La Chiacchiera del vicolo,
Emnotork,
Miraggi di Velen, Colline dei lamenti
Sottosuolo di Am’Tzarùq
Estratto dal Diario di:

Carissimi affezionati,
finalmente ce l’abbiamo fatta! Abbiamo trovato il laboratorio perduto di Armhan Klaus. Abbiamo rischiato la vita, ma ci siamo riusciti! E’ incredibile; là sotto ci sono decine e decine di costrutti magici di ogni tipologia, tra cui lo steso Armhan Klaus. Voi vi chiederete….ma com’è possibile che sia ancora vivo? In effetti me lo chiedo anch’io. Cioè, non fraintendetemi, so benissimo che con la necromanzia è possibile ottenere una specie di immortalità attraverso la non morte, o così per lo meno ho sentito dire…ma non immaginavo che esistessero anche vie alternative alla necromanzia. In sintesi, Armhan Klaus era giunto al tramonto della sua lunga vita, durata ben seicento anni. Una longevità notevole persino per uno gnomo (considerate che gli gnomi delle rocce, in genere, campano tra i tre e i quattro secol e mezzo. Difficilmente arrivano a cinquecento anni!), ma a quanto pare egli non aveva intenzione di lasciare questo mondo. E così, ha ideato la sua più grande invenzione; il Colosso Divino! In pratica ha scelto questo nome per richiamare il concetto dell’immortalità degli Dèi. Si tratta del più grosso costrutto che abbia mai visto in vita mia. Da quel poco che mi ha detto Armhan, il costrutto è realizzato interamente in duro adamantio ed è il risultato di una complessa combinazione di conoscenze meccaniche, alchemiche e magiche, ottenute a seguito di oltre tre secoli di studi, sperimenti ed interminabili ricerche. Stando a ciò che Armhan Klaus mi ha detto, il segreto dei suoi costrutti sta nella fonte di energia che li alimenta: l’ARCANIUM. Contrariamente all’Elerium, l’ARCANIUM è un minerale che si forma quando la trama magica si accumula a tal punto da cristallizzarsi in maniera del tutto naturale. Non è chiaro quale sia il fenomeno che attivi questo meccanismo, ma parliamo dello stesso minerale da cui dipende l’esistenza delle colonie Efedrin. Gli Efedrin dedicano la loro esistenza a cercare e recuperare l’Arcanium e adesso, sappiamo di per certo che anche Armhan Klaus era un avido ricercatore di Arcanium. L’Arcanium possiamo considerarlo il Cuore dei Costrutti Arcani di Armhan Klaus. Questi costrutti sono alimentati dalla magia e la loro intelligenza è stata trascritta ed impressa in essi tramite complicati procedimenti di natura arcana. Soltanto un genio come Klaus sarebbe potuto riuscire a fare qualcosa di simile. Le sue conoscenze sono così complesse che non mi meraviglia il fatto che siano andate dimenticate nel tempo. Ben poche menti riuscirebbero a comprenderle. Il suo nuovo corpo, è considerato il suo capolavoro per antonomasia. In sostanza, stando a ciò che mi ha detto e anche osservando il Progetto recuperato da Ian, il Colosso è realizzato interamente in Adamantio ed è talmente resistente che nemmeno il soffio di fuoco di un drago lo scalfirebbe. Praticamente il suo corpo è resistente (se non immune) alla maggior parte dei danni e gli effetti magici sono praticamente inutili su di lui. Come se non bastasse, il suo nuovo corpo è dotato di numerose funzioni ed utensili interne, metà dei quali realizzati per chiari scopi bellici. Egli stesso, quando lo abbiamo conosciuto, ha affermato di possedere diciotto armi differenti con cui avrebbe potuto ucciderci, tra cui un raggio disintegrante abbastanza potente da ridurre tutti noi in polvere con un singolo attacco. Sarà vero? Sinceramente non voglio scoprirlo…anche perché gli appunti di Klaus affermerebbero di sì e sinceramente non sono così entusiasta di verificarlo…non su di noi per lo meno. Fortuna che Armhan Klaus si stia dimostrando molto simpatico e socievole, anche perché come biasimarlo? Dormiva da più di un millennio. Immagino abbia voglia di farsi due chiacchiere, anche perché non vede l’ora di aggiornarsi su come e quanto sia cambiato il mondo dopo tutto questo tempo. Fortuna che salirà in superficie insieme a noi. Non vedo l’ora di vedere cosa diranno gli abitanti di Am’Tzarùq ed Altoscoglio quando lo vedranno. Spero solo che non si spaventino. A noi c’è preso un colpo, la prima volta che lo abbiamo visto. Adesso meglio che vada; i miei compagni mi stanno aspettando, dobbiamo tornare in superficie. Non vedo l’ora di farmi una bella mangiata ed una bella bevuta. Dopo questa fatica, ci vuole assai! A presto!
La Compagnia degli Eroi dei Miraggi di Velen:

