Chiacchiera del vicolo – Sessione 29
Lorenzo B. nel ruolo di Eren, chiamato da Weinal
Andrea B. nel ruolo di Filavandrel aén Fidhàll, Il prescelto dal Re
Salvatore T. nel ruolo di Ignigo Septimus, Il senzadio
Gianluca S. nel ruolo di Gil-Saed, Lo scrittore
Maher A. nel ruolo di Ilios Néhs Intensen, La parola del sole
- Gli eroi fanno ritorno alla locanda della bassa quercia dove, mentre il gruppo si riunisce con Kastella e la informa sulle condizioni di Bernard prima di andare a colloquio con la madre guardiana, Ilios cerca Vivienna. Il paladino trova la ragazza nelle cantine della locanda, sotto una botte di vino che le è caduta addosso mentre recuperava dell’acqua e, dopo averla assistita e guarita, nota di sfuggita sulla schiena della ragazza una voglia o una qualche sorta di tatuaggio simile ad un’ala spezzata.
- Gli eroi vengono ricevuti dalla madre guardiana. La donna, di nome Suor Lutrice, lamenta le responsabilità, i poteri e l’autorità che vengono con la sua posizione e che le sono state sottratti dalla Badessa per essere affidate alla Madre Superiora lasciandola quindi piena di incombenze ma privata del suo precedente prestigio. Suor Lutrice conferma che la Badessa sia stata colpita da un morbo improvviso e dal rapido decorso, assicura che l’impegno della magia sia da escludere, ma comunque non riesce a spiegarsi come una malattia possa colpire la salute di un chierico tanto potente e devoto. Suor Lutrice assicura inoltre che, per quanto le voglia diversamente, sebbene la Madre Superiora sia il maggior beneficiario della abdicazione della Badessa il suo coinvolgimento ai fini di ottenere potere e l’affidamento delle reliquie del santuario è fuori discussione dal momento che la chiave stessa per accedere al reliquiario è un antico pezzo di storia del culto di Pavona e la dea stessa non avrebbe ma permesso che cadesse nelle mani di qualcuno immeritevole nella fede.
- Suor Lutrice, in cambio del suo appoggio nelle trattative commerciali per i materiali di cui gli eri necessitano, richiede che entro due giorni gli eroi recuperino e le consegnino un antico cifrario conservato tra le reliquie del monastero. Il reliquiario è custodito in una città di creature magiche devote a sin dall’antichità a Pavona della quale praticavano il culto proprio sulla montagna dove ora sorge il santuario di Latavia. Dopo la venuta degli uomini le creature si sono ritirate nel cuore della montagna ma hanno deciso di vivere in armonia con i nuovi fedeli della loro dea assumendo il ruolo di custodi delle reliquie e dei doni della dea. In condizioni normali la porta che connette il santuario con la “Città delle ali”, la casa di queste creature, nel cuore della montagna è custodita dalla madre guardiana, ma allo stato attuale la chiave è in possesso della madre superiora. Suor Lutrice è a conoscenza di una leggenda che si raccontava ben prima del suo arrivo al monastero da ragazza secondo la quel qualcuno dotato delle ali della dea avrebbe avuto modo di accedere alla città delle ali direttamente da una anonima cascata che si getta dal fianco della montagna al fiume che scorre fino a valle.
- Suor Lutrice rivela tramite un messaggio in codice a Filavandrel di essere una seguace del culto di Colui che canta, il culto dell’ascensione, e prima che gli eroi si congedino lascia al suo “fratello nella scalata” un importante messaggio ‘non accettare mai il fardello dell’uovo, Lui non desidera questo per te’.
- I guardiani indagano su sospetti solchi sul pavimento della sagrestia della cattedrale di Pavona e sulla misteriosa stanza che Vivienna era stata incaricata di pulire. All’interno di un arazzo scoprono un raffinato sistema di mascheramento magico installato certamente della società dei sepolcri dal momento che la parola d’ordine era la stessa utilizzata in passato per celare gli archivi dei Weissbier durante la loro collaborazione con il potente sindacato criminale. Celate dalla magia, decine di casse stracolme di respiro del sovrano erano nascoste all’interno del monastero. Chi le abbia portate li, chi sapesse della loro esistenza e il grado di coinvolgimento delle alte sfere del monastero e quindi del governo di Latavia resta un mistero.