Emnotork – La Corruzione Strisciante – Sessione 40 – 16.04.2024

Chiacchiera del vicolo – Sessione 40

“Come il Fuoco e l’Acqua”

Dalle missive del Fantasma Cremisi

I Masters Killers:

Gianluca C. è Hunter Helmsley 

Giulio L. è Laelia Romedia

Francesco D.O. è Asdrubale Cannis

Luca S. è Galaar Jarren

Matteo D. è Dargan Taranis 

Fiore è Kitarira Elinsa

“Distinto ———,

Odio lo sciabordio di questa nave, non ricordavo fosse possibile per una creatura come me soffrire il mare in tal modo, eppure ogni giorno al seguito dei nostri protetti scopro qualcosa che mai avrei voluto. Il tinteggiare roseo dell’alba ha colorato il ponte in men che non si dicesse, e ci ha portato buone nuove: il peschereccio che si stava cercando non era lontano dalla Lampo di Tuono, presto saremmo stati abbastanza vicini da tentare un abbordaggio. Ho osservato attentamente i nostri protetti, come mi avete sempre ordinato, e devo ammettere che la scena mi ha fatto ridere di gusto! Erano partiti così bene, o meglio, per i Vostri canoni per certo! Dovevano salvare la loro cara amica Lady Germinia d’altronde… Poi… non ho capito bene cosa sia successo, sta di fatto che Asdrubale iniziò a proporre di lanciarsi come una palla di cannone sul ponte, sfondandolo ed affondando il peschereccio come fosse una noce troppo matura! Le voci della ragione di Hunter e Laelia si fecero sentire sovrastando gli altri, quando il Capitano del galeone, John Malasorte, propose una soluzione a me sconosciuta. Parlay, parlè, qualcosa del genere… Insomma, un accordo di non belligeranza tra i due capitani per discutere di un eventuale accordo, o comunque di una soluzione pacifica per evitare l’inevitabile; mentre cercavano di decidere se esplorare la nave, cercare i superstiti, chiedere il parlay… Ammetto che iniziai a spazientirmi, e con mio sommo piacere ho notato di non esser il solo! La nostra amata nuova sorellina infatti sembrava non poterne più di tutte quelle chiacchiere, e nonostante i suoi compagni stessero ancora ponderando sulla linea d’azione, l’ho vista trasformarsi nel nostro “amatissimo” vessillo, il pipistrello albino che tanto adorate, volare fino all’albero maestro dei malfattori poi discenderlo rendendosi invisibile e sgusciare nell’ufficio del Capitano come un’ombra nella notte, pronta a spargere sangue e terrore. Quello che invece scoprì fu quasi un sollievo, i poveri mocciosi e la nostra Lady Germinia erano intrappolati sotto una maledetta botola, ancorata al terreno da sei grossi e massicci perni in ferro battuto, tanto spessi da rassomigliare agli arnesi che gli avventurieri adoperano per scalare i pendii più ripidi! Ne rimosse uno, tuttavia…

Nel frattempo, gli altri cinque decidono di fare la “cosa giusta”, ciò che pensano sempre tutti i dolci e gentili eroi, optando per un approccio (almeno all’apparenza, proprio per deliziarmi!) ben più diplomatico, agitando una bandiera bianca come fossero in una commedia da quattro soldi, ed attirando l’attenzione del capitano nemico per ottenere il loro beneamato parlay. Laelia e Dargan si offrono di fare la chiacchierata, mentre Asdrubale, Kitarira e Galaar stanno di guardia sul ponte, stando ben attenti a controllare la situazione, ed offrendo anche delle ottime distrazioni; il mezz’orco, infatti, usa la sua grossa mole per piazzarsi davanti ad un mago che avevano individuato sul ponte di poppa, mentre la strana mezza-demone dalla carnagione verde pallido, accompagnata dalla possente pantera nera dalle scaglie di drago, incuteva timore ai membri più giovani della ciurma, spingendoli così a star ben distanti dal punto d’interesse. Non credo di aver mai visto la “dolce” celestiale Laelia incutere più timore che in quel momento, ha cercato di mantenere il pugno ferreo e di far comprendere a quello scellerato di un umano che, se non avessero lasciato andare i bambini e Lady Germinia seduta stante, non sarebbero mai arrivati al porto, ed il loro viaggio sarebbe terminato sul fondo dell’oceano. La vidi tentare persino di offrirgli del denaro, nella speranza che quell’idiota accettasse ed il tutto finisse più rapidamente… Ma la vera chicca arrivò quando il capitano del peschereccio, invece di cedere alle minacce, propose un patto per liberare i prigionieri, ad una condizione: i bambini sarebbero andati con loro, ma la povera nana sarebbe rimasta a bordo, con loro, ed i Masters Killers li avrebbero fatti andar via. Sembrava quasi che stesse scherzando, ma Laelia e Dargan non scherzavano affatto, non di certo sull’incolumità dei bambini e Lady Germinia, così quando Hunter si decise a fare il suo ingresso, la festa iniziò sul serio! In rapida successione, o quasi in contemporanea in realtà, il gruppo “in incognito” dei nostri protégée fece la sua mossa: Dargan diede il comando al suo ragno meccanico, in precedenza piazzato sul fianco del peschereccio, di arrivare fin al timone e farsi saltare in aria, Hunter emerse dalle ombre di cui si era ammantata e si avventò sul collo del Capitano, tagliandogli la giugulare senza troppi orpelli (e con uno spreco tale che per poco faceva saltare la mia copertura!), e Laelia cercava di zittire il povero primo ufficiale, rivelatosi niente più se non un ragazzetto di a malapena 18 anni. Il terrore era tale che per poco non se la faceva sotto, ma da bravo schiavo non si lasciò scappare neanche un suono, mentre all’esterno l’equipaggio rumoreggiava e correva da un punto all’altro della nave, nel panico per la perdita del timone e nello shock più totale, non comprendendo bene la causa di un tale evento! D’altronde, Laelia e Dargan erano dentro, Kitarira, Galaar ed Asdrubale erano ben lontani dal timone, ed il galeone per certo non aveva sparato neanche un colpo! 

