EMNOTORK – “IL BUIO SOTTO LA MASCHERA” – Sessione 56 del 24/04/2023

La Chiacchiera del Vicolo

Dal diario di Ezechiele di Ghilfiss Airlim

La compagnia dei Guitti di Zeno, formata da

Paolo A. nel ruolo di Lunlelm, il canuto ragazzo affascinato dal mondo dei morti e dalla magia arcana.
Patrizio Z. nel ruolo di Zeno Endimion, il nobile incantatore dai modi raffinati ma dai poteri incredibili.
Andrea B. nel ruolo di Mordecai, lo spigliato bardo dalla lira sopraffina e dallo sguardo ammaliante.
Johnatan B. nel ruolo di Gerbo Turen, il bislacco gnomo devoto di Malvar e amante delle caramelle.
Alessandro R. nel ruolo di Valente Monese, il fiero paladino di Malvar dai nobili ideali e dal braccio possente.
Danilo F. nel ruolo di Drugan Gambalunga, il selvaggio nano barbaro benedetto dalla Folgore di Weinal.


Il villaggio sembra svuotato e persino Jadari, che lo aveva visitato in passato, sembra non riconoscerlo. Bussare alle dimore non porta alcun risultato ma ad un tratto, il famiglio alato di Zeno riconosce una figura sdraiata sotto ad un tendone che pare essersi destato in quel momento. L’uomo, sentito l’incedere degli eroi, afferra la sua chitarra e fa cenno agli avventurieri di raggiungerlo al centro del piccolo villaggio: si tratta di un bardo errante che ha approfittato di un pozzo per bere e rifocillarsi all’ombra.
Improvvisamente dalle case escono furtivi gli abitanti con coltelli da cucina e rastrelli pronti a prendere alle spalle il bardo. I Guitti li fermano scoprendo che anche al villaggio hanno avvistato l’ombra alata di Kurùl e che per la paura si sono tappati in casa.
Anche i mercanti che stava scortando Jadari si sono fermati in quel luogo, e mentre gli eroi vengono finalmente invitati in uno degli edifici il bardo dice di percepire il potere della pietra che Gerbo porta gelosamente al collo. Secondo la sapienza del bardo, quella pietra ha una particolare risonanza con il potere di Lunlelm. Pone al gruppo un quesito musicale per strappargli qualche informazione in più.
Gli eroi si accorgono dell’immenso potere del bardo che, quando gli avventurieri risolvono i suoi enigmi, dona a Mordecai una moneta con su scritto “Fillmore”, il nome del leggendario bardo che cammina tra le ere. L’uomo dopodichè, scompare uscendo dalla porta.
Il necromante si mette in contatto con la pietra che gli mostra la vista di qualcuno: dalle fattezze sembra si tratti di Kurùl stesso! Nell’immagine appare un fortino abbandonato con un grande teschio che adorna l’edificio principale. La connessione si interrompe e gli eroi cercano di capire di che luogo si tratti per raggiungerlo e dare al pericoloso arcidemone il colpo di grazia.
I paesani riconoscono il fortino e ci indirizzano i Guitti a cui Jadari decide di unirsi ancora una volta per il bene dei mercanti la cui sicurezza dipende da lei.

Raggiunto il luogo abbandonato, gli avventurieri perlustrano il circondario senza trovare tracce, ma quando il necromante si connette nuovamente con la pietra, vede con gli occhi di un’altra figura che a quanto pare sembra si nasconda dietro alla barricata dell’edificio principale. Scoperta, viene fuori con estrema veemenza richiamando i suoi servitori nascosti nella sabbia: il signore del conflitto e della menzogna sembra averli giocati e un violento scontro ha inizio!

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