EMNOTORK-“I pilastri della fiamma”-SESSIONE 36-30.11.2023

Chiacchiera del vicolo – Sessione 36

Lorenzo B. nel ruolo di Eren, chiamato da Weinal

Andrea B. nel ruolo di Filavandrel aén Fidhàll, Il prescelto dal Re

Salvatore T. nel ruolo di Ignigo Septimus, Il senzadio

Gianluca S. nel ruolo di Gil-Saed, Lo scrittore

Maher A. nel ruolo di Ilios Néhs Intensen, La parola del sole

Fabrizio N. nel ruolo di Derron, dal terribile talento

  • Gli eroi rinvengono, nell’antico ingresso della città delle ali, corpi delle tre sirene trucidate. Fuoco è però ancora in vita e subito le viene prestato soccorso. Racconta che lei e la sorella hanno cercato di fermare la madre della notte all’uscita del tempio e ciò è costato loro la vita. Gli eroi decidono di salvaguardare l’ultima delle tre guardiane del tempio e si organizzano per prestarle assistenza nei giorni successivi per accelerarne la guarigione. L’energia della madre della notte non più contenuta dalle sacre mura del reliquiario ha risvegliato in forma di non morti i neonati scartati da Cielo perché sprovvisti di ali. Ne segue uno scontro fortemente facilitato dalle armi benedette degli eroi.
  • Gil, aiutato da un incantesimo di lettura della mente, interroga Vivienna eriesce ad estrapolare dalla ragazza la verità. È stata lei a chiedere aiuto incidendo gli stivali di Ilios ed è la stessa persona che ha scritto l lettera che il boss anni prima rinvenne sul suo copro quando riprese i sensi. La ragazza racconta di aver partecipato ad uno strano rito da piccola e di essere stata colpita con qualcosa insieme a tante altre persone, da qui le cicatrici sul suo corpo. Tutto ciò che ricorda di quel giorno è il rumore di uno schiocco, un suono che ha sentito altre volte tra le stanze del monastero. Quando sente quel rumore chiunque a Latavia muta improvvisamente personalità, pieno di zelo verso la dea Pavona si mostra pronto ad obbedire a qualsiasi ordine di qualsivoglia religioso del monastero. La ragazza teme per l’incolumità sua e di chi la circonda dal momento che è pronta a giurare che chiunque senta quel suono sarebbe pronto a togliersi la vita se gli venisse chiesto, in pratica l’intera città dal suo punto di vista è tenuta in ostaggio. Qualche anno prima Vivianna racconta di essere stata svegliata nel sonno da una voce che le disse che la salvezza sarebbe venuta acaro prezzo se avesse lasciato che le piccole lumachine tipiche delle miniere di Latavia venissero consumate dai suoi fratelli, Eva e Abramo. Forse per ingenuità di faniulla, forse per disperazione Vivienne diede ascolto a quelle voci e durante una escursione con i fratelli maggiori diede loro in pasto con l’inganno le lumachine inducendoli ad uno stato catatonico che lei scambiò per morte. Consolata nel sapere che i suoi fratelli sono ancora vivi chiede agli eroi di aiutarla senza mettere a rischio degli innocenti. Vivianna non sa per quale ragione il suono nefasto che risveglia lo zelo religioso dei Lataviani su di lei non abbia effetto.
  • Ilios e Derron ispezionano la stanza dove è stato rinvenuto il carico di respiro del sovrano, e sospettano che qualcosa di particolarmente fetido, una persona poco pulita o un animale sia passato di lì. Derron trova tracce di feci animali.
  • Gli eroi ritornano da Suor Lutrice per consegnare il breviario. La donna estasiata racconta di aver atteso per quarant’anni di mettere le mani sul testo sacro. Le sue aspettative sono state superate, per qualche motivo il testo che le è stato consegnato risulta completo nonostante i cronisti riportino che l’autore del Canto Unito non sia mai riuscito ad ultimare la sua opera. Il breviario è in verità il Canto unito, una traduzione del Canto Sublime pensata per appianare e risolvere le divergenze teologiche che nascono dai messaggi conflittuali presenti nel testo e che sono probabilmente una delle radici dell’originale scisma dei fedeli di pavona in nove confessioni. Il canto sublime è il resoconto del canto che la Sublime, una sirena antichissima e potente araldo della dea, dedico all’uomo di cui si innamorò e che trascrisse fedelmente per un intero mese le sue parole. La criptica sirena nel suo canto inserisce vari episodi che hanno portato alla formulazione dei nove dogmi della fede di Pavona. Ognuno di questi tutta via sembra suggerire una condotta di vita molto diversa da quella degli altri e ciò ha chiaramente ha causato confusione e contrasti tra i fedeli sin dai tempi antichi.
