Emnotork – “Il Destino di Orloch” – Sessione 66

Emnotork, Miraggi di Velen
Granducato di Orloch
15°giorno di HALDINAR, Anno del Demiurgo 1416
Testimonianza di
Imanuel Cantanebbia

Miei cari avventori,

Imanuel Cantanebbia quest’oggi ha la voce un po’ roca e per questo me ne scuso. Questo gelo è stato così improvviso, che la mia gola e le mie vie respiratorie ne hanno risentito, e adesso siete costretti a udire la mia soave voce da usignolo, starnazzare nell’aria come una cornacchia a cui hanno tappato il naso. Ho chiesto consiglio alla vecchia Gwyn e la donna mi ha detto che ho preso un banalissimo raffreddore, dicendomi che per tre volte al giorno dovrò bere una tazza di acqua calda in cui dovrò diluire una speciale mistura da lei preparata, a base di brandy, miele, aglio, thè ed gelatina di aloe. Avevo chiesto l’intervento di un chierico, ma giustamente il sacerdote del Tempo, Morgarius, mi ha detto che per un banale raffreddore non servirà scomodare l’intervento degli dèi.

Avete saputo? Sembra che sia successo qualcosa di orribile nel bosco di Altaquercia. A quanto risulta, i Protettori di Orloch hanno ucciso un branco di bestie mostruose che hanno assalito ed ucciso alcuni buoni cittadini del granducato, principalmente tutta brava gente. Di quali bestie si tratta? Non saprei di preciso, ma ho parlato con l’unico testimone sopravvissuto a quella vicenda e mi ha parlato di mostri quadrupedi grossi come tori, con artigli lunghi come daghe e zanne più affilate di qualsiasi lama. La loro saliva scioglieva persino i metalli e i loro latrati appartenevano a qualcosa che non avrebbe mai potuto esistere in natura. Dall’interno delle loro fauci e da alcune parti del loro corpo, emettevano una sinistra luce violacea. Non saprei dirvi quale empia diavoleria si possa celare dietro l’aspetto di questi esseri, ma possiamo soltanto sperare che là fuori non ce ne siano altre in agguato. Questo gelo è un nemico più che sufficiente per mettere alla prova la resistenza e la sopravvivenza dei viaggiatori, non servono altri incentivi.

Riguardo invece il discorso sul contrabbando di carbone, non ho la più pallida idea però di chi ci fosse dietro l’organizzazione di queste vendite clandestine; ho sentito parlare di un gruppo di carbonai, ma c’è chi parla anche di alcuni minatori provenienti da ovest. Ora, io non vorrei mettermi a diffondere notizie che poi mi farebbero rischiare la testa, ma se dietro queste attività clandestine ci fossero alcuni esponenti della comunità di minatori…beh, io due più due lo farei e due domande me le sono già fatte. Pensate a chi è che paga i minatori e poi fatevi anche voi due conti a riguardo. E’ risaputo che quella taccagna pagava una miseria quella povera gente e con questo freddo, costretti a lavorare e vivere laggiù in quelle baracche, non mi meraviglierebbe che abbiano cercato una via alternativa per appesantire un po’ di più le loro borse. Va beh, qui mi fermo che ci tengo a non farmi tagliare la lingua. Un brindisi signori!

Protagonisti:

Sir Aramil foglia di quercia,
Inquisitore di Orloch,
questo insolito Elfo silvano senza memorie del suo passato, ha da sempre servito il Dio della Folgore come suo chierico, vivendo tra gli esseri umani.
Maestro Bitruc Gemcutter,
geniale Mago di razza Svirfneblin che ha scelto la vita in superficie per approfondire e condurre i suoi studi magici.
Protettore di Orloch e Rettore della Grande Biblioteca di Orloch.
Sir Marcus “Neverempty”,
un soldato in congedo che ha giurato di combattere in nome del Dio del Tempo.
Cavaliere e Protettore di Orloch.
Lord Thorin Lupoartiglio, Campione di Orloch e della Grande Arena di Velen, Protettore e Signore del Granducato di Orloch.
Roland Southgate,
un marinaio indipendente nel cui sangue scorre il potere innato della Tempesta.

