Chiacchiera del vicolo – Sessione 40 e 41
Lorenzo B. nel ruolo di Eren, chiamato da Weinal
Andrea B. nel ruolo di Filavandrel aén Fidhàll, Il prescelto dal Re
Salvatore T. nel ruolo di Ignigo Septimus, Il senzadio
Gianluca S. nel ruolo di Gil-Saed, Lo scrittore
Maher A. nel ruolo di Ilios Néhs Intensen, La parola del sole
Fabrizio N. nel ruolo di Derron, dal terribile talento
- Kastella, in stato di shock, vaneggia qualcosa riguardo al padre. È riuscita a fargli bere il composto realizzato da Abramo ma poco dopo qualcosa è accaduto nelle profondità delle miniere. Il padre è sceso ai livelli più profondi insieme ai migliori paladini per intervenire dopo che il controllo della Madre superiora sul guardiano è venuto meno. La Piuma di Pavona ed il guardiano non devono essere in alcun modo corrotti dal vuoto. Il discorso di Kastella viene interrotto dall’attacco di aleien creature del vuoto. Gli eroi li affrontano e credono di averle sconfitte per poi scoprire che a loro è stato riservato il trattamento di molti altri valorosi combattenti delle miniere, inclusa Kastella: le creature prendono controllo simbiotico della mente e dei sensi dei loro bersagli alterando la realtà. La battaglia era una illusione e gli eroi hanno eliminato molti dei rifugiati delle miniere scambiandoli per avversari.
- L’esplorazione delle miniere procede. Gli eroi apprendono da Aster, ex addestratore dei paladini, che le aree interne della miniera sono state sigillate da porte idrauliche che i fuggitivi hanno manomesso, nella fuga per rallentare l’ascesa delle creature del vuoto che lentamente stanno corrompendo lo spazio fisico delle miniere. In breve tempo il guardiano verrà corrotto e allora tutto sarà perduto. Gli eroi indagano sulle pompe idrauliche manomesse nel tentativo di aprire le miniere, alcune mancano lo specifico fluido che le alimenta, altre dei pezzi fondamentali per il loro funzionamento. Gli eroi recuperano una strana chiave da una paladina rimasta ferita insieme al compagno, alcuni ritengono fosse solo una illusione e i due fossero semplici cadaveri. Gli eroi scoprono dei mustelidi da trasporto ancora in vita, per alcuni sono inferociti e più pericolosi che utili.
- Gli eroi scoprono i resti della locanda utilizzata dai minatori e dal personale come punto di ristoro. La struttura stata occupata e rinforzata magicamente da una misteriosa donna, all’apparenza una vampirizzata. La donna, di nome Kanto, pare conoscere molto bene la madre superiora che lei chiama Nostra. Gli eroi scoprono un collegamento tra lei e Sepulcher: Kanto pare lavorare per lui in qualità di “ispettore” e dice di essere rimasta bloccata nelle miniere durante le sue mansioni. Kanto, convinta che gli eroi abbiano un rapporto di collaborazione con Sepulcher, dice di non conoscere l’identità di altri possibili affiliati poiché soltanto i membri del suo circolo ristretto conoscono i dettagli delle operazioni. Kanto offre agli eroi rifugio e ristoro poiché la sua magia, per ora, tiene a bada il vuoto. La sua speranza è che gli eroi rimuovano in fretta la fonte di questo scomodo inconveniente alle miniere, li vuole in forze e per assicurarsi che lo siano gli offre un pasto quantomeno curioso.