Chiacchiera del Vicolo
Lorenzo B. nel ruolo di Eren, Il Cerusico troppo Buono.
Andrea B. nel ruolo di Filavandrel aén Fidhàll, Il prescelto dal Fuoco
Salvatore T. nel ruolo di Ignigo Septimus, La giustizia Incendiaria
Gianluca S. nel ruolo di Gil-Saed, Lo Scrittore
Maher A. nel ruolo di Ilios Néhs Intensen, La parola del Sole
- Filavandrel in preda agli incubi febbrili causati dall’avvelenamento sogna un luogo a lui sconosciuto. Una cattedrale che si estende a perdita d’occhio, un braciere immenso con la sua fiamma ardente e misteriosi uomini in preghiera popolano il suo sonno. Una voce gli parla dal profondo.
- Il gruppo fa visita al bordello dove lavora Margherita per chiederle ulteriori delucidazioni sugli eventi della scorsa notte. Margherita conferma che Filavandrel è stato avvelenato con una versione del respiro del servo tagliata appositamente per accelerare ed aggravare gli effetti tossici della droga. Considerata l’esperienza necessaria nelle arti curative solo un erborista, o un chierico molto capace avrebbero potuto realizzare il composto. Se a questo si somma il fatto che la lettera riporta il motto dell’ordine della folgore nera margherita non può che consigliare di fare una visita all’abbazia di Weinal. L’abate, tale Julius detto il nigerrimo, a detta della donna è un supervisore dell’ordine della folgore nera presso Porta del gelo e l’abbazia ospita diversi membri del sudetto ordine.
- Il colloquio con l’abate rivela diverse informazioni. Egli non rivela il suo ruolo nella gerarchia dell’ordine, ma sembra sinceramente convinto che il modo di agire non si addica ad un fedele di Weinal e soprattutto il movente della lettera non è convincente dal momento che la chiesa che il gruppo vorrebbe consacrare non ha alcun valore intrinseco tale da meritare un tentativo di assassinio. L’abate rivela inoltre il suo sospetto sul possibile collegamento tra il mandante della lettera, l’attentatore della carovana del Sergente Igor e, con sorpresa del gruppo, l’assassino che la scorsa notte ha causato la morte di una dei frati ospitati dall’abbazia. La vittima era un eccellente farmacista e il gruppo decide di seguire questa pista sperando di trovare insieme all’assassino del frate anche l’attentatore di Filavandrel.
- Il gruppo fa visita alla stanza dove il frate, tale Fra’ Brutissimo, è stato trovato assassinato. Il corpo della vittima è carbonizzato. Nella stanza a piangerlo il fratello della vittima, un monaco di nome Fra’ Cassio. Il fratello della vittima rivela che il farmacista era un individuo geniale che si adoperava costantemente nella ricerca di rimedi alchemici e ricostituente per la gente di porta del gelo ed i rifugiati presso l’abbazia. Fra’ Cassio si occupa del magazzino. L’ispezione della camera rivela una pozioni di cura perfezionare e stabilizzate, un libro di alchimia scritto di pugno e molto avanzato e che il cadavere sia stato incenerito da una potente scarica elettrica ottenuta attraverso un complesso incantesimo eseguito nella stanza da più persone senza fare il minimo rumore. Fra’ Cassio ritiene che per avere agito senza che nessuno nel convento sentisse nulla l’assassinio deve avere avuto un modo per entrare nella camera, spostarsi nel convento ed eseguire l’incantesimo senza causare alcun rumore. I suoi sospetti ricadono su un altro Frate, Fra’Merolo l’erborista, che a suo dire aspirerebbe al posto del fratello ed è abituato al successo.
- Il gruppo fa visita a Fra’ Mario detto Merolo e prima ancora di vederlo lo sente cantare un motivetto. L’uomo è un ex paladino della fede druidica convertitosi a Weinal e gli è rimasto molto del vigore del suo passato militare. Ora si occupa di raccogliere le erbe e curare i giardini dell’abbazia. Egli risulta sconvolto non solo dalla morte di Fra Brutissimo ma anche dall’avvelenamento di Filavandrel che prova a curare con una imposizione delle mani senza successo. Non conosce le circostanze dell’omicidio eppure si lascia sfuggire di sapere che non è stato un incendio a causarne la morte ma una scarica elettrica. Parla di come qualcosa sia tenuto celato nell’abbazia e di come scoverà le trame ed i segreti nascosti vendicando così la morte del confratello.
- Il gruppo indaga su un pozzo presente nel chiostro e scopre che esso è artificiale e, data la sua posizione, nel sottosuolo dell’abbazia deve trovarsi ben altro che una falda acquifera.
- Il gruppo trova un biglietto che li invita di farsi trovare davanti al sarcofago monumentale del chiostro durante la messa dei vespri. Il gruppo si apposta ed individua Fra Merolo recitare una parola d’ordine ed accedere ad un passaggio segreto. Poco dopo vengono raggiunti da Fra Cassio, l’autore del biglietto che avendo osservato gli strani comportamenti di Fra Merolo voleva mostrare la cosa al gruppo e metterli sulla pista giusta.
- Il gruppo riesce a decodificare la parola d’ordine ricordando la canzone cantata da Fra Merolo ed accede ai sotterranei dell’abbazia insieme a Fra Cassio.
- Nei sotterranei il gruppo incontra ed elimina un gruppo di uomini rana intenti alla venerazione di una creatura nascosta in un vortice d’acqua.
- Procedendo nella esplorazione il gruppo trova una stanza al cui centro emerge dal pavimento una gigantesca mano aperta. Il materiale è sconosciuto, duro ma vagamente caldo. La mano presenta sul palmo diverse offerte in cibo e simboli sacri insieme a orme di stivali. Alle dita mancano le unghie. Un misterioso rito doveva essere svolto qui.