EMNOTORK – “IL BUIO SOTTO LA MASCHERA” – Sessione 59 – 15/05/2023

La Chiacchiera del Vicolo

Dal diario di Ezechiele di Ghilfiss Airlim

La compagnia dei Guitti di Zeno, formata da

Paolo A. nel ruolo di Lunlelm, il canuto ragazzo affascinato dal mondo dei morti e dalla magia arcana.
Patrizio Z. nel ruolo di Zeno Endimion, il nobile incantatore dai modi raffinati ma dai poteri incredibili.
Andrea B. nel ruolo di Mordecai, lo spigliato bardo dalla lira sopraffina e dallo sguardo ammaliante.
Johnatan B. nel ruolo di Gerbo Turen, il bislacco gnomo devoto di Malvar e amante delle caramelle.
Alessandro R. nel ruolo di Valente Monese, il fiero paladino di Malvar dai nobili ideali e dal braccio possente.
Danilo F. nel ruolo di Drugan Gambalunga, il selvaggio nano barbaro con il sangue di Vorrath che arde nelle vene.


Dopo la sconfitta di Kurùl, i Guitti tornano a dedicarsi ai problemi di Seta di Sabbia, recuperando le forze all’accampamento dell’Ordine di Tergnuseth assieme al generale Rosshal. La donna, in attesa di indicazioni dal quartier generale, richiede un rapporto su ciò che è accaduto sotto Torre Alavir, quando un uomo corpulento si avvicina al perimetro dell’accampamento.
L’uomo si rivela essere Hermeset, l’informatore di Seta di Sabbia che già in un paio di occasioni ha dimostrato la sua utilità. Hermeset riporta che Zaravi Tergnuseth è in procinto di indire un incontro segreto con i Druidi delle Sabbie, i Guitti e il Barone dei Poveri che tuttavia ancora non si trova.
L’amico d’infanzia di Zeno, infatti, è stato visto lasciare la città assieme a un losco figuro di cui Hermeset non solo ha dipinto un ritratto, ma che ha anche pedinato fino a scoprire che si è diretto verso nord, nella Valle del Pianto. Sembra che scortato da mercenari corazzati si sia nascosto a Ossidia, colonia della più famosa Galedria nell’estremo nord della regione.
Pagando informatori locali ha scoperto che l’uomo potrebbe essere colui che ha utilizzato la trama della possessione per conto dei T’han, le stesse che sono state poi sfruttate da Kurùl per controllare Zakars, Jar’Khaalid e lo stesso Barone dei Poveri.
Per queste informazioni, Hermeset si fa pagare una cifra equilibrata ai rischi e alla fatica impiegati per poi scomparire dopo che Rosshal ha garantito ancora una volta per l’informatore con cui pare avesse dei trascorsi.
I Guitti decidono così di partire subito per recuperare il Barone, la cui rete di informatori potrebbe fare la differenza nella battaglia contro i T’han.
Crocevia obbligato da passare per raggiungere Ossidia è Scalarossa, fortino tra le rocce oltre il deserto e unico varco per procedere il cammino. Rosshal fornisce alla compagnia un carro con due robusti cavalli di Tergnuseth per il viaggio che procede senza intoppi fino a raggiungere il fortino di Scalarossa più a nord.
Sul posto una milizia fin troppo rigida e sospettosa fa passare con riluttanza gli avventurieri che decidono di fermarsi nell’unica locanda del forte prima di riprendere il viaggio.
Un oste gentile e le sue figlie accolgono gli eroi raccontando loro di come gli stranieri siano visti con diffidenza a causa della tranquillità che caratterizza le loro terre da Scalarossa in su. Sono molto gelosi pare della pace conquistata grazie ai loro maghi, lontani dal pericolo dei vermi delle sabbie. A Galedria c’è infatti una recente scuola di magia sotto la direzione di maghi molto potenti a quanto dice l’oste Polidoro, e Ossidia in quanto colonia è utilizzata per studi e ricerche.

Dopo aver recuperato un po’ di informazioni su ciò che li aspetta, i Guitti decidono di riposare nelle camere messe a disposizione dell’oste ma durante la permanenza qualcosa inizia a sibilare nei corridoi: Valente segue il rumore inquietante trovando delle donne faccia al muro, ferme immobili. Quando il paladino cerca di comunicare con loro, ecco che si voltano lentamente mostrando dei volti sfigurati e spaventosi! Dalle pareti altre figure evanescenti vengono fuori, circondando gli eroi e costringendoli a difendersi…

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