CHIACCHERA DEL VICOLO:
Poco… Hanno chiesto troppo poco…
Non hanno esamita, non hanno parlato, non si sono spinti oltre a ciò che andava a toccare il loro stomaco.
“Sussurri nelle Segrete”
VOCI DALLA FORESTA:
Alessandro nei panni di Vazir: Umano Guerriero Mistico
Andrea nei panni di Càlendor: Mezzelfo Paladino Giuramento di Gloria
Enrico nei panni di Salcaren:Tiefling Barbaro Cammino Totemico
Nicola nei panni di Erdan: Elfo dei Boschi Ranger Maestro delle Bestie
Ciro nei panni di Azazel: Tiefling Artefice Alchimista
È il momento di scendere nelle segrete.
Dopo una breve spesa al mercato e la richiesta di analisi dello strano miscuglio trovato la sera precedente si viaggia nuovamente verso l’archivio.
Qua Sir Virgil viene trovato durante una tranquilla discussione con un Tiefling di nome Azazel: l’Alchimista tanto richiesto dal gruppo. Il nobile, lascia che il gruppo interagisca liberamente, mentre va a chiamare il capitano delle guardie per farli scortare fino all’entrata delle segrete.
I vari membri entrano subito in sintonia con Azazel, esperto nel suo campo, pronto nelle risposte sia verso Vazir che verso Salcaren. Gli argomenti sono molteplici, dal “Respiro del Diavolo”, alle nuove droghe in circolo, fino al ritrovamento alchemico recente che viene subito riconosciuto dall’occhio esperto.
Un miscuglio di erbe e reagenti alchemici intrisi di magia della scuola Trasmutazione, rendono parti delle vere e proprie armi temporaneamente; chiaramente non è ancora perfetta, essendo che tali armi non hanno alcuna proprietà magica. In ogni caso, la condivisione di informazioni è totale da entrambi i lati.
Sir Virgil torna accompagnato dalla donna attuale capitano delle guardie dell’Est di Castel Dinitro, una tale di nome Hora, la quale ha avuto un pessimo risveglio a causa della scomparsa della sua seconda in carico il giovane Tenente Jean. Il gruppo al solito ben disposto nell’aiuto dice di poterle fornire informazioni aggiuntive alla fine della loro visita nelle segrete. Quindi, una volta bendati vengono portati sul luogo e passata una prima porta vengono sbendati da due guardie scelte; questi ultimi unendo due parti di una stranissima chiave aprono un secondo portone e lasciano libero l’accesso, chiudendoli dentro per il tempo prestabilito.
Erdan riconosce subito suo padre e corre verso di lui, l’anziano elfo è visibilmente agitato, impaurito e stressato oltre il limite di sopportazione umana. Dice che le prigioni sono terribili, lì la gente è cattiva nell’animo e nelle azioni, più simili a mostri che a uomini e donne. Lui è rinchiuso lì perché è finito nel posto sbagliato al momento sbagliato, accettando la consegna dei progetti di una “Penna” che Nono necessità di inchiostro e totalmente fatta di metallo. La persona che gli ha dato tale incarico era camuffata grazie a del trucco, inoltre gli aveva proposto una cifra spropositata di denaro. Nel momento in cui però l’elfo cerca di ricordare il luogo della consegna, come in un lapsus il pensiero gli viene a mancare, un attimo prima sapeva e quello dopo no… Gli ritorna in mente solo il nome Vask, i colori nero e rosso, la città alta, ma oltre a questo il vuoto totale.
Tra gli altri incarcerati vi sono una vecchia cuoca, un mercenario assino dal deserto, un mezzorco senza un braccio e con l’altro pieno di lame e, infine, Krusk il Tiefling amico del scomparso Liarthuk. In più viene indicato un uomo con una stanza chiusa da una porta, uno di quelli “trattati meglio”, l’unico ad aver ricevuto visite in precedenza: tale uomo viene etichettato come un pozzo di malvagità senza fine. L’uomo che è venuto a trovarlo in passato era un umano, alto, capelli corti e bianchi, occhi azzurro, con un portamento chiarimente nobiliare.
Di altre informazioni rilevanti non vengono comunicate e allo scadere del tempo vengono riportati tutti fuori dove Hora li attende pronta ad accompagnarli al Campo Guardie Est.
Qui vengono portati dapprima nello studio del capitano e poi in una seconda stanza per discussioni sensibili dopo richiesta di Vazir. Anche in questo caso la discussione si allunga e salta il nome di un’associazione criminale di cultisti chiamata “Mano Scarlatta”, non solo questo però, il Capitano delle guardie sa anche qualcosa del Coppiere…