Co-Protagonisti (PNG):

Pharen il Nero, alias Ergon,
un misterioso sicario Mezzodrow, Protettore di Orloch.

META GAME:

  • Granducato di Orloch, Bosco di Altaquercia, 45 chilometri a ovest della cittadella di Orloch. I Protettori di Orloch stanno indagando su alcune misteriose morti ed alcune presunte attività illegali presso questa zona, quando ecco che vengono assaliti da alcune grosse mostruosità quadrupedi.
  • Il combattimento è arduo; Thorin, Bitruc e Marcus si ritrovano da soli ad affrontare le mostruosità, indeboliti dal freddo e separati dal resto dei compagni (Aramil e Roland) a causa di una tormenta che ha disperso il gruppo poco prima.
  • Lo scontro è arduo e le bestie sono dotate di un potere molto scomodo; dalle fauci esalano un particolare gas capace di vaporizzare qualsiasi materiale che non sia magico. Così, Marcus si ritrova completamente denudato, con armatura, spada e scudo disintegrati assieme al resto dell’equipaggiamento che portava con sé. Thorin è più fortunato, giacché i suoi stocchi magici e la sua armatura di Mithral resistono all’effetto dissolvente del Soffio disintegrante di queste bestie senza nome.
  • Verso la fine dello scontro sopraggiunge Ergon, che aiuta i protagonisti a terminare con successo lo scontro senza perdere la vita. Le bestie, dopo la morte, scompaiono vaporizzandosi davanti gli occhi dei protagonisti. Il gruppo, in particolare Marcus, cercan di capire la natura di queste bestie ed il nostro eroe Paladino ha dei dejavù che lo riconducono ad un passato burrascoso di cui vorrebbe non avere memoria. Tuttavia, per ora decide di tenere per sé determinati pensieri.
  • Proprio alla fine dello scontro, dal buio della vegetazione del bosco spunta fuori Aramil il quale, guidato dai suoni della battaglia, è riuscito a riunirsi al gruppo dopo essersi disperso. Notando alcuni compagni feriti, il chierico inizia subito ad invocare i poteri del suo Dio per curarli.
  • I protagonisti iniziano ad ispezionare la radura; Marcus inizia a svestire alcuni cadaveri e recuperare l’occorrente per vestirsi ed evitare di morire congelato, assieme ad uno scudo ed una spada sottratta dalle fredde dita di una salma sbranata. Thorin nel frattempo recupera un mantello pesante ed inizia a guardarsi attorno, mentre Bitruc ed Ergon raggiungono un carro ribaltato con due cavalli morti. Qui, trovano diversi barili riversati al suolo, stracolmi di carbone e carbonella. Qui trovano anche un grosso e pesantissimo forziere di metallo capovolto; sarà necessario l’intervento di Aramil e Marcus insieme per capovolgere il forziere ed Ergon dovrà intervenire per scassinare il pesante lucchetto che lo tiene chiuso. Aperto il forziere, al suo interno i PG troveranno uno strano materiale nero dall’odore pungente; il suo aspetto è simile al carbone, ma è duro come la pietra. Di cosa si tratta? Bitruc evoca un fuoco magico e tenta di usarlo su una di queste pietre per individuare qualche reazione, ma in apparenza non accade nulla.
  • Il gruppo, dopo aver constatato che il carro ribaltato non ha subito danni, uniscono le forze per ribaltare il carro in posizione eretta ed attaccarci i propri cavalli. Subito dopo aver caricato sul carro il forziere con quel misterioso “carbone pietroso”,  il gruppo usa il carro per ritornare ad Orloch prima di morire congelati.
  • In serata, ritornati ad Orloch infreddoliti e completamente indeboliti, i PG si rifugiano nel proprio maniero per ristorarsi con un pasto caldo, una stufa rovente ed un morbido letto accogliente.
