La Chiacchiera del Vicolo
Dal diario di Ezechiele di Ghilfiss Airlim
La compagnia dei Guitti di Zeno, formata da
Paolo A. nel ruolo di Lunlelm, il canuto ragazzo affascinato dal mondo dei morti e dalla magia arcana.
Patrizio Z. nel ruolo di Zeno Endimion, il nobile incantatore dai modi raffinati ma dai poteri incredibili.
Andrea B. nel ruolo di Mordecai, lo spigliato bardo dalla lira sopraffina e dallo sguardo ammaliante.
Johnatan B. nel ruolo di Gerbo Turen, il bislacco gnomo devoto di Malvar e amante delle caramelle.
Alessandro R. nel ruolo di Valente Monese, il fiero paladino di Malvar dai nobili ideali e dal braccio possente.
Eledrin, uno dei figli del Signore Fatato, rivela ai Guitti il loro destino, dicendogli che Seta di Sabbia non è ancora in salvo. Prima di tornare però, una creatura fatata di nome Equinoxia intima a Gerbo di immergere lo specchio della vecchia Melin nelle acque pure. Lo gnomo però sa bene che per quanto pure non si tratta di acque del suo mondo, ma quando il collegamento con lo Spirito della Foresta evoca l’immagine di Melin stessa, Gerbo sgrana gli occhi dallo stupore. Equinoxia afferma che quel laghetto in particolare unisce le fonti di entrambi i mondi, rendendo possibile l’utilizzo dello specchio dello spirito della foresta.
Pare sia stata proprio la vecchia Melin a deviare il viaggio dei Guitti nel reame fatato, il tutto per ricevere dal saggio Eledrin la sua divinazione su ciò che aspetta Seta di Sabbia. La strega infatti è stata in contatto con Ram-Jaaz dei druidi delle sabbie apprendendo di come un certo Romulus T’han sia stato identificato e sconfitto in una delle arene del quartiere est della città. L’uomo asseriva di essere un demonologo molto potente e che la sua famiglia avrebbe ammesso la sua superiorità. Tuttavia i T’han sembrano essersi difesi dichiarando Romulus un pazzo, un cane sciolto che non aveva nessun legame con loro.
Il consiglio segreto temeva che la minaccia non potesse essere dissipata così facilmente, così Melin ha fatto in modo che i Guitti ottenessero il tassello mancante: secondo le parole del saggio Eledrin sotto Seta di Sabbia qualcosa era in attesa, un’aberrazione spaventosa che avrebbe decretato la distruzione della capitale stessa.
Gli eroi, dopo aver varcato il portale di ritorno, si trovano al cospetto del consiglio segreto. La tavola rotonda annovera Zakaras Endimion, Zaravi Tergnuseth, Ram-Jaaz, Il Barone dei Poveri, l’occultista Talgor e con somma sorpresa, anche Jar’Khaalid!
L’uomo viene presentato ai Guitti come un infiltrato della casa Endimion fra i T’han. Quando la possessione di Kurùl fu interrotta, il potente mago inscenò la sua morte per non sviare il gruppo dalle proprie indagini. Jar’Khaalid è stato capace di svelare i folli piani di Romulus e ha messo sulle sue tracce avventurieri spalleggiati dall’Ordine del Cavalieri di Malvar.
Tuttavia nessuno è riuscito a capire se la minaccia fosse stata debellata, per cui i T’han, con le luci puntate addosso, ora sono accorti più che mai.
Solo i Guitti, con il dovuto travestimento, possono riprendere le indagini laddove i Cavalieri di Malvar non sono riusciti. Eledrin ha parlato agli eroi di come solo loro avrebbero potuto scovare e sconfiggere la bestia che cova sotto Seta di Sabbia.
Accettata le volontà del consiglio segreto, gli avventurieri vengono mascherati dalle doti occulte di Talgor e inviati al quartiere dell’arena a indagare. Finito il coprifuoco, i cavalieri di Malvar sembrano pattugliare tutta la città e in particolare il quartiere dell’arena stesso. Quando però gli eroi si presentano con nuovi volti ma con gli ornamenti di Malvar dalla loro parte, i guardiani del quartiere li fanno passare senza obiezioni.
Nell’arena in cui Romulus è stato sconfitto però, non sembra esserci alcuna traccia utile, finché Zeno non entra in risonanza con del sangue demoniaco… forse era questo a cui si riferiva Eledrin quando diceva che solo i Guitti avrebbero potuto trovare la creatura?
Ad ogni modo, le tracce guidano gli eroi verso un passaggio segreto sotto la città che si estende verso l’entroterra. Uno strapiombo oscuro appare davanti agli occhi dei Guitti che dalla roccia vedono affiorare antiche e labirintiche rovine edificate tutt’intorno alla cava cilindrica che corre per centinaia di metri in profondità.
Un intricato sistema meccanico di trasporto di gabbie sembra poter portare gli eroi verso il fondo, mentre il vapore bollente inizia a provenire a zaffate dalle pareti rocciose.
La base dello strapiombo coincide con una piastra circolare montata su una camera magmatica a chissà quale profondità sotto Seta di Sabbia, facendo presagire agli eroi che qualcosa è celato in quel luogo, lontano da occhi indiscreti, e recante il simbolo di Kurùl in persona: tra le decine di gabbie penzolanti dal soffitto, una in particolare cattura l’attenzione degli eroi, mostrando al suo interno una creatura oscura e spaventosamente grossa: quella, è l’aberrazione demoniaca di cui parlava Eledrin!
La creatura, percependo la presenza di qualcuno, intona con una lingua comune roca, profonda e inquietante, il nome del padre. Intuendo si tratti del progetto incompleto di Romulus T’han contro la capitale, i Guitti sono costretti a dargli battaglia, rischiando la vita per salvare quella di ogni cittadino di Seta di Sabbia. Il mostro, non appena intuisce non si tratti del suo creatore, distrugge la gabbia e si lancia contro gli eroi.
Lo scontro è violento e le abilità della creatura si rivelano molteplici: tra pietrificazione, acidi mortali e veleni complessi, l’aberrazione mette alle strette i Guitti fin da subito ma poi, gli avventurieri si accorgono che la forza della creatura non è superiore a quella del Signore del Conflitto in persona e forti delle proprie abilità, riescono infine ad avere la meglio.
Seta di Sabbia è salva: i piani di Romulus T’han sono stati sventati da alcuni avventurieri assieme all’Ordine dei Cavalieri di Malvar mentre la sua creatura più potente, è stata definitivamente debellata dai Gutti di Zeno!