Chiacchiera del vicolo – Sessione 30
Lorenzo B. nel ruolo di Eren, chiamato da Weinal
Andrea B. nel ruolo di Filavandrel aén Fidhàll, Il prescelto dal Re
Salvatore T. nel ruolo di Ignigo Septimus, Il senzadio
Gianluca S. nel ruolo di Gil-Saed, Lo scrittore
Maher A. nel ruolo di Ilios Néhs Intensen, La parola del sole
Fabrizio N. nel ruolo di Derron, dal terribile talento
- Gli eroi vengono ricevuti dalla Madre superiora. Questa ha appena salutato un altro gruppo di ospiti, i Cavalcacolline, con i quali ha discusso animosamente. La cena di gala si terrà tra due giorni ma gli avventurieri premono affinchè si tenga prima. Selene, la druida a capo del gruppo, parla di una missione di fondamentale importanza e di un maestro al quale deve rendere conto.
- Al colloquio con la Madre superiora gli eroi provano ad offrire il lor aiuto nel risolvere la mistriosa emergenza sorta nelle miniere dopo l’ispezione dei paladini di Pavona ma senza successo, la chierica è una donna riservata che nasconde dietro al sua gentilezza un fare autoritario che esercita con dimestichezza e sicurezza. Viene confermato che la chiave per la città delle ali è in suo possesso. Viene confermato che le miniere non possono sostenere un ordine di materiali imponente come quello richiesto dagli eroi e che solo una piccola manipolazione della precedenza degli acquirenti potrebbe risolvere il problema. Viene confermato che nel sancta sanctorum della città delle ali si trova il reliquiario del monastero dove vengono conservati oggetti potenti, preziosi e soprattutto sacri che la madre superiora teme siano il vero obbiettivo dei cacciatori del cuore.
- Derron individua sul pregiato tavolo dove vengono ricevuti delle buste da lettera aperte di recente e ormai prive di contenuto e vicino ad esse un prezioso tagliacarte realizzato con lo smalto di un canino appartenuto probabilmente ad un troll o a un gigante.
- Gli eroi meditano sul da farsi alla locanda della bassa quercia mentre Gil indaga sul mistero del messaggio d’aiuto sugli stivali di Ilios. Nella notte il maga vaga da solo nei pressi della locanda nella speranza di essere contattato, scopre di essere spiato da una stanza al secondo piano della locanda, accorre ma l’unica cosa che trova al suo arrivo è la porta della camera aperta e un nastro per capelli rosso nelle vicinanze.