EMNOTORK – “IL BUIO SOTTO LA MASCHERA” – Sessione 64 – 19/06/2023

La Chiacchiera del Vicolo

Dal diario di Ezechiele di Ghilfiss Airlim

La compagnia dei Guitti di Zeno, formata da

Paolo A. nel ruolo di Lunlelm, il canuto ragazzo affascinato dal mondo dei morti e dalla magia arcana.
Patrizio Z. nel ruolo di Zeno Endimion, il nobile incantatore dai modi raffinati ma dai poteri incredibili.
Andrea B. nel ruolo di Mordecai, lo spigliato bardo dalla lira sopraffina e dallo sguardo ammaliante.
Johnatan B. nel ruolo di Gerbo Turen, il bislacco gnomo devoto di Malvar e amante delle caramelle.
Alessandro R. nel ruolo di Valente Monese, il fiero paladino di Malvar dai nobili ideali e dal braccio possente.


All’alba gli eroi si incontrano con il capitano Vòndravos fuori dalla locanda delle stelle. I suoi miliziani stanno presidiando il banco del conio come ogni giorno senza intervenire fino a suo ordine. Alicarnasso, il mastro del conio, è andato a lavoro come sempre, ignaro della visita che gli eroi stanno per fargli.
Al gran bazaar il capitano entra con al seguito i Guitti e Seline, la testimone sopravvissuta, facendo uscire tutti gli addetti ai lavori tranne Alicarnasso.
Il ricco mercante resta stupito di tali misure ma quando il capitano presenta i Guitti come dei colleghi esterni la sua espressione cambia.
Quando vede Seline cerca di spiegare al meglio delle sue possibilità cosa è successo: sotto la Trama della verità di Mordecai l’uomo asserisce che un losco incantatore dalle vesti trasandate ha cambiato delle monete lasciandogliene tre in più come ringraziamento per il servizio reso. Lui ne ha utilizzate due con altri clienti mentre la terza, dice, sembrava gli bisbigliasse qualcosa.
Impaurito, decise di liberarsi anche dell’ultima dandola in resto a Seline, appena arrivata in città. La ragazza, tuttavia, non l’ha accettata e questo ha innescato il tafferuglio avvenuto nel magazzino. Ricostruendo la storia assieme a Seline viene fuori che Alicarnasso l’aveva seguita per restituirgli il resto che gli spettava. Vedendola irrequieta le ha preso la mano e gliel’ha lasciata con l’inganno, poi si è voltato ed è scappato. Seline ricorda solo di averlo strattonato e aver segnato il muro con la suddetta moneta, poi non ricorda più nulla fin quando non si è svegliata nella sala dei morti.
Quelle monete pare abbiano perso i loro poteri una volta consegnate nelle mani di qualcun altro, per cui i Guitti non hanno altri elementi o prove. Tuttavia, l’interrogatorio prosegue nelle prigioni di Ossidia dove il mastro del conio fa riferimento alla fugace conversazione avuta col mago che gli parlava di una ricerca su delle piante. Inteso che Alicarnasso sia solo stato incastrato dagli eventi gli avventurieri si recano dall’erborista Goricus al gran bazaar che li mette sulla pista giusta: lo stesso mago ha comprato da lui delle piante di Felcebacca, una rara tipologia di felce che pare sia l’unica a produrre delle gustose bacche violacee usate per distillare alcolici molto potenti. Goricus stesso gliele ha consegnate in uno dei mulini adibiti a maghi e incantatori di passaggio per proseguire i propri studi e le proprie ricerche.
Vòndavos affida ai Guitti alcuni miliziani che scandagliano da cima a fondo il perimetro del mulino mentre loro penetrano all’interno della proprietà, apparentemente ben sigillata dall’interno.
Lì, trovano solo degli appunti sospetti che parlano di esperimenti molto ‘generici’. La mancanza di specifiche è ciò che mette in guardia i Guitti che pensano di aver trovato la persona giusta.
Sotto al mulino trovano infine una discesa verso un sotterraneo buio che decidono di percorrere, lasciando i miliziani di Ossidia a guardia dell’esterno del mulino per ogni evenienza.
Il passaggio tuttavia si fa sempre più profondo e oscuro, come se quel luogo si trovasse fuori dal tempo. Quando fioche candele iniziano ad illuminare in lontananza, gli eroi si accorgono di aver raggiunto una lugubre chiesa sotterranea con diverse statue devote al dio del sangue.
Un circolo rituale all’altezza dell’altare esige una grande quantità di sangue per poter essere oltrepassato, luogo in cui i Guitti sono certi il Possessore si nasconda. Zeno Endimion, dopo svariate ricerche da parte dei suoi compagni, asserisce che la soluzione migliore sia evocare la sua aberrazione sanguigna per vedere cosa succede.
La creatura inizia a cambiare forma andando a costituire sotto gli occhi increduli degli eroi una rossastra cupola evanescente al cui interno è visibile un altro luogo, ancora più antico…

… I Guitti ormai non possono più tirarsi indietro, per cui fanno un profondo respiro e decidono di oltrepassare il circolo rituale raggiungendo il luogo all’interno della cupola.
Un altro altare di fulmini guizzanti rivela delle sfere di controllo che canalizzano il sangue tenendo il passaggio aperto: la paura degli eroi è che distruggerne anche solo una li bloccherebbe in quel luogo senza tempo per sempre…
Decidono quindi di proseguire fin quando un portone di pietra non gli si para davanti. Altre due porte più piccole si trovano ai lati di un corridoio e su di esse gli eroi scorgono diverse effigi del dio del sangue e di Marissa stessa.
Ricostruendo i dettami del sangue attraverso la conoscenza teologica del gruppo, Lunlelm riesce infine a risolvere l’enigma e a risparmiare ai suoi compagni atroci sofferenze, mentre le candele lungo il corridoio si tingono di rosso in una macabra sequenza che prelude l’apertura del grande portone…
Davanti alla compagnia di eroi si erge finalmente la figura del Possessore in preghiera…


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