Neikra chiedendo udienza al Re Tal Vashot, sbraitando ed attirando l’attenzione di tutti, fin ad esser buttato fuori dalla struttura stessa. Eppure le informazioni che avevano non erano sufficienti, e dunque li seguii andare verso il Sobborgo Ragnatela e proprio nella caserma di Malice Ria, andando anche stavolta agli archivi. Notare la differenza tra questi ed i precedenti era quasi sconvolgente, poiché in questa stanza tutto era sistemato alla perfezione, con etichette e cartelli ad indicare ogni periodo storico ed ogni informazione che occorresse all’archivista ed alle creature in bisogno per trovare rapidamente i documenti cercati. Ci misero non più di qualche secondo a recuperare il fascicolo dei 10 anni, dal 1320 al 1330, ed in seguito le informazioni che davvero gli occorrevano. Nell’anno 1322, delle creature hanno assistito ad un violento alterco verbale all’esterno della taverna Anche I Ragni Hanno La Coda che ha suscitato non poca attenzione: un’elfa dai capelli bianchi e candidi e la carnagione bluastra era stata aggredita verbalmente, e non solo, da un umano alto ed impostato, dai capelli scuri e gli abiti da mago. Spaventati per il possibile svolgimento della questione, i testimoni si erano recati presso la caserma per sporgere denuncia e richiedere un intervento, ma quando le guardie arrivarono sul posto non trovarono nessuna delle due creature. Nell’anno 1324, la medesima creatura violenta fu vista totalmente bardata ed incappucciata con il mantello blu ed oro a nasconderne parte delle facezie, mentre portava con sé il fagotto prima citato e si infilava all’interno dei Cunicoli Senza Perdono, approfittando di un attacco da parte delle creature del Vuoto proprio provenienti da essi. Con tutti i loro nuovi dati, i miei protetti andarono prontamente verso il Sorvegliante di Neikra, ove trovarono subito la creatura che cercavano. Il mago Trur gridava e strepitava, affermando che il Re dovesse riceverlo immediatamente e restituirgli il mantello che chiedeva da anni. Era una scena patetica, ridicola ed oltremodo offensiva, almeno ai miei occhi, ed i miei protetti ne approfittarono per ingannare il mago e carpire da lui quante più informazioni possibili. Nonostante fosse un incantatore, mi stupisco della sua stupidità. In tutti quegli anni, non aveva mai lanciato un singolo incantesimo per tentare di localizzarlo… Una volta compiuto, la traccia magica li portò fino al Vuoto ed il Castagno, dove una minutissima elfa li aiutò a comunicare con il mantello e scoprire le sue scorribande. Sembrava che quel piccolo indumento avesse vissuto svariate avventure, e che in fine fosse tornato a Synistas tramite un incantesimo, seppellito sotto i tanti giardini, affinché nessuno potesse più rintracciare l’incantatore, Sobborgo Ibis la sua ultima tappa… Con queste nuove informazioni, pronti a partire e pregni di decisione, vidi il gruppo tornare a Villa Scaglia, e li osservai questionare l’elfa dai capelli bianchi, scoprendo sempre di più la sua tragica storia, di come ella si era lasciata ingannare dal mago pensando lui volesse aiutarla… E di come lui le rubò tutto ciò che aveva con un sorriso sul volto, mentendole e facendola sentir folle nel lamentarsi. Quando lei non gli fu più utile, la rinchiuse, e scappò con sua figlia…