Emnotork – Il Ritmo Della Libertà – Sessione 15 – 27.03.2024

Chiacchiera del vicolo – Sessione 16

“Alle porte del Vuoto”

Dalle pagine di “Cicatrici Del Destino”

A cura di Vadania S.

Federico T. è Mahad Majere, Chierico di Vorrath

Ivan B. è Uulen Fae, Druido ubriacone

Alessio M. è Davor, il Chierico Rosso

Martina D. è Fresia, Druida “Occhi di falco”

Federico T. è Sylas, “Silver Tongue”

CAPITOLO II

“Il Richiamo della Conoscenza”

Il reame cui i nostri occhi riuscirono a mettere a fuoco era abbacinante, candido e puro, un bosco magico in cui il bianco era il colore predominante, composto da alberi alti e frondosi simili a marmo delicato e liscio, ciuffi d’erba e fiori quasi cristallini, e lucciole parventi stelle scese in terra. Nel silenzio assordante della radura, il cervo d’oro Dyrrath ci convocò e ci narrò di come la Natura gli avesse chiesto di accorrere in nostro aiuto, portando in salvo l’ultimo accenno di vita rimanente nel villaggio di Foresia: il seme di arcanalbero che ora giaceva tra le braccia di Fresia, la luce affievolita e l’aspetto oserei dire stanco. “Esiste un rituale”, disse il cervo, “in grado di aiutare un arcanalbero nella sua nascita, e nella sua crescita e nel ridare la vita a coloro che tocca.” Entusiasti, pensammo che fosse semplice, che dinanzi a noi ci fosse la creatura che ci avrebbe mostrato tale rituale, o che ci avrebbe aiutato a compierlo persino! Quanto fummo ingenui ad immaginare una tale facilità. La maestosa creatura ci rese noto che il rituale sembrava esser stato perduto, le uniche tracce rimanenti in una “Biblioteca Reclamata dalla Natura”, nel cuore della Foresta di Khaddag, e che l’unico modo che avevamo per raggiungerla era percorrere i cunicoli sottostanti. Eravamo un po’ scoraggiati, ma cionondimeno ci siamo messi in viaggio, entrando in quei corridoi stretti ed asfissianti, quasi claustrofobici, attendendo e marciando per giorni incontabili, cercando la fonte d’acqua che ci avrebbe condotti alla salvezza, il dono di Kaly. Quando finalmente ne udimmo l’umida freschezza, ed i cunicoli iniziarono ad aprirsi sempre di più, cercammo un modo per uscirne nonostante le gallerie proseguissero verso il fondo, scendendo in direzione di chissà quale inferno. Ma proprio quando la speranza sembrava esser persa, il caro bardo Sylas notò un raggio di luce fendere le tenebre e lo sfruttò per portare in salvo il nostro gruppo da un ulteriore labirinto spiraleggiante che ci avrebbe portato sempre più in basso. La luce cocente del mezzogiorno ci scalfì i volti, e l’aria afosa ci accolse tra le sue braccia amorevoli, riuscendo anche ad accompagnare qualche fugace spruzzo del fiume, distante non più di un paio d’ore da noi. Sapevamo che le creature del Vuoto ci avrebbero cercati con tutte le loro forze eppure, con nostro sommo stupore, il viaggio proseguì in tranquillità, ed anche la notte che ne seguì. Ne approfittammo per riprendere le forze, per riposare, e per cercare di rincuorarci al seguito delle spiacevoli vicende che avevamo superato… Il pensiero di Foresia ci appestava le menti, ci tormentava, ma riuscimmo a metterlo da parte e concederci a dei sogni chieti. Il mattino seguente, iniziammo le nostre ricerche all’interno del bosco, proseguendo per l’intera giornata, rischiando quasi di perderci tra gli alberi torreggianti e le creature boschive che ci giravano intorno; pensavamo non avremmo mai raggiunto la meta, quando il dolce scrosciare dell’acqua ci portò a rinvenire dal nostro sconforto: una pozza meravigliosa si aprì dinanzi ai nostri occhi, con acqua limpida e cristallina, e le parvenze di una struttura nascosta sotto di essa. Pregustavamo già l’ingresso, quando un gruppo di creature del Vuoto ci circondarono, capeggiate da un’immensa creatura tentacolare e temibile…

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