William Leesh,
ex cortigiano al servizio dei Malarosa, bardo dalla lingua lunga e molteplici risorse. Amico di lunga data di Ermellino, questo bardo è famoso per la sua arguzia e la sua astuzia.

Nenil Fèngàris,
giovane maga dell’Ordine degli Scribi,
originaria di un’illustrissima famiglia di nobili incantatori elfici della Foresta dei Shevarà.
Co-Protagonisti (PNG):

un nano delle colline dal passato discutibile tanto quanto i suoi modi grezzi e diretti, sebbene si affermi come Viandante dell’Orizzonte.
META GAME:
- La sessione di gioco riprende esattamente da dove si era interrotta nell’episodio precedente; il gruppo si trova nel Sottosuolo di Am’Tzarùq, presso un complesso di tunnel sotterranei di fattura gnomica, parte del complesso che comprende il Laboratorio Perduto di Armhan Klaus ed hanno recuperato tutte le gemme a forma di stella.
- Ritornando nella sala delle gemme, il gruppo posiziona i ninnoli negli appositi piedistalli. Non appena viene completato l’enigma, il grande piedistallo centrale si apre, rivelando un pozzo da cui sale una piattaforma di pietra su cui si trova un grosso costrutto arcano, un Centurione che attacca immediatamente i PG.
- Il Costrutto Centurione è un nemico veramente arduo e difficile; dotato di numerose resistenze, la sua lama articolare è letale per chiunque colpisca, così come il suo lanciafiamme ed il suo spara-dardi. Durante il combattimento Nènil rischia di rimanere uccisa; provvidenziali saranno le magie curative di William e Nym, i quali permettono all’elfa e i compagni di sopravvivere.
- Alla fine il gruppo distrugge il Costrutto e si reca ai livelli inferiori scendendo con la piattaforma. Finalmente il gruppo giunge presso il vero e proprio Laboratorio Perduto di Armhan Klaus.
- Il laboratorio è costituito da diverse stanze, stracolme di decine e decine di Costrutti Arcani non funzionanti. Ad un tratto il gruppo viene attaccato da due sfere guardiane, ma riescono a sistemarle senza problemi.
- Raggiunta una camera centrale, il gruppo si trova in quello che doveva essere l’alloggio di Armhan Klaus. Qui è presente una enorme porta blindata con una serratura a combinazione. Oltre ad essa, il gruppo recupera una bacchetta magica, una staffa speciale ed alcuni appunti, tra i quali è iscritta anche la combinazione che permetterà loro di aprire la porta blindata, soprattutto grazie all’ingegno di Ian e William.
- Aperta la porta il gruppo entra nel Laboratorio Principale, nel quale è presente un enorme costrutto arcano. Dopo un po’ di analisi, William deduce che la gemma sulla punta di un bastone recuperato nella stanza precedente è fondamentale per attivare il Colosso. Stupidamente, o forse ingenuamente, lo attiva.
- Il Costrutto Colosso si anima all’istante, dimostrando straordinariamente di parlare con una intelligenza sviluppata. Dopo alcuni convenevoli, il Costrutto dichiara la sua vera identità, rivelandosi essere niente meno che il grande Armhan Klaus il quale, millediciassette anni fa, quando oramai il suo corpo era giunto in prossimità della vecchiaia, aveva trasferito mente ed anima all’interno di un costrutto, ottenendo di fatto un corpo immortale.
- Armhan Klaus rimane compiaciuto delle capacità e dell’intelligenza dei protagonisti, nonché del modo con cui essi sono riusciti a superare i suoi enigmi e raggiungere il suo laboratorio. Per queste ragioni e per via del fatto che sia stato un Tecnomante a mandarli a cercare il suo laboratorio, Armhan Klaus accetta di aiutare i PG nella loro missione, offrendosi di guidare i propri costrutti ad Altoscoglio e costruire egli stesso la “Torre Ardente” in progetto secondo le volontà di Twinkleflux. Fine.



