Chiacchiera del vicolo – Sessione 33
Lorenzo B. nel ruolo di Eren, chiamato da Weinal
Andrea B. nel ruolo di Filavandrel aén Fidhàll, Il prescelto dal Re
Salvatore T. nel ruolo di Ignigo Septimus, Il senzadio
Gianluca S. nel ruolo di Gil-Saed, Lo scrittore
Maher A. nel ruolo di Ilios Néhs Intensen, La parola del sole
Fabrizio N. nel ruolo di Derron, dal terribile talento
- Gli eroi optano per una tregua. A detta di Ilios, Eren ha anteposto i suoi ideali alla trasparenza ed onestà tra i compagni non valutando la possibilità che l’opinione del suo compagno paladino sulla pericolosità della donna fosse fondata. Dal canto suo, Eren ritiene che agire tempestivamente fosse l’unica opzione per salvare la vita di una persona e madre imprigionata senza un processo e torturata per chissà quale motivo.
- Derron riesce a disinnescare la trappola a difesa del portone di metallo e a forzare l’acesso all’area del santuario che fino ad ora era stata sigillata. Ad attendere lui e gli eroi un sistema di grotte dove sfociano propaggini di un mare sotterraneo. Su due scogli, ad attenderli, si trovano due sirene del mare.
- Sapiente, la maggiore, e Discente, la minore, raccontano di essere sorelle. Le due si sono ritrovate intrappolate nella montagna quando movimenti sismici nel passato hanno chiuso la parte di mare sotterraneo dove ora si trovano e non hanno ancora accumulato sufficiente forza per tornare al grande mare di Malvar con la magia. Le due raccontano di come la loro vita insieme alle sirene del cielo fosse ancora tollerabile nella montagna, almeno fino all’arrivo dei bipedi che ormai diversi secoli fa hanno costruito quella stessa porta d’acciaio che gli eroi hanno forza e rotto irreparabilmente. Il portone, costruito per essere una barriere psichica, risulta per loro repellente. Gli antichi fondatori del monastero non potendo terminare le due sirene, ma non potendo accettare che creature così antiche e pericolose che non servono la dea Pavona abitassero nelle fondamenta del monastero, decisero di sigillarle lasciandole in solitudine. Solo recentemente le Sirene raccontano di aver ricevuto visite da alcuni seguaci della dea in cerca di risposte e della loro saggezza.
- Gli eroi scoprono che Discente possiede un uovo nero della dea che la fanciulla conserve gelosamente come un tesoro. Propongono un prestito in cambio di una delle uova che già posseggono, ma la trattativa non va come sperato. A seguito del rito del nido l’uovo di Ilios, così come ogni altro uovo successivo, viene fecondato dal cuore di chi lo ha posto sull’altare rendendolo di fatto una sua proprietà e svuotandolo di ogni valore agli occhi delle due creature.
- Discente propone un accordo diverso, le due sirene del mare non possono essere creature della dea dal momento che non posseggono un cuore. Discente propone agli eroi di donare uno dei loro cuori a lei assicurandoli che senza un cuore si può ancora vivere e in cambio mette sul piatto dell’offerta il suo uovo. Gli eroi rifiutano scatenando la furia della sorella minore in parti uguali sovreccitata all’idea di possedere un cuore e indignata dal rifiuto di una offerta ai suoi occhi ragionevole. Segue un duro scontro.