CHIACCHERA DEL VICOLO:
L’avete presa?
L’abbiamo presa. Qualche problema, ma nulla di infattibile.
Siete stati seguiti?
Sì, ma abbiamo lasciato una falsa pista.
E di questo cosa ne facciamo?
Se permettete ho una mezza idea…
“Sussurri per le strade”
VOCI DALLA FORESTA:
Alessandro nei panni di Vazir: Umano Guerriero Mistico
Bernardo nei panni di Liarthuk: Tiefling Stregone Origini d’Ombra
Andrea nei panni di Càlendor: Mezzelfo Paladino Giuramento di Gloria
Enrico nei panni di Salcaren:Tiefling Barbaro Cammino Totemico
Nicola nei panni di Erdan: Elfo dei Boschi Ranger
Nel bel mezzo della notte qualcuno irrompe nella casa coperto da un incantesimo di invisibilità. Grazie ad una intuizione riesce a capire e la posizione Vazir, scoprendo due presenze una accanto a sé e una poco distante dal letto di suo fratello.
Un colpo di spada rivela la prima e subito parte un combattimento: il nemico però non è né forte, né agile come il gruppo quindi si limita passivamente a talentare di schivare i colpi mentre mantiene concentrazione su di un incantesimo sacro.
Avvisato dalla propria pantera Erdan vede che la seconda figura prende la stoffa dalla borsa di Alan e insieme al corpo li sposta in una specie di proprio semipiano. Con un colpo estremamente preciso l’arcetlre scheggia la maschera del nemico rivelando un umanoide di sesso maschile, probabilmente Paladino data l’aura emanata; mentre dopo un paio di secondi Càlendor capisce che la prima figura è un’umana con capacità di un Chierico.
I nemici sono avversari troppo duri per il gruppo eccessivamente stanco dalla giornata trascorsa e l’unico che riesce a rimanere in piedi a lungo è Salcaren che da fondo alle proprie risorse alchiche per rialzare i compagni. Un aiuto arriva sotto forma di un umana dai capelli bianchi, portante il grado di Tenente dell’esercito di Castel Dinitro, una guerriera velocissima con anche capacità curative. Quest’ultima non ha tempo di presentarsi, ma è totalmente concentrata sul non farsi sfuggire il proprio nemico che a suo dire è riuscita ad intercettare dopo settimane.
Si parte all’inseguimento verso le mura di confine con la città bassa ed è proprio qui che le tracce individuate da Salcaren portano ad un passaggio segreto con due specchi totalmente neri incastrati nel muro che tentano di risucchiare qualsiasi cosa li tocchi. Dopo un breve dibattito si opta per entrare in quello di sinistra, altro non è che una porta verso un nascondiglio o laboratorio totalmente improvvisato da chissà che gente. All’interno è rinvenuto uno strano liquido verdastro, un miscela alchemica sconosciuta che il gruppo provvede a raccogliere e poi rovinare con creatività. Non manca anche qua uno scontro contro due cultisti appostati, la cosa strana è che all’interno vengono trovate tracce e equipaggiamento per un totale di tre persone…
Preso un ingente bottino dalle tasche di un nemico, capace anche questo di trasformare in armi parti del proprio corpo, si torna all’uscita attraverso un altro specchio nascosto da un muro di roccia.
Troppo affaticati per fare qualsiasi cosa decidono assieme di tornare tutti a riposare, sopravvissuti all’assalto, ma consci di aver perso più di qualcosa.