  • Suor Lutrice paga lautamente per i servigi degli eroi e li mette inoltre al corrente di ogni informazione in suo possesso. La badessa più che malata le pare prigioniera, non le è concesso vedere nessuno e a nessuno è concesso entrare nelle sue stanze da quando, sette anni prima, la madre superiora ha acquisito la sua attuale posizione. La madre superiora è una donna potente nella fede quanto ambiziosa e se c’è qualcosa che controlla i cittadini di Latavia e che ha avuto origine nel monastero è impossibile che lei non ne sia in qualche modo responsabile o che non sia quantomeno al corrente della cosa. Suor Lutrice ricorda bene il giorno dello strano rito a cui lei riuscì non partecipare sfruttando la sua influenza, tutti i fedeli di Pavona parteciparono alla cerimonia, che in pratica vuol dire che tutta la città vi presenziò. Suor Lutrice racconta di aver visto qualche mese fa la Madre superiora scendere nel reliquiario per recuperare qualcosa ma non è riuscita a scoprire cosa. Questo oggetto è stato trasferito qualche giorno prima nelle miniere ed è sorvegliato strettamente. L’oggetto è stato trasportato in un forziere molto simile a quello che campanella rammenta di aver visto sulla schiena della capra al servizio di Selene dei Cavalcacolline. Suor Lutrice racconta inoltre che la Madre Superiora pare alla prese con un problema nella zona delle miniere visitata in precedenza dagli eroi dove individuarono l’altare di Malvar, un problema che l’alto prelato stesso ha definito come “una catastrofe senza precedenti”. I tre quarti delle forze armate di Latavia sorvegliano ora le miniere e la madre superiora in persona ogni giorni si reca a sovrintendere un misterioso progetto. A questo proposto Suor Lutrice le ha sentito confidare a qualcuno che sarebbe stato di grande aiuto il sangue “nascosto tra le reliquie”. Suor Lutrice non sa nulla del carico di sostanze stupefacenti nascosto nel monastero ma giura di aver visto più volte la madre superiora interagire con figure quantomeno discutibili. Ultima tra queste uno strano anziano giunto in città quella stessa mattina, più un ubriacone che un mercante a suo dire, a cui è stato dato libero accesso al monastero e che lo appesta con il suo odore.
  • Suor Lutrice non sa cosa ci sia nel reliquiario perché la chiave per accedere alla città delle ali è essa stessa una reliquia, le reliquie non possono essere maneggiate da chi non è un vero e potente fedele del dio che le ha benedette e lei non è in verità una fedele di Pavona. Per decenni ha ingannato il monastero scalandone i ranghi al solo scopo di recuperare il breviario conservato nella città delle ali per conto del suo maestro. La donna appartiene al culto di Colui che canta, una setta i cui accoliti ricercando l’ascensione attraverso il raggiungimento del pieno controllo di sé e la rottura di ogni legame con il mondo, e la fede verso gli dèi è chiaramente la prima e più grande forma di servitù. Potere e felicità senza eguali attendono gli ascesi che sono degni di interagire direttamente con colui che canta. Solo due individui sembra abbiano ultimato l’ascensione. Uno di questi vive una vita di meditazione e raccoglimento in una fortezza segreta a Nord di Xantrar e nessuno conosce il suo vero nome. L’altra è famosa in tutto il culto, la Marchesa Annette degli Allori, la signora del palazzo dorato, colei che ha reso l’ascensione uno strumento della sua ambizione.
  • Suor Lutrice ha una proposta per gli eroi. Lei sosterrà la loro causa dando appoggio nelle trattative per i marmi delle miniere come concordato. Quello che chiede loro è, quando la loro cena di lavoro domani verrà “interrotta”, di non opporsi agli eventi. La donna ha intenzione di tentare di derubare la Madre superiora delle chiavi della città delle ali. Qualora non dovesse riuscire semplicemente fuggirà dalla città, ma a prescindere dal risultato se gli eroi non interferiranno avranno guadagnato in lei un alleato. Suor Lutrice suggerisce loro inoltre di sfruttare il momento se lo ritengono opportuno, il suo attacco alla madre superiora genererà caos e confusione lasciando aperta una finestra preziosa per loro quanto per i cacciatori del cuore.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *