EMNOTORK – “IL BUIO SOTTO LA MASCHERA” – Sessione 63 – 12/06/20

La Chiacchiera del Vicolo

Dal diario di Ezechiele di Ghilfiss Airlim

La compagnia dei Guitti di Zeno, formata da

Paolo A. nel ruolo di Lunlelm, il canuto ragazzo affascinato dal mondo dei morti e dalla magia arcana.
Patrizio Z. nel ruolo di Zeno Endimion, il nobile incantatore dai modi raffinati ma dai poteri incredibili.
Andrea B. nel ruolo di Mordecai, lo spigliato bardo dalla lira sopraffina e dallo sguardo ammaliante.
Johnatan B. nel ruolo di Gerbo Turen, il bislacco gnomo devoto di Malvar e amante delle caramelle.
Alessandro R. nel ruolo di Valente Monese, il fiero paladino di Malvar dai nobili ideali e dal braccio possente.
Danilo F. nel ruolo di Drugan Gambalunga, il selvaggio nano barbaro con il sangue di Vorrath che arde nelle vene.


La battaglia con il misterioso cavaliere nero raggiunge il suo culmine quando i ghoul iniziano a sciamare dalle pareti: tra morsi e infetti e artigli paralizzanti gli eroi sembrano subire il numero degli avversari quando Drugan, con un colpo ben assestato, riesce a spaccare entrambe le teste del cavaliere che sembrava controllare gli insidiosi morti viventi. I Ghoul cadono a terra all’unisono tornando meri cadaveri, mentre Selune accorre verso il corpo decapitato della presunta sorella Seline. La menetrella però capisce che non si tratta di lei, per cui continua a cercare nella sala trovando un altro corpo disteso su un tavolo da lavoro. Scoprendole il volto scoppia in lacrime riconoscendo il volto della sua amata sorella Seline, e quando i Guitti accorrono a sostenerla notano che in effetti i corpi rinvenuti sono tutti apparentemente senza segni evidenti.
Mentre ragionano su cosa fare la menestrella viene afferrata da una mano: quella di sua sorella che con un urlo sembra risvegliarsi di colpo. Nello stupore generale la ragazza rinviene chiedendosi dove si trovi. Selune cerca di tranquillizzare la sorella che sembra spaesata mentre lei parla di una moneta, di qualcuno che le ha stretto la mano con l’inganno porgendogliela. Gli avventurieri iniziano tuttavia a chiedersi del perché si sia risvegliata, visto che il capitano era certo che le sue funzioni vitali fossero assenti.
In quel momento la porta d’ingresso viene aperta da Valaras in compagnia proprio del capitano Vòndravos, il quale tutto trafelato giunge con la sua milizia per capire cosa è successo.
Selune per un attimo preferisce celare la presenza di sua sorella mentre il capitano e i Guitti si confrontano su quanto appena accaduto: il capitano Vòndravos chiede il motivo di quello scempio e posiziona i suoi uomini per setacciare la sala dei morti in cerca di tracce. Dalla porta dalla quale è arrivato il cavaliere, Lunlelm scopre una potente illusione che cela una parete segreta. L’affaccio è sugli intricati reticolati fognari che si estendono sotto Ossidia per una distanza molto estesa, impossibili da esplorare tutti.
Gli eroi decidono così di fidarsi del capitano e di mostrargli Seline raccontandogli la verità.
Selune va su tutte le furie con il capitano insultando la città e i suoi occupanti, strappandogli la promessa che farà di tutto per scoprire chi c’è dietro.
Usciti dalla sala dei morti, Vòndravos consiglia agli eroi di riposare alla locanda delle stelle pronti per andare ad interrogare tutti i mercanti del Gran Bazaar per smascherare il mandante, prendendo da parte Zeno e confidandogli della sfiducia e dell’odio che prova per i maghi che si occupano della politica della città.

Dopo essere saliti nelle proprie camere, i Guitti sentono delle urla provenire dal corridoio: si tratta di Seline che si è ricordata qualcosa che farà la differenza: il volto della persona che gli ha stretto la mano lasciandole quella moneta appartiene ad Alicarnasso, il mastro del conio!



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