Emnotork – “I Segreti di …” – Sessione 3

Continente: Emno-Tork

Anno 1416, Castel Dinitro

IN GIOCO:

La tristezza negli occhi di chi sa è comparabile solo al grido di vittoria dell’ignorante.

“Monsignor Victor Santis”

IN META:

Giovanni nei panni di Alan: Umano Chierico della Tomba

Alessandro nei panni di Vazir: Umano Guerriero

Bernardo nei panni di Liarthuk: Tiefling Stregone Origini d’Ombra

Andrea nei panni di Càlendor: Mezzelfo Paladino

Padre Alan propone come prima tappa il tempio in cui è stato accolito per molti anni e ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale.

Sebbene ci sia la proposta di un approccio più diretto al nuovo incarico, ci si muove in direzione della città bassa, attuale locazione del tempio. Essendo mattina, nonostante il tremendo gelo i turni di guardia sono costanti a gruppi di 3 soldati semplici, ma di gente comune nemmeno l’ombra; l’unica peculiarità notata è il fatto che la breccia nelle mura che dividono città alta da città bassa non sia ancora stata sistemata.

All’entrata del tempio un grande numero di accoliti è trovato in preghiera e Monsignor Victor, responsabile del tempio, in ginocchio davanti all’altare.

Il gruppo viene invitato a sedersi per una chiaccherata, mentre viene fatta sgomberare la l’arcata principale. A Monsignor Victor viene spiegato il minimo necessario per capire la situazione in cui opera il gruppo, seguito da un certo silenzio… Secondo l’eclesiasta è curioso infatti come in un certo modo, Fratello Dolon Kem riguardi direttamente o indirettamente tutti quanti fatta eccezione di Liarthuk di cui non conosce nulla.

A quanto pare il frate ha raccolto i fondi per il funerale dei commilitoni di Vazir, inoltre ha emesso in passato un mandato di caccia per il furto del braccio di una statua, statua precedentemente in possesso della famiglia Amastacia e attualmente costudita nel convento di cui Dolon è responsabile.

Sebbene l’età avanzata di Monsignor Victor, ha un’ottima memoria ed è ancora molto sveglio, ciò nonostante prova un senso di tristezza rispetto al cambiamento della situazione ecclesiastica a Castel Dinitro, potere temporale e religiosi non sarebbero mai dovuti convergere. Con il Grande Gelo la gente povera è diventata ancora più povera, i ricchi sono chiusi nelle proprie case; c’è il pericolo di una guerra vivile dovuta anche alla presenza dello Strige, il vigilante da poco entrato in scena nella città bassa. 

Infine, prima di dividersi dal gruppo rivela che la situazione è resa ancora più instabile dalla sparizione di un “Segreto” della Chiesa dei 7, una ricetta magica per marchingegni funzionanti con sangue di abomini, precedente custodita nella grande Cattedrale; non solo questo, la famiglia Amastacia era molto importante perché ex portatori di un “Segreto” della Chiesa dei 7, la Magia del Sangue.

Cautela nella ricerca e attenzione ai dettagli Suggerisce Monsignor Victor, mentre il gruppo torna alla propria base operativa, la casa del decaduto Manero Zanci; Vazir ne approfitta per raccogliere un giornale da una pila abbandonata nella città bassa.

Accomodati nella dimora, Alan si mostra immediatamente preoccupato, all’effettivo non ci sono state ancora buone notizie e la situazione si fa più pericolosa man mano che ci si scopre di più. Il pericolo è talmente alto che si rischia di perdere la vita nel girare l’angolo e avere segreti personali non aiuta, vi è la necessità di fidarsi gli uni degli altri. Sebbene sia difficile, Vazir e Liarthuk approfondiscono la loro storia condividendo dettagli di essa con tutti. Càlendor da parte sua però non si sente di dire nulla, gli riesce estremamente difficile parlare del passata e afferma che ciò che sta indietro ormai è andato, il presente è l’unica cosa che conta.

L’aria si fa pesante tra Alan e il paladino, da una parte vi è un uomo che ha bisogno di certezze, di sicurezza in modo che l’equilibrio sia perfetto nel gruppo, dall’altra parte vi è un mezzelfo paladino, convinto iconoclasta, con il dolore del lutto che ancora lo tormenta.

Nonostante tutto si parte alla volta del convento. La porta d’entrata è coperta da un’illusione e dopo aver aperto il lucchetto, si sviluppa un corridoio orizzontale. Liarthuk riesce a trovare dei segni di trascinamento sotto ad una statua e, una volta sistemata, una porta segreta si apre su di una mensa.

Qualcuno, non più di un giorno fa, ha sicuramente mangiato, inoltre vi è una lettera per Frate Dolon sul tavolo, segnata da un sigillo in ceralacca difficile da riconoscere.

Infine si arriva al cuore del convento, dove vi è un ampio buco circolare nero al centro; sembra un liquido molto denso e quando toccato da Padre Alan tenta di afferrargli il braccio e tirarlo a sé.

Con l’aiuto del fratello riesce a liberarsi, ma durante l’attimo del contatto perde i sensj una visione gli attanaglia i pensieri…

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