Emnotork – Il Carro della Luna – Sessione 12 – 02.06.2024

Chiacchiera del vicolo – Sessione 12

“Un ingresso turbolento”

Dai diari di Parsy Vorianek

Tradotti e pubblicati da Ozxys Thynemenos 

I “Vendicatori della Luna”

“Anche Oggi Ci Pagano Domani”

Antonino R. è Kion Frost, Istruttore delle guardie di Synistas

Stefano Z. è Snow, il Viandante della Trama

Igor F. è Kalador, il Redentore 

Andrea P. è Brifyr, l’Artefice della Vita Meccanica

Virginia N. è Arkouda, l’Orsa Maggiore

Riccardo è Ishil Ruterek, l’Essenza dell’Ombra

“Tra madre e figlio…”, 22 di Ruin, anno 1418

Appena svegli e di buona lena, mentre ero intento a sorseggiare una tazza fumante di tè per la colazione, ho visto i miei protetti iniziare la giornata allo stesso modo, sentendomi quasi vicino a loro nonostante i chilometri a separarci. Immaginavo che quella non sarebbe stata una giornata semplice, ma per un attimo, un singolo istante… riuscii quasi a sentirmi parte del loro gruppo, ridacchiando alle loro battute e sorseggiando dalla mia tazzina mentre annuivo fieramente alle loro ipotesi e supposizioni. Era indubbio che dovessero entrare a Minashadi, era proprio all’Arena che si trovava la creatura che stavano cercando, eppure sembrava quasi che l’agitazione li frenasse, li bloccasse appena. Forse era quel momento di pace, appena tornati da una prode impresa, a chiamarli a sé, forse semplicemente volevano pianificare al meglio il tutto, eppure non potei che osservarli con estrema tenerezza, dall’alto del mio Palazzo dell’Aria: erano ancora poco più che ragazzi, eppure avevano già il peso del mondo sulle spalle, pronto a schiacciarli non appena avessero abbassato la guardia un secondo di troppo, forse stavolta in modo neanche troppo metaforico… D’altronde, Kalador, Arkouda, Snow e Kion erano spariti per un paio di giorni, avevano combattuto per noi, lottato fino all’ultimo respiro… tutto pur di tornare a “casa”, dal resto del loro gruppo, e fare le cose per bene. Finiti i racconti, si congedarono dalla povera lossodonte Tofu, che in quei giorni aveva vissuto nell’ansia e nell’angoscia di non trovarli, di averli visti scomparire dalla sua stessa casa del tè come fossero delle erbe pregiate; devo ammettere che osservare così tanto i miei protégée mi sta facendo diventare una specie di comare di paese, sempre pronto ad origliare e conoscere quanto più possibile, anche solo per far salotto. Prima di entrare in città, notai Kalador insistere affinché andassero da una sarta, in modo da acquistare delle belle vesti per mimetizzarsi con la zona, o forse anche solo per un cambio di stile… fu così che i Vendicatori della Luna finirono nella bottega di una povera vecchina, eccentrica come poche e dal gusto per la moda piuttosto… incompreso oserei dire. Colori sgargianti, anche troppo, forme inconsuete e ben appariscenti, il tutto condito da prezzi invidiabili e decorazioni un po’ dubbie: tutte descrizioni che rientrano perfettamente nel completo che, alla fine, Kalador ha ugualmente acquistato! Marciarono poi a passo spedito verso il Davat più vicino, ottenendo finalmente i loro Paz per entrare in città, ed una volta entrati vennero quasi investiti dall’odore delle spezie, il vocio della gente tutta intorno a loro, una vera e propria comunità in tutti i suoi aspetti; la strada per l’Arena non fu lunga, anzi si presentò come piuttosto semplice, specialmente data la grande mano che Ishil sembrava poter fornire ai miei protetti! Non pareva esserci posto, a Minashadi, ch’egli non conoscesse d’altronde… né creatura apparentemente. Ma per quanto riguarda le creature… l’Essenza dell’Ombra non sembrava aver occhi che per una esotica lady, passata un paio di volte dinanzi a loro senza notarlo, plausibilmente molto attratta dai colori vividi degli abiti del Redentore. L’arrivo nell’Arena di Minashadi da lì fu piuttosto rapido e diretto, privo di deviazioni, e li portò a notare la presenza di innumerevoli creature, intente a riempire la sala principale dell’Arena, tutte fomentate e pronte a combattere o anche solo assistere ai possenti scontri; sapevano di dover trovare Lucille Mama, e ahimè devo ammettere che anche il mezzogigante in loro compagnia sembrava saperlo anche fin troppo bene, per quanto piagnucolava e si nascondeva nel tentativo di evitarla… Eppure, pochi minuti dopo, fu proprio l’incantevole mezzagigantessa ad accedere alla sala, imponendo l’ordine tra i presenti. Vidi come, spavaldi e privi d’ogni traccia di timore, i miei protetti si avvicinarono a lei, conversando e riuscendo a convincerla a combattere, unico modo in cui potevano effettivamente comunicare con lei e raccontarle quanto accaduto. La battaglia fu incredibile, ringrazio di aver avuto la possibilità di vederlo con i miei stessi occhi, proprio come se fossi nell’Arena al loro fianco… quasi tutti i maghi dell’aria del mio Palazzo mi sentirono gridare e tifare per loro, nonostante loro stessi non potessero sentirmi davvero. La loro vittoria fu tanto acclamata quanto inaspettata, ma come sempre li vidi strapparla dalle mani di Lucille come fosse la cosa più semplice del mondo! Quando finalmente poterono parlare di argomenti ben più seri ed importanti, spiegando della situazione con Delstine, ella disse che poteva aiutarli, ed era pronta a farlo dato l’impegno e le prodezze dimostrate, ma aveva bisogno di essere in un posto ben specifico, uno che fosse collegato alla natura e che potesse usare per compiere un rituale… Mi chiedo cosa ancora riusciranno a fare, senza il mio aiuto parrebbero quasi agire meglio rispetto che a Synistas.

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