Emnotork – “Il Seme della Vita” – Sessione 83 (17/04/2023)

La Chiacchiera del vicolo,
Emnotork,
Miraggi di Velen
occidentali,
Bosco di Rahym


Estratto dal Diario di:

Ermellino, il vostro halfling preferito, cantastorie ufficiale della compagnia, piccolo di statura, grande come forza, limitato nei propositi ma laaaargo di vedute!

Carissimi affezionati,

in questo momento, io e mi miei compagni ci troviamo davanti le rovine del Sepolcro dell’Anemos creatore di Astralia, l’Albero della Conoscenza e Protezione. Ma cosa è un Anemos? Sarà meglio partire dal principio. Sono ancora scosso, perdonate la calligrafia tremolante, ma ci stiamo ancora riprendendo da uno scontro piuttosto arduo con ben quattro Wurm delle foreste che ci han teso un agguato. Certo, non erano enormi come l’esemplare adulto ucciso ieri, ma vi garantisco che affrontare contemporaneamente quattro giovani esemplari non è cosa da poco. Un esemplare giovane varia tra i quindici e i diciotto metri di lunghezza, può pesare fino a due tonnellate e i suoi denti sono appuntiti e affilati come sciabole, senza contare della loro saliva tossica, il loro soffio di gas corrosivo e la loro stretta mortale. Insomma, ci stiamo ancora leccando le ferite, quindi spero che nessuno si offenda se questo mio resoconto lo scrivo senza la grazia che distingue la mia splendida calligrafia. Ad ogni modo, torniamo al discorso principale; gli Anemoi. Cosa sono gli Anemoi? Chi sono? Sono creature molto antiche, strettamente legate a questo bosco. Sapevate che un tempo il Bosco di Rahym e la Foresta dei Shevarà’Zahàd erano la stessa cosa? In un passato tanto remoto quanto dimenticato, si narra che la regione dei Miraggi di Velen non fosse desertica, ma una terra verdeggiante, florida, rigogliosa, con immense foreste che si estendessero in ogni direzione. A quei tempi c’era un grande impero, l’Impero Dimenticato, che dominava in tutta l’intera penisola continentale, fino alle Montagne di Ferro e ai confini con la Foresta dei Tharos. Quando iniziò il processo di desertificazione provocato dalla Corruzione della Magia, il Bosco di Rahym si separò dalla Foresta dei Shevarà, perdendo così il legame con l’Albero MATUSALEMME situato nel cuore della foresta. Per chi non lo sapesse, i Matusalemme sono alberi divini, creature semidivine create dal Grande Dio Okna. Da quanto ne so, questi giganteschi alberi magici sono il cuore pulsante della magia che alimenta la vita di queste foreste magiche. Perderne il contatto, così come è accaduto al Bosco di Rahym, ne proclamò un graduale declino che avrebbe portato il bosco allo stesso destino di tutte le altre terre tramutate nel deserto che conosciamo oggi.
Da ciò che ci è stato raccontato dallo Spirito dell’Albero del Sacrificio, Edgar, ma anche dagli gnomi di Yglanterus ed Aglandor, il Patriarca elfico del Clan dei Figli delle Stelle di Rahym, in un momento in cui la corruzione stesse consumando il bosco, comparvero gli Anemoi. Il loro intervento salvò il bosco tramite la creazione degli Alberi della Memoria (nella cui salvaguardia e custodia, in futuro, avranno un ruolo importante anche il clan dei nani di Puntafaro, i Vetronero, ma questa è un’altra storia, eh, eh, eh!).
Prima di cadere nel loro sonno millenario, gli Anemoi crearono i Titani a propria immagine e somiglianza. Perché? Per svariate ragioni, molte delle quali sono ignote ai molti. L’ipotesi più probabile fu che i Titani avessero il ruolo di sorvegliare sugli Anemoi caduti in letargo e sul bosco stesso in cui essi riposavano. Un Anemos non è un Dio e non viene adorato come tale; tuttavia, hanno un ruolo così importante nella storia di questo bosco da meritare lo stesso rispetto che ha un Dio da parte dei suoi adoratori.
Può succedere però, che millenni d’inattività abbiano spinto alcuni di questi titani a dimenticare quale fosse il compito originario per cui fossero creati. Quando accade, al momento in cui un Anemos si risveglia, avviene lo stesso anche per il suo Titano di riferimento e se il suddetto Titano dimentica qual è il suo ruolo originale, allora il Titano impazzisce, iniziando a cercare le proprie parti in modo da ricomporsi e portare distruzione ovunque. Un Titano è una creatura dalla forza inarrestabile che non può essere ucciso, ferito o distrutto da alcun tipo di arma o incantesimo. Nemmeno le armi magiche hanno effetto. Quindi, come si può fermare un titano impazzito che potrebbe essere la causa della distruzione del Bosco di Rahym? LA risposta è semplice: serve la forza di un altro Titano. Se ora noi ci troviamo qui, è proprio per ottenerne uno e per farlo dobbiamo risvegliare un Anemos: Novas, l’Anemos creatore di Astralia, l’Albero della Memoria custodito dal clan dei figli delle stelle. Per farlo però servirà il cuore di qualcuno “nato dalla terra” (come si è espresso Aglandor) e purtroppo, uno dei miei compagni si è offerto volontario per questo ingrato compito: il povero Nym Ràca. Egli è un Elfo di Shevarà ed è un Druido, quindi ha tutti i requisiti per sacrificarsi. Egli dovrà entrare nel tempio in cui riposa l’Anemos e, con uno strano pugnale di vetro, dovrà aprirsi il petto, strapparsi il cuore e donarlo spontaneamente all’Arconte fatato così da proclamarne il risveglio. Al suo risveglio, dovremo convincerlo a prestarci i servizi del suo Titano per fermare la furia di quell’altro. Probabilmente salveremo moltissime vite se avremo successo; tuttavia, noi perderemo un caro amico e la cosa mi addolora troppo. Però, Nym dice che non dobbiamo essere tristi, perché anche se il suo corpo morrà, il suo spirito diverrà parte integrante del Bosco. Questa cosa dovrebbe consolarmi, ma ammetto che invece continua a fare male. Non mi piace l’idea che un amico muoia…ma rispetterò la scelta di Nym. Non posso fare altrimenti. A breve entreremo nel tempio e presto dovrò salutare un amico…sarà meglio che mi prepari psicologicamente……[
il resto del documento presenta macchie, come se lacrime siano gocciolate sull’inchiostro, sciogliendo il significato delle ultime parole].

