EMNOTORK-“I pilastri della fiamma”-SESSIONE 35-23.11.2023

Chiacchiera del vicolo – Sessione 35

Lorenzo B. nel ruolo di Eren, chiamato da Weinal

Andrea B. nel ruolo di Filavandrel aén Fidhàll, Il prescelto dal Re

Salvatore T. nel ruolo di Ignigo Septimus, Il senzadio

Gianluca S. nel ruolo di Gil-Saed, Lo scrittore

Maher A. nel ruolo di Ilios Néhs Intensen, La parola del sole

Fabrizio N. nel ruolo di Derron, dal terribile talento

  • Ilios affronta insieme a Derron il rito del nido. In un mondo infernale destinato da Pavona a chi ha il cuore torbido e l’animo confuso, il paladino incontra suo fratello Elios. La visione si comporta in tutto e per tutto come il nobile primo genito della famiglia Intensen, soprannominato la luce di Vorrath, ma sia a lui che ad Ilios pare chiaro che tutto ciò che sta accadendo non sia reale ma piuttosto una visione che la dea sta forzando nella mente di Ilios per far emergere in lui gli angoli più remoti del suo cuore, persone ed accadimenti che l’eroe ha voluto dimenticare o modificare nella sua memoria.
  • Presto il fuoco li circonda, siamo a Porta del Gelo, durante il famose incendio delle tenute degli Intensen. Mentre la madre di Ilios, Evelyna, ed una donna di nome Shila sono intrappolate nelle macerie insieme ad alcuni servi, il capofamiglia Zenit Intensen è impegnato in una feroce lotta contro il demone della pira causa di tutta quella distruzione. Tra la lotta per proteggere il padre ed il salvataggio dei propri cari, grazie all’aiuto di Elios, Derron, e di sua madre, Ilios comprende la vera natura di quel ricordo. Non fu un demone ma lui stesso, da fanciullo, a causare l’incendio nel tentativo di impressionare il padre e rivaleggiare con suo fratello attraverso la padronanza di un testo del sacro fuoco ben al di sopra delle sue capacità. Ilios cerca di calmare la sua giovane controparte, di insegnargli a dominare il fuoco spronandolo a superare la difficolta con maggior potere. L’impresa fallisce e Zenit diviene vittima delle fiamme del figlio. Da qui, attraverso le parole di Elios, una seconda rivelazione. Quello che Ilios stringeva tra le mani era il corpo di Eren, non del giovane sé stesso. Da quando era fanciullo tanti hanno pagato per la sua incapacità di trovare la pace nel cuore e la sua convinzione che un maggior potere ed una maggiore esperienza avrebbero impedito che si ripetesse l’incidente che segnò la sua infanzia. La fiamma di Vorrath non può essere dominata, non da chi ne riceve la benedizione solo in prestito, è il nostro cuore a dover essere sottoposto a rigida disciplina ed il nostro giudizio temprato con cura. Questo è il vero potere dei capofamiglia degli Intensen, il vero potere di Elios che Ilios invano ha sempre cercato di raggiungere ed ora non ha più molto tempo. Ha imparato una lezione fondamentale, ma forse è troppo tardi. Le ferite che lui stesso causo al fratello che all’epoca lo salvo dal suo stesso potere incendiario hanno segnato la vita del maggiore di casa Intensen che a breve lascerà questa vita. Se Ilios non si renderà degno delle armi di famiglia gli Intensen non avranno un degno erede.
  • Filavandrel si sottopone al rituale del nido, ma il potere di Colui che canta lo porta altrove strappandolo alle mani della dea. Filanvdrel si ritrova in una delle infinite stanze del palazzo splendente a cu molti arrivano solo dopo decadi di meditazione e dedizione al culto. Qui incontra Kuiwan, uno studioso del nord che da ormai tre anni è dedito ad esplorare e studiare il contenuto della biblioteca dei tomi ambiti, dove è raccolto ogni testo scritto o meno che sia mai servito. Muoversi tra le sale ed i loro contenuti è quasi impossibile, ma Kuiwan spiega che grazie al potere dell’uovo nero Filavandrel possiede una valida moneta di scambio. L’eroe allora dona la reliquia divina con tutto il suo potere agli abissi della biblioteca e questo tributo gli garantisce un lucido ed raro momento di chiarezza nel quale riesce a distinguere ed appropriarsi di alcuni tomi dai suoi scaffali all’interno del quale sono custoditi segreti senza pari. Tra i testi vi è anche una versione alternativa del breviario di unificazione del Canto sublime, il testo sacro della dea Pavona.

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