“ Non è tutto oro quel che luccica”
Dai Pensieri di Nanièlk, La Cheta Madama
Tradotti nella Collezione “Il Fragore del Silenzio”
A Cura di Yásghia, L’Eco degli Ultimi
L’Irriducibile Legione:
Marco A. è Balerion De Conti
Gianstefano R. è Kyrian Car’hall
Cristiano M. è Erasmus Wheeler
Simone D. è Neldo Hwin
Giacomo Z. è Roderic “Lama Lunga” Sanguebravo
Sebastiano L. è Demyan
- Il gruppo si avvia presso il rifugio dei Pugni di Vorrath per un confronto ed uno scambio di informazioni. Apprendono così che, prima che Jacob mettesse il muso nei loro affari, erano vicini alla scoperta di un’arma nascosta nella catena montuosa “Le dita di Vorrath”, il nome di quest’arma sarebbe “Tuono Grigio”.
- Gli avventurieri decidono dunque di partire alla volta delle montagne per trovare quest’arma da usare contro Jacob e il culto del vuoto. Secondo le informazioni del mago Bolinor ci dovrebbe essere un antico monastero sulla cima delle montagne, là gli avventurieri potrebbero trovare qualche informazione in più sul Tuono Grigio, tuttavia la ricerca potrebbe rivelarsi più complessa di così… infatti le Dita di Vorrath un tempo sono state il teatro di una feroce guerra tra demoni e draghi, conclusasi con la scomparsa di entrambe le fazioni dalla zona, ma le tracce del loro passaggio potrebbero essere ancora presenti e celare chissà quali pericoli…
- Dopo averli equipaggiati con quello che rimaneva nel loro covo Bolinor spedisce con un incantesimo il gruppo direttamente alla basa delle montagne, freddo e gelo attendono il gruppo, che lentamente inizia a la salita dell’ imponente montagna. Dopo un’abbondante mezza giornata di viaggio il gruppo, stremato, giunge finalmente al tanto agognato monastero. Tuttavia, poco prima di arrivare, Neldo percepisce un’interferenza nel suo Ki, ma solo per un attimo, poi tutto torna alla normalità.
- Non riuscendo a capire l’origine di questa anomalia il gruppo decide di procedere nel monastero. Vengono accolti dal gran maestro in persona e dal suo assistente, che dietro un modico compenso, offrono rifugio agli stanchi viaggiatori, insieme a qualche consiglio. L’indomani il gruppo si appresta a partire verso un luogo consigliatogli dal gran maestro, vale a dire un antico tempio demoniaco situato poco sotto il monastero.
- Arrivati sul posto Neldo capisce subito che l’interferenza percepita da lui il giorno prima proveniva da questo luogo nefasto, con sculture che richiamano chiaramente il culto demoniaco. Il gruppo si fa coraggio ed entra…
- L’accoglienza non è delle migliori… un gruppo di mummie infatti assale gli avventurieri con feroci e decrepiti attacchi, ma vengono infine ridotte in cenere. Il gruppo, stremato, si concede un po’ di riposo, ma il loro sonno viene tormentato da incubi, e non tutti riescono a riposare nel migliore dei modi, non avendo tuttavia riscontrato effetti particolarmente nocivi decidono di proseguire.
- Una grande porta di pietra impedisce al gruppo di andare avanti, all’improvviso però un grande sarcofago d’oro massiccio attira l’attenzione del gruppo e Kyrian non resiste alla tentazione di volerlo aprire. Tuttavia, sul sarcofago, c’è una scritta che recita “Qui giace il maestro Li-Oh, possa il suo riposo restare in violato”. Il gruppo insiste per rispettare il sonno del maestro e non profanare il sarcofago, per il momento Kyrian li asseconda. Poco dopo tuttavia il ladro trova quella che sembra essere la chiave per l’enorme porta di pietra ma, mosso da grande avidità, decide di nascondere il ritrovamento ai suoi compagni e cerca quindi di convincerli che cercare dentro il sarcofago potrebbe essere l’unica soluzione per trovare un modo per aprire la porta.
- Il gruppo acconsente e il ladro inizia a scassinare il sarcofago già pregustando i tesori che vi troverà all’interno.ma ciò che esce dal sarcofago è tutt’altro che oro: una mummia con un aspetto decisamente più minaccioso e imponente di quelle viste prima esce dalla bara e rivendica il suo ruolo di protettore di questo luogo. La sua sola vista fa venire i brividi agli avventurieri, che ora si devono confrontare con un micidiale avversario.