Emnotork – Il Carro della Luna – Sessione 10 – 19.05.2024

Chiacchiera del vicolo – Sessione 10

“Il Mare porta Consiglio”

Dai diari di Parsy Vorianek

Tradotti e pubblicati da Ozxys Thynemenos 

I “Vendicatori della Luna”

“Anche Oggi Ci Pagano Domani”

Antonino R. è Kion Frost, Istruttore delle guardie di Synistas

Stefano Z. è Snow, il Viandante della Trama

Igor F. è Kalador, il Redentore 

Andrea P. è Brifyr, l’Artefice della Vita Meccanica

Virginia N. è Arkouda, l’Orsa Maggiore

Riccardo è Ishil Ruterek, l’Essenza dell’Ombra

“Nuove conoscenze”, 14 di Ruin, anno 1418

La giornata dei miei cari protetti sembrerebbe esser iniziata con il piede giusto, una lauta colazione, la vista del carretto nelle stalle, tirato a lucido e nuovo di pacca, il cinguettar degli uccellini e… le grida del coboldo Pif dall’ingresso? Devo dire che quelle note squillanti mi scossero non poco, facendomi spillare un po’ di tè caldo sopra le vesti e sobbalzare sulla mia grande poltrona, mentre li osservavo e sentivo; non passò molto, che due figure quasi sgomitando con il piccolo dragonide in miniatura riuscirono ad accedere a Villa Scaglia. La prima una nana, dall’animo puro e la bocca grande, che sosteneva esser venuta fin qui poiché un leone dalla criniera d’argento le aveva detto di cercare il Redentore, Kalador. Il secondo… Una creatura misteriosa, ammantata dalle ombre e con indosso un ampio cappello simile a quello delle creature nel Lontano Ovest, tanto silenziosa da sembrare un fantasma. Due completi opposti, come la luce e l’oscurità, ma entrambi caratterizzati dall’immensa bontà che sembravano trasudare dalle loro anime. Arkouda, la nana, raccontò di come avesse solcato i mari pur di giungere a Synistas dopo aver vissuto quella potente visione, e di come la sua levatrice, un’orchessa molto buona e forte, l’avesse cresciuta per farla diventare sempre più resistente, sperando quasi un giorno lei prendesse potere nella propria tribù… finché un giorno, il capo della tribù non la mandò via, per poter dimostrare la sua forza o fallire provandoci. Fu mentre lei vagliava i mari che la visione della dea Azshara la colpì, mostrandole Kalador e dicendole di cercarlo, di unirsi a lui. Ishil invece si dimostrò un po’ più chiuso, ma ugualmente disposto ad aiutare: membro dei Cenere da parecchio tempo, era stato mandato a Villa Scaglia per guidare i Vendicatori della Luna verso la Terra dei Padri, tenerli in salvo e trovare Lucille senza alcun intoppo; per farlo, avrebbero dovuto prendere una nave, viaggiare per mare era sicuramente più sicuro di attraversare quelle terre ricche di pericoli e di creature fin troppo forti per esser affrontate. Così, il gruppo con i suoi due nuovi accompagnatori si diresse fino al Porto Sospeso di Synistas, non prima di aver acquistato una fine bottiglia di Gin da offrire ad uno dei Capitani, laddove l’avessero incontrato. Arkouda era un’esperta dei viaggiatori soliti solcare quelle acque, la sua vita a Mesa Negra l’aveva istruita a dovere su chi fidarsi e chi no, con chi viaggiare… e chi evitare. Una volta giunti in porto, trovarono tre navi ad “attenderli”: la Pulzella Piangente, di Brianna Longstride, la Mangiauomini, di Vradunarg Il Bruto, e la Grido di Fiamme, del caro Capitano Komarod. Eppure, di quest’ultima, sembrava non esserci anima viva a bordo, non un mozzo, non il Capitano, niente se non l’imbarcazione stessa. Proprio in questa situazione, riuscii a veder con i miei stessi occhi le grandi abilità di Ishil, che riuscì in ben poco tempo a scovare dove si stava nascondendo il Capitano orchesco insieme alla sua ciurma, nella taverna nascosta del Porto dietro strani sigilli e simboli impossibili da vedere e riconoscere solitamente ad occhio nudo. Il discorso andò bene, in parte grazie al dono portato da Arkouda, in parte grazie alle grandi doti oratorie di buona parte del gruppo, ma non tutti andarono lì… Difatti, mentre Ishil, Arkouda e Kalador cercavano il Capitano Komarod, Kion parlottò con una giovane guardia della Capitana Malice Ria, Brifyr ne approfittò per riposarsi un po’, e Snow… si fece totalmente abbindolare dalle grandi qualità del Capitano Longstride, rischiando non poco di cadere nella sua trappola e darle buona parte dei suoi averi pur di salire sulla nave insieme a lei. Fu proprio una fortuna che i tre che si erano separati tornarono il più presto possibile da lui, dissuadendolo e spiegandogli come il Capitano Komarod fosse una scelta ben più affidabile, sicura, oltre che economica. Così, si imbarcarono tutti e sei, insieme al mezzo gigante Joe Mama ed i loro due carretti, ed iniziarono il loro viaggio…

“Minashadi e le Terre dei Padri”, 18 di Ruin, anno 1418

Dopo appena quattro giorni di navigazione, la Grido di Fiamme attraccò al porto di Theoban senza preoccupazione alcuna, come se la gigantesca mole della nave non fosse neanche un problema o non fosse stata vista. I miei protetti scesero senza esitare, ed incontrarono uno strano figuro… un Gholam di nome Ophidian, che si propose di aiutarli ad entrare all’interno di Minashadi (e dunque ottenere un Paz) dopo aver incontrato il suo signore… Ma sarà davvero così semplice..?

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