  • La mattina seguente, dopo essersi ripresi ed aver fatto una sana colazione, il gruppo si divide: Thorin, che è stato il primo ad alzarsi ed uscire, ottiene un’udienza straordinaria con il Granduca di Orloch quando il sole ancora non stava sorgendo. Aramil e Marcus si recano alla Chiesa della Sacra Folgore mentre Bitruc se ne rimane a casa a condurre alcuni esperimenti su quel materiale recuperato al Bosco di Altaquercia.
  • Thorin, con Ergon, fa rapporto a lord T’Han, raccontandogli cos’è successo nel Bosco di Altaquercia e riguardo il misterioso materiale recuperato. Lord T’Han ordinerà il sequestro di quel materiale pietroso e chiederà a Thorin ed Ergon di restare a disposizione, poiché il Granduca è seriamente intenzionato a impadronirsi del luogo dove viene prodotto quel materiale, nonché di sistemare colei che si cela dietro le attività di vendita clandestina del Carbone: Lady Edora d’Arthus.
  • Marcus, presso la Chiesa della Sacra Folgore, incontra Ticandrius Morgarius, sacerdote del Dio Aenerion. Parlando con il Chierico della Clessidra, Marcus gli rivela dell’incontro avuto con quelle misteriose creature, assieme all’orribile senso di dejavù che ha vissuto nel combatterle. Ticandrius, basandosi sul resoconto di Marcus, gli dirà che quelle bestie erano Segugi del Vuoto e se si trovavano lì, significa che qualcuno le aveva evocate. Ciò signifidca quindi una cosa sola: da qualche parte si celano le attività di uno o più adoratori del Culto del Vuoto. Che una nuova congrega sia giunta nel Granducato?
  • Nel frattempo Aramil parla con il suo mentore, il Primo Inquisitore Thorondrill il Rosso, rivelandogli ciò che è accaduto ad Altaquercia e parlando con lui di alcuni suoi dubbi. Il nano, a sua volta confesserà ad Aramil di avere alcuni dubbi sull’equità e la bontà d’animo del nuovo Granduca, lord T’Han, timoroso che, nel tempo, la sua amministrazione potrebbe allontanarsi dalla benevolenza di Weinal, a tal punto che potrebbe essere richiesto un suo futuro intervento. Fino ad allora però, è fondamentale che loro, gli Inquisitori di Orloch nonché rappresentanti del Dio Weinal presso il Granducato, si tengano pronti ad intervenire per proteggere il paese da qualsiasi minaccia, interna o esterna che sia. A tal proposito, Aramil esprimerà la richiesta di un consiglio su cosa fare per acquisire nuovi proseliti.
  • Bitruc passa la giornata rinchiuso in casa, facendo alcuni esperimenti con quel materiale nero, facendone bruciare una limitata quantità in alcuni caminetti di casa. A metà giornata giunge un gruppo di Miliziani che verranno a sequestrare il forziere contenente il materiale nero, ma Bitruc riuscirà a conservarne sottecchi una ventina di chilogrammi e continuare i suoi esperimenti giornalieri. Il mago, scoprirà presto che questo materiale pietroso è un ottimo combustibile, capace di generare molto calore e mantenerlo a lungo nel tempo, sebbene come effetto collaterale, sebbene gli odori, i fumi e le esalazioni rendano gli ambienti chiusi piuttosto sgradevoli se non arieggiati.
  • Lord T’Han è seriamente interessato a questo materiale e nel contempo, ha intenzione di schiacciare il mercato clandestino di carbone fuori città. Davvero c’è la famiglia d’Arthus dietro quest’atto di insubordinazione? Sono coinvolti anche i minatori al servizio dei d’Arthus? E da dove proviene quel carbone pietroso recuperato ad Altaquercia? Le sue proprietà come combustibile potrebbero essere una soluzione per proteggersi dal Grande Gelo che ha investito il granducato di Orloch? La sessione termina con questi dubbi che baluginano nei pensieri dei nostri eroi.

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