La Chiacchiera del Vicolo
Dal diario di Ezechiele di Ghilfiss Airlim
La compagnia dei Guitti di Zeno, formata da
Paolo A. nel ruolo di Lunlelm, il canuto ragazzo affascinato dal mondo dei morti e dalla magia arcana.
Patrizio Z. nel ruolo di Zeno Endimion, il nobile incantatore dai modi raffinati ma dai poteri incredibili.
Andrea B. nel ruolo di Mordecai, lo spigliato bardo dalla lira sopraffina e dallo sguardo ammaliante.
Johnatan B. nel ruolo di Gerbo Turen, il bislacco gnomo devoto di Malvar e amante delle caramelle.
Alessandro R. nel ruolo di Valente Monese, il fiero paladino di Malvar dai nobili ideali e dal braccio possente.
Danilo F. nel ruolo di Drugan Gambalunga, il selvaggio nano barbaro con il sangue di Vorrath che arde nelle vene.
I Guitti decidono di proseguire le indagini a Ossidia sperando di trovare il responsabile delle misteriose morti indicate dal capitano Vòndravos. Per parlare in un ambiente tranquillo e appartato Selune porta gli eroi alla locanda delle Stelle, poco distante dal Gran Bazaar dove sono stati ritrovati i corpi. Nella casa del piacere, dice la menestrella, nessuno fa domande ma c’è anche la possibilità di rimediare informazioni interessanti. Lunlelm difatti approfitta della compagnia di una bella cortigiana per apprendere qualcosa in più: alcune guardie che frequentano la locanda hanno riferito dei sospetti sui maghi e sulle loro ricerche, ma nessun nome specifico.
Selune invece è di tutt’altro avviso e stila una lista di mercanti facoltosi nel Gran Bazaar che secondo lei meritano una particolare attenzione.
Gli eroi decidono il piano d’azione e tornano sui luoghi dei ritrovamenti dei corpi analizzando tutto nel dettaglio: nel magazzino in cui è stata trovata Seline trovano un segno sul muro e una moneta d’oro dal conio di Ossidia sul pavimento tra le casse. Anche nel dormitorio degli operai viene rinvenuta una moneta dello stesso tipo, assieme ad un piccolo gruzzolo di gioielli nascosto sotto ad un tappeto con attenzione. Nell’appartamento adibito ad ospiti facoltosi viene identificata una terza moneta sotto lo sfarzoso letto nel centro che porta gli eroi a chiedersi se non sia il caso di interpellare il maestro del conio.
Prima di farlo tuttavia Selune consiglia agli avventurieri di avere più elementi possibile da presentare sia al maestro del conio che al capitano, per cui decidono che la tappa successiva sia la sala dei morti.
Il vecchio custode, Valaras, porta gli avventurieri nelle profondità dell’edificio mostrando le sale della cenere e i tavoli per la preparazione dei corpi. Dopo essersi allontanato lascia il gruppo alle indagini, fin quando nella sala in cui avrebbero dovuto trovarsi i corpi delle vittime i Guitti assistono ad un macabro spettacolo: il corpo di una donna decapitata e un’ampia macchia di sangue sul terreno. Nemmeno il tempo di entrare nella stanza e capire cosa sia successo che Drugan sente nel corridoio l’incedere di rumorosi stivali corazzati: si tratta di un cavaliere dall’armatura nera con due teste, una da bambino, e una da adulto. La mostruosità, ben lucida e per nulla turbata, sbatte la punta del grande spadone che brandisce sul terreno di pietra per risvegliare dei feroci Ghoul dai cadaveri attorno agli eroi, cercando di liberarsi di loro per aver ficcanasato dove non dovevano.
I Ghoul sembrano pericolosi solo se i loro artigli putridi raggiungono il bersaglio, mentre il mostruoso cavaliere, non appena viene ferito più del dovuto, richiama altri Ghoul dai loculi nelle pareti: la situazione inizia a sfuggire di mano ai Guitti che sperano vivamente di non finire divorati nella sala dei morti di Ossidia che rischia di diventare la loro tomba.