EMNOTORK-“I pilastri della fiamma”-SESSIONE 16-08.06.2023

Chiacchiera del vicolo – Sessione 16


Lorenzo B. nel ruolo di Eren, Il Cerusico troppo buono.
Andrea B. nel ruolo di Filavandrel aén Fidhàll, Il prescelto dal Re
Salvatore T. nel ruolo di Ignigo Septimus, La giustizia sncendiaria
Gianluca S. nel ruolo di Gil-Saed, Lo scrittore
Maher A. nel ruolo di Ilios Néhs Intensen, La parola del sole

Gianfranco A. nel ruolo di Drake Gileanor, Il furfante dal cuore d’oro

  • Gli eroi combattono una dura battaglia per difendere la carovana dall’attacco organizzato dei banditi. La donna a capo dei banditi è aramata di uno strano congegno simile ad una balestra ma molto più sofisticato. Riescono a salvare solo parte del carico, il resto viene trafugato. Il capo dei banditi ed il paladino prima della loro fuga hanno uno scambio di battute, non sembra essere la prima volta che si incontrano. Nel loro feroce antagonismo c’è una strana energia.
  • Gli eroi, sulla strada per Latavia, fanno la conoscenza del paladino. Egli è Sir Vigor Traci, monaco cavaliere al servizio di Pavona dea dell’amore. In particolare, egli è al comando dei paladini del santuario di Pavona Gaudente presso il monastero omonimo di Latavia. Egli racconta che questo non è il primo attacco da parte di questo specifico gruppo di criminali. E’ da quasi un anno ormai che i suoi uomini si danno battaglia nelle continue guerriglie con i suddetti criminali che hanno sviluppato una ferocia ed un interesse senza pari per Latavia e le strade principali che portano alla città. Il motivo secondo Vigor è presto detto, Latavia è una città ricca dove beni e denaro vengono spostati con frequenza grazie ai diversi accordi commerciali e minerari con i poteri locali, basti pensare che lo stesso oro che stavano trasportando sarebbe dovuto servire a chiude un contratto con Re Mork di Porta del gelo per rafforzare con l’impegno della guardia cittadina la via maestra spesso utilizzata dai mercanti di Latavia per far giungere i materiali minerali in città. In oltre Vigor sospetta che alcune recenti evasioni dal carcere di Latavia siano andate a rimpinguare i ranghi di questi banditi che risultano quindi più organizzati che mai, esperti conoscitori del territorio locale e pieni di astio nei confronti della città dove erano tenuti prigionieri.
  • Gli eroi fanno la conoscenza di una ragazza di nome Vivianna. Questa è una orfana attendente del monastero dove svolge una pletora di mansioni in cambio di vitto, alloggio e educazione. La ragazza viene salvata nella carovana grazie proprio all’intervento degli eroi. Questa racconta di essersi nascosta nel convoglio prima della partenza mossa da un ardente curiosità e dall’intento di visitare porta del gelo, sicura che il buon paladino Vigor Traci una volta averla scoperta avrebbe chiuso un occhio sulla sua bravata. Il fato ha voluto però che il convoglio fosse coinvolto nell’attacco ed i paladini per garantire la sua sicurezza, a suo dire, hanno commesso varie imprudenze che la ragazza fatica a perdonarsi; senza l’intervento degli eroi sarebbero stati spacciati, ed è solo colpa sua. La ragazza racconta di come il potente monastero che è il centro di potere de facto della città sia divenuta la sua casa dopo la morte dei suoi genitori. Il suo unico parente è una sorella maggiore che l’ha abbandonata tempo fa in circostanze a lei ignote.
  • Il gruppo giunge a Latavia dove prima di congedarsi Vigor li vuole ricompensare per il loro aiuto come può. Il paladino si offre di consegnare per loro conto la lettera di raccomandazione del Nigerrimo alla Madre superiore con la promessa di riferire che la missiva va messa direttamente ed esclusivamente nelle mani della badessa. Vigor sospende inoltre Vivianna dai suoi attuali incarichi per metterla al totale servizio dei suoi salvatori durante la loro permanenza. Il paladino fornisce infine utili informazioni su Latavia e la sua politica. La città è sotto il controllo del monastero che è il maggior proprietario terriero ed il suