Chiacchiera del vicolo – Sessione 32
Lorenzo B. nel ruolo di Eren, chiamato da Weinal
Andrea B. nel ruolo di Filavandrel aén Fidhàll, Il prescelto dal Re
Salvatore T. nel ruolo di Ignigo Septimus, Il senzadio
Gianluca S. nel ruolo di Gil-Saed, Lo scrittore
Maher A. nel ruolo di Ilios Néhs Intensen, La parola del sole
Fabrizio N. nel ruolo di Derron, dal terribile talento
- Gli eroi proseguono nell’esplorazione del santuario dove individuano un salone più ampio degli altri decorato con un gruppo di volti piangenti e ridenti sormontato dal simulacro di una sirena dalle ali dorate. Nella stanza, insieme ai tre nidi in pietra e paglia posti di fronte all’altare, si trova una stanza segreta già aperta. All’interno della stanza un portagioie ed un espositore sono stati svuotati del loro contenuto mentre i numerosi documenti conservati sono ora sparsi alla rinfusa sul pavimento, smangiucchiati e sporchi di feci di capra. Gli eroi riescono a recuperare dai documenti alcuni passaggi appartenenti ad un testo sacro di qualche tipo.
- Gli eroi accedono alla stanza del tesoro dove una statua raffigurante una immensa sirena pare protesa come per spiccare il volo verso l’alta volta. La statua possiede quattro paia di braccia, due di essere reggono all’altezza del cuore un piccolo volume, le altre due all’altezza del capo reggono uno spazio vuoto: quale che fosse l’oggetto custodito esso è stato trafugato. Nella stanza è inoltre presente una robusta porta di metallo che Derron prova a disattivare per accorgersi solo all’ultimo essere custodita da una elaborata trappola. La porta è estranea all’architettura del luogo ed è stata installata solo successivamente da qualcuno che voleva evitare che il contenuto di ciò che nascondesse venisse in contatto con l’esterno ed al tempo stesso assicurarsene l’accesso esclusivo.
- Gli eroi apprendono da Terzo e dagli stralci di documenti rinvenuti nella stanza segreta diverse cose: il simulacro nella tesoreria di ogni monastero di Pavona contiene sempre due oggetti, vale a dire una delle nove reliquie donate ai primi amanti e un oggetto di culto dal grande valore non necessariamente intriso del potere divino. Apprendono inoltre che le infrangibile catene che assicurano il simulacro ed il suo contenuto possono essere spezzate solo completano un rito che prevende la partecipazione di tre supplicanti, l’impiego di tre uova nere e la concessione del proprio cuore alla Dea dell’amore. Apprendono anche le uova nere sono estremamente rare ma vuote ed in attesa di essere fecondate, l’uovo d’oro al contrario è un oggetto di cui si narra solo nelle leggende più spinte tra chi venera la dea ma nessuno ne ha mai visto uno.
- Gli eroi decidono di liberare la Madre della notte ed il suo bambino in cambio di una delle sue uova che la donna possedeva dai tempi in cui partecipava alle fila degli accoliti della dea Pavona. Ne consegue uno scontro, non tutti sono d’accordo, Ilios ritiene la donna ed il bambino una minaccia per Emnotork. La donna riesce a fuggire e gli eroi rimangono soli con le conseguenze di questo gesto.