Chiacchiera del vicolo – Sessione 11
“Tra Melme E Vuoto”
Dai diari di Parsy Vorianek
Tradotti e pubblicati da Ozxys Thynemenos
I “Vendicatori della Luna”
“Anche Oggi Ci Pagano Domani”
Antonino R. è Kion Frost, Istruttore delle guardie di Synistas
Stefano Z. è Snow, il Viandante della Trama
Igor F. è Kalador, il Redentore
Andrea P. è Brifyr, l’Artefice della Vita Meccanica
Virginia N. è Arkouda, l’Orsa Maggiore
Riccardo è Ishil Ruterek, l’Essenza dell’Ombra
“Le Melme del Vuoto”, 19 di Ruin, anno 1418
La loro giornata al porto di Theoban sembrava procedere nel migliore dei modi: Ishil aveva trovato un serio aggancio per ottenere un Paz (un pass per entrare a Minashadi), mancava solo un ultimo pezzo per ottenerlo. Il Loto Cantante si presentò ai miei protetti come una casa del tè veramente pregiata, i tavoli bassi in legno portavano degli ampi narghilè dal vetro colorato, mentre le lampade ad olio appese al soffitto rifulgevano donando all’intera sala delle sfumature violacee, azzurre ed arancionate. Nonostante l’incantevole aspetto, le creature presenti non sembravano esser molto allegre, né deliziate, non dall’atmosfera o tantomeno dalle prelibatezze davanti a loro… mi distrassi per appena qualche secondo per recuperare una tazza di tè a mia volta (osservare quella sala e sentirne i profumi risvegliò in me una terribile voglia), e quando tornai a guardare i miei amati Vendicatori della Luna, rimasi sconvolto nel notarli in pieno combattimento! A quanto mi disse il mio amato Sbuffo D’Aria, poco dopo esser entrati una creatura parrebbe essersi sentita poco bene ed esser cascata al suolo, priva di vita. Il proprietario, prontamente, aveva sbarrato le porte alle spalle dei miei protetti, affermando che finché non avessero trovato il colpevole per quell’efferato crimine, nessuno avrebbe lasciato la casa del tè. Pochi istanti dopo, quando loro si erano avvicinati per esaminare il cadavere, una strana massa informe nerastra fuoriuscì dalla sua bocca, iniziando ad attaccarli senza sosta! I nemici spuntavano da ogni dove, lasciando sempre più creature morte o moribonde al suolo, così vidi Kion sfondare le porte della casa del tè e permettere ai poveri innocenti di lasciare quel luogo di morte, mentre i suoi compagni sferravano un colpo dietro l’altro alle melme, comandate da quello che pareva essere inizialmente il proprietario, ma che si rivelò prontamente (dopo un attacco di Brifyr) essere il capo di quelle immonde creature. Lo scontro fu faticoso, senza esclusione di colpi, e fortunatamente si concluse con la vittoria del gruppo che tanto mi è a cuore, e quando finalmente tutto si fu calmato, essi scorsero delle creature nascoste sotto uno dei tavoli, rovesciato a coprire un angolo e pararli dai colpi, e che non erano riusciti a scappare quando avevano provato a far evacuare il Loto Cantante: uno Yuan-Ti, intento ad avvolgere e proteggere con le sue spire uno sparuto gruppetto di bambini dalle vesti logore e sozze. Si presentò a loro con il nome di Szeskius, e li ringraziò sentitamente per aver salvato le creature di quel posto, prima di rivelar loro che la vera proprietaria, una lossodonte di nome Tofu, sembrava esser smarrita all’arrivo di quell’orripilante mostro. Sembrava che la fortuna fosse proprio dalla loro parte quel giorno, poiché Szeskius rispecchiava totalmente la descrizione che Ophidian aveva fornito a Ishil della creatura che avrebbero dovuto incontrare, così colsero l’occasione al volo e gli chiesero svariate informazioni, su Lucille in primo luogo, ed anche su come entrare a Minashadi; lo yuan-ti non voleva certo deluderli, e gli promise che sarebbe tornato di lì a poco con tutte le risposte alle loro domande, ma non prima di aver portato in salvo quegli orfani. Come avrebbero potuto, creature sì buone e gentili come il mio adorato gruppo, negare un tale desiderio? Così, mentre attendevano il suo ritorno, iniziarono a studiare la casa del tè per scoprire dove potesse essersi cacciata la proprietaria… solo per notare che, difatti, non aveva mai lasciato il suo amatissimo Loto Cantante. Quasi murata viva, dietro una parete di travi di legno, la povera lossodonte Tofu giaceva inerme, priva di sensi e con una vistosa ferita alla testa; sarebbe stato ben logico curarla, ma le menti sopraffine dei Vendicatori della Luna stupiscono sempre, e decisero di usare delle spezie piccanti, smosse sotto la proboscide della creatura, per risvegliarla! Lo starnuto che ne proruppe fu talmente forte da scuotere l’incavo nella parete, ed investire i sei sfortunati di moccio e schifezze varie, mentre ella rinveniva e studiava a fondo i suoi salvatori, ringraziandoli profusamente ed avvertendoli del (ormai sconfitto) pericolo nella sua casa del tè; offrì loro delle stanze in cui riposare per la notte, un buon bagno caldo per lavar via il sudore dai loro corpi, ed un lauto pasto, nonostante non potesse offrire ché torte e pasticcini, non essendo una locanda. Vidi i miei adorati protégée accettare di buon grado, sedendo al tavolo (dopo aver riparato buona parte della casa) e consumando tè, torte, biscotti e pasticcini di ogni tipo, dolcezza ed ingrediente. Quanto avrei dato per esser lì con loro in quel momento, sembravano veramente deliziosi… e senza farsi attendere troppo, anche Szeskius tornò all’interno della “locanda”, sedendo al loro fianco e godendosi il pasto. Disse loro che la gigantessa Lucille era invero all’interno di Minashadi, vivena nella sua Arena e faceva soldi a palate con gli scontri che vinceva quasi ogni giorno, sfidando chiunque le capitasse a tiro e non temendo mai una sconfitta, poi consegnò loro due oggetti… un incantevole corno, che donò direttamente alla piccola Arkouda, ed una spilla, il suo Farz personale. Con quello, finalmente sarebbero riusciti a varcare le soglie di Minashadi! Mi chiedo però se sarà davvero così semplice per loro…