EMNOTORK – “I pilastri della fiamma” – SESSIONE 4 – 16.03.2023

Lorenzo B. nel ruolo di Eren, Il Cerusico troppo Buono.
Andrea B. nel ruolo di Filavandrel aén Fidhàll, Il prescelto dal Fuoco
Salvatore T. nel ruolo di Ignigo Septimus, La giustizia Incendiaria
Gianluca S. nel ruolo di Gil-Saed, Lo Scrittore
Maher A. nel ruolo di Ilios Néhs Intensen, La parola del Sole

  • Il gruppo recupera nella tomba dimenticata di un nobile l’ultima unghia necessaria al completamento del rituale della mano. Resa di nuovo integra la mano si risveglia e prende la consistenza della carne viva, il gruppo entra nel suo palmo ed essa li stringe, chiudendosi su sé stessa e serrandosi in un pugno.
  • Il gruppo si risveglia in un ambiente sconosciuto, l’interno di una grotta che ospita un lago, la facciata di una cattedrale dai portoni dorati scavata nella roccia ed un numero imprecisato di umanoidi accampati sulle scale dell’edificio. Il luogo rispetta vagamente le logiche dello spazio e pare distante da ogni dove; distante al punto che i religiosi del gruppo non riescono ad avvertire la presenza del loro dio che sempre li accompagna.
  • Il gruppo dialoga con una voce proveniente da uno spiraglio apertosi nei portoni dorati della cattedrale. Questa viene identificata come il Re di sotto, il Re che canta, ed esorta il gruppo a fare valere le loro ambizioni, a chiedere ed elevarsi a più che semplici mendicanti. La voce offre loro qualsiasi cosa ed il gruppo vuole arrivare alla cura per salvare la vita di Filavandrel. La voce accetta la loro richiesta e li conduce dove essi desiderano, ad un passo dalla cura, in cambio della loro fede. Filavandrel offre la sua per risparmiare ai suoi compagni l’amaro destino e la voce accetta l’accordo trasportandoli in un luogo diverso, ma strappando Filavandrel al controllo del suo genio che viene trascinato da una mano dorata in un luogo abissale.
  • Il gruppo giunge in una stanza sotterranea rassomigliante una cripta. Qui trovano Fra Merolo e poco dopo Fra Cassio. Inizialmente pronti a catturare Fra Merolo scoprono che egli non possiede la cura per Filavandrel, anzi a suo dire lui era alla ricerca dell’assassino e mai avrebbe voluto coinvolgerli nei segreti dell’abazia. Esaminando il colletto di Frà Cassio ed interrogando i due frati la verità emerge: la vittima dell’assassinio non era Fra Brutissimo, ma suo Fratello, Fra Cassio. Fra Brutissimo dopo aver assassinato il fratello si è tagliato i capelli ed ha sfruttato la sua somiglianza con la vittima per fingersi morto e far perdere le sue tracce. Fra Brutissimo, geniale alchimista, ha cercato di fare perdere le sue tracce con il delitto allo scopo di essere più libero di agire ed evitare che future indagini potessero portare a lui. A quanto pare lo scopo del Frate è quello di prendere il controllo dell’abazia e dell’ordine della folgore nera sottraendolo a Nigerrimo. Fra Brutissimo a quanto pare si è molto avvicinato ad un culto che venera il Re che canta e, indottrinato da una figura la cui identità rimane sconosciuta, vuole appropriarsi dello zelo combattivo della folgore nera per metterlo al servizio di questa persona. Dietro l’attentato alla carovana e al tentativo di assassinio di Filavandrel c’era lui e infatti per qualche ragione sembra che la chiesa di cui il gruppo vorrebbe appropriarsi sia al centro dell’interesse del culto del Re che canta e Frà Brutissimo fosse stato incaricato di eliminare la concorrenza, sottovalutando chiaramente le capacità del gruppo.
  • Né segue un duro combattimento. Fra Brutissimo accoltella Fra Merolo ed Ignigo subito squarcia il copro di Fra Brutissimo che viene afferrato dal roveto generato dalla statua centrale raffigurante un vecchio gobbo. Il corpo del frate crocefisso e in fin di vita inizia un canto sacro ripetuto dai cultisti che intanto sono sopraggiunti ed amplificato dal coro di statue lì presenti. I fulmini di Weinal ed il canto folle tormentano il corpo e la mente degli eroi, ma questi riescono infine a prevalere sgominando gli avversari e fermando la canzone che intanto aveva preso il controllo di Ignigo.
  • Gli eroi riescono a recuperare da Fra Brutissimo una tintura per Filavandrel che contrasti gli effetti nocivi della tossina. Non hanno idea di dove sono e di come fuggire dal luogo. Viene in loro soccorso una bizzarra figura. Uno scheletro finemente vestito ed accompagnato da un merlo che si presenta con il nome di Sepulcher e li avvisa che si trovano in profondità sotto terra, molto in profondità. Lo scheletro si scusa per il modo ignobile con cui è stato usato il suo prodotto. A quanto pare lui è un “uomo d’affari” e dietro la produzione della droga utilizzata per avvelenare Filavandrel, il respiro del servo, c’è lui e la sua “società”. Offre al gruppo delle dosi gratuite del prodotto per ovviare alle future crisi di astinenza ed un lauto compenso per aver “catturato” il furfante che ha rubato ai suoi spacciatori. Secondo Sepulcher il culto mandante del tentato omicidio di Filavandrel, rubando il suo prodotto, ha manifestato un chiaro interesse non solo nella chiesa sconsacrata ma anche nell’ostacolare le attività commerciali del suo gruppo. Sepulcher non conosce nulla di questo culto ma è pronto a scommettere che se si danno tanto da fare per eliminare gli eroi ed ogni potenziale concorrente all’acquisizione della chiesa, questa deve essere fondamentale all’articolazione dei loro piani. Sepulcher, pertanto, offre il suo aiuto agli eroi nell’acquisire e controllare l’edificio con l’intenzione di danneggiare indirettamente il culto. Nei prossimi giorni sarà lui steso a contattarli per offrirgli utili consigli sul perseguimento dei loro obbiettivi, per ora, la cosa fondamentale è portare tutti fuori dalla cripta grazie al potere del dio non morto con il quale Sepulcher pare avere una certa confidenza.

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