Come lo yin e lo yang, la piccola celestiale e la nostra dolce vampirella si avventarono sulla botola, scardinandola alla meglio, ma… Ciò che mi colpì e mi stupì davvero fu proprio l’artefice, mio Signore. Lo vidi avvicinarsi al giovane primo ufficiale, Jason, e parlargli con tale dolcezza, tale cura… Parve quasi come una figura paterna, e scoprì delle informazioni di cui persino noi eravamo all’oscuro. A quanto pare, la creatura che aveva ingaggiato il capitano aveva preso solo giovani innocenti per comporre la ciurma, ma… aveva costretto ognuno di loro a fare un patto con lui, un patto che li privasse delle loro stesse anime e che li rendesse suoi warlock. Vidi il volto di Dargan tramutarsi per il dolore e, nonostante solitamente questa sarebbe stata una scena che mi avrebbe reso non poco gioioso, non potei che comprendere l’entità di una tale affermazione: quelle creature non potevano essere salvate. La mano di Dargan si avvicinò al viso del ragazzetto, lo carezzò, poi la portò sulla sua fronte, come volesse consolarlo… Il dardo di fuoco gli penetrò il cranio, facendogli emettere appena un rantolo, un gridolino, poi il silenzio. Non posso sapere, neanche immaginare cosa stava provando l’umano in quel momento, ma so che venne spazzato quasi subito via dal suono della botola che finalmente si apriva sotto le mani abili delle due donne, ed i passi rapidi di Hunter che si lanciava all’interno di essa, noncurante, scoprendo solo dopo pochi istanti che la stanza era impregnata di Meraviglia volatile, con casse ricolme e semiaperte a stretto contatto con i superstiti, oltre che non vi erano tracce di Lady Germinia, non lì almeno. E poi… oh, la parte migliore, se riuscite a cogliere la mia ironia! Due dei mocciosi si erano trasformati in qualche sorta di abominio, parte ancora viventi e consci di sé, parte creature ormai divorate e corrotte dal Vuoto. Laelia donò loro l’eterno riposo, ed insieme ai compagni portò fuori dal piano inferiore della nave quei bambini che erano riusciti a farcela, prima di tornare lì sotto e scoprire una seconda botola. Ad attenderle però non vi era solamente la loro compagna nana, ma un male ben più grande… la stanza era talmente pregna di droga da causare chissà quale sorta di allucinazione alla nostra pipistrellina, che riuscì comunque a rinvenire nel giro di pochi secondi, proprio mentre l’artefice si preparava a dare il segnale ai compagni all’esterno, mettendo in salvo i prigionieri sopra la scrivania del capitano e buona parte della parete dell’ufficio! Così finalmente anche Asdrubale, Kitarira e Galaar si lanciarono in una dura e dolorosa battaglia, senza trattenere alcun colpo, decisi a prender quanto più tempo possibile prima che Dargan dia il comando per far saltare in aria la barcaccia. Ma il colpo di grazia che ha distrutto quella bagnarola lo diede proprio Galaar, quando lanciò una palla di fuoco sopra il ponte, facendo esplodere tutto il peschereccio come una zuppa di sangue e detriti. Pareva un dipinto di macelleria moderna! 

Ora i nostri eroi si trovano senza nave, senza capitano, e senza una maledetta idea di cosa fare esattamente… andare a Minashadi, tornare a Synistas in qualche modo, restare a vagabondare tra le sabbie ed il fiume? Non so bene cosa abbiano scelto tuttavia, mio Signore, poiché una cosa che non mi accadeva da anni mi ha colpito come uno smacco alla mia stessa essenza, alle mie tante anime… Mentre ero intento ad ascoltarli per Voi, ho sentito un dolore sordo al braccio, un colpo che per poco di netto non me lo staccava; mi sono diretto, sanguinante, verso i nostri cari protetti, per avvertirli…”

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