La Compagnia degli Eroi dei Miraggi di Velen:

(ANDREA R. nel ruolo di):
Bardak il Mezzorco,
un guerriero barbarico senzaclan, perseguitato da un passato vergognoso, cerca di preservare l’onore e la dignità con il suo coraggio e la sua forza, nonostante un evidente “problema fisico” (una voce ridicola) che è per lui motivo di vergogna e imbarazzo
.
(VINCENZO CI. interpreta):
Rashad il Solitario,
un chierico della sacra fiamma
che dedica la sua vita a servire la Chiesa di Vorrath,
il Dio del Fuoco.
(MARCO M. alterego di):
Nym Ràca,
un elfo silvano che ha conosciuto i segreti druidici del Fuoco Selvaggio per proteggere l’Equilibrio Naturale.
(VINCENZO CA. nel ruolo di):
Ian Crane,
un Mago Cronomante della Piramide di Kesh di Velen,
ricercatore di sapienza e segreti arcani.
(FILIPPO M. alias):
Lebolas mezzelfo,
Cacciatore di mostri, Ranger dei mari e delle sabbie, Uccisore del Grande Scorpione ed Eroe dei Miraggi di Velen.

Co-Protagonisti (PNG):

Sodek il Saggio,
un nano delle colline dal passato discutibile tanto quanto i suoi modi grezzi e diretti, sebbene si affermi come Viandante dell’Orizzonte.

META GAME:

  • La sessione riprende da dove era finita la precedente; il gruppo si trova davanti l’Albero del Sacrificio di Valfiorita, Ellarius ed hanno appena convocato il suo Spirito Guardiano: EDGAR, ex membro della Compagnia delle Rune (Cammeo Ex PG del gruppo GDR 43), divenuto protettore e custode dell’albero dopo la sua dipartita.  
  • Parlando con Edgar, oltre ad ottenere qualche vaga notizia su come fosse nato l’albero del sacrificio e la Compagnia delle Rune, i protagonisti chiedono ad Edgar informazioni su ciò che causa questi terremoti, credendo che la causa fossero i Wurm. I Wurm in realtà sono soltanto una conseguenza; a provocare questi terremoti è stato un TITANO. Il Titano è una creazione degli Anemoi (Anemos al singolare), Arconti fatati responsabili della nascita degli Alberi della Memoria e della custodia del bosco. Edgar rivela ai PG che un Titano è una creatura di forza inimmaginabile, creata a immagine e somiglianza degli Anemoi e non può essere danneggiato o distrutto da alcuna arma mortale o incantesimo esistente. Soltanto una pari forza può fermare tale forza; soltanto un Titano può fermare un altro Titano. Allora, Edgar invita i PG a tornare dai clan elfici e parlare con uno dei Patriarchi per scoprire come risvegliare un Anemos assieme al suo rispettivo Titano. Prima di salutarsi, Edgar chiede anche un favore ai PG, dopo che Ermellino tenta di vendergli uno dei suoi libri; regalare tale libro ad un certo piccolo gnomo delle foreste di nome Biggy, nel Villaggio di Yglanterus, raccomandandosi di non dir lui della morte di Edgar. I PG promettono quanto chiesto. Edgar, prima di sparire, sfrutta il potere dell’albero per far germogliare un frutto dal cui favo fuoriesce una pietra con incisa sopra la Runa del Sacrificio. “Questa pietra concede grande aiuto a chi compie un sacrificio”. Lo spirito scompare senz’altro aggiungere. Ignoto rimane il potere di quella pietra, almeno per il momento.
  • I PG ritornano al villaggio gnomico di Yglanterus. Per ritrovare la strada del ritorno però, si perdono a Bosco Tetro ma per fortuna compare uno spirito della foresta, un Cervo Celestiale che li guida attraverso la fitta vegetazione, aiutandoli a trovare la strada per il villaggio gnomico. Raggiunto Yglanterus i PG incontrano Damblin, che scoprono essere proprio lo zio di questo piccolo Biggy. Dopo aver regalato il libro di Ermellino a Biggy, mantenendo così la promessa fatta a Edgar, i PG parlano con Damblin rivelandogli cos’hanno scoperto riguardo il Titano e la sua risalita in superficie. Preoccupato, lo gnomo si rende conto che la situazione è peggiore di quanto immaginasse giacché la forza di un Titano senza controllo è sufficiente a distruggere l’intero Bosco di Rahym. Damblin suggerisce ai PG di recarsi presso il Villaggio dei Figli delle Stelle e parlare con Aglandor, chiedendogli cosa fare per risvegliare l’Anemos custode di Astralia, l’Albero della Conoscenza.
  • I PG raggiungono il villaggio e parlano con il Patriarca, Aglandor, spiegando la situazione. Egli comprende, dicendo che effettivamente, Novas, l’Anemos creatore di AStralia è colui che ha creato l’unico Titano il cui compito consiste proprio in quello di difendere il bosco dalla Furia degli altri Titani qualora questi avessero perduto il controllo. Il Titano di Novas è il più forte tra tutti ed è l’unico ad essere in condizione di fermare la forza dell’altro titano che sta risalendo dalla terra. In tutto l’anno precedente, il titano ha scavato sottoterra per andare alla ricerca delle sue parti e ora, sta risalendo in superficie provocando il graduale inabissamento del bosco nella terra. Per risvegliare l’altro titano occorrerà risvegliare Novas.
  • Aglandor inoltre, spiega ai PG che gli Anemos sono arconti fatati immortali che dormono in un letargo millenario senza fine. Essi possono essere svegliati una sola volta ogni mille anni seguendo uno specifico procedimento, che consiste nel sacrificare “un cuore nato dalla terra”, come il cuore di un elfo di Rahym (o Shevarà), oppure di un mezzelfo con un genitore elfico benedetto dai suddetti boschi. Il sacrificio inoltre deve essere volontario, spontaneo e fatto di mano propria; quindi la creatura che vorrà sacrificarsi, dovrà farlo strappandosi da sola il cuore dal petto e donarlo spontaneamente all’Anemos. Nym Ràca accetta di offrirsi spontaneamente per il sacrificio, nonostante l’insistenza dei compagni nel cambiare idea.
  • Aglandor concede ai PG alcuni oggetti magici che potranno essere loro di aiuto, assieme ad uno speciale pugnale sacrificale donato a Nym che andrà usato al momento in cui dovrà compiere il Sacrificio. I PG vengono scortati dai ranger del clan dei Figi delle Stelle attraverso il bosco, fino alla enorme radura in cui sorgono le rovine del Templio sotto il quale riposa Novas, l’Anemos creatore di Astralia. Qui tuttavia il gruppo subisce l’agguato di ben quattro Giovani Wurm delle Foreste piuttosto affamati. Sebbene le bestie fossero la metà in dimensioni rispetto alla mostruosità che i PG hanno ucciso il giorno precedente, quattro giovani Wurm affrontati contemporaneamente rimane una sfida non indifferente persino per un gruppo esperto come gli Eroi dei Miraggi di Velen. Il loro morso velenoso è potenzialmente letale così come le loro  zanne, le loro spire stringono in una stretta mortale ed il loro soffio di gas corrosivo è in grado di sciogliere persino il cuoio e i tessuti più robusti, oltre che la pelle e la carne di umani e semiumani come i nostri cari protagonisti. Tuttavia, alla fine, sebbene riportando diverse ferite (tra cui qualcuno che si è avvicinato alla soglia della morte), il gruppo riesce a trionfare, uccidendo due giovani Wurm e mettendo in fuga gli altri due, rimasti gravemente feriti. Adesso i PG hanno strada libera per cercare l’ingresso della Tomba dell’Anemos…ma magari, prima, sarà meglio riprendere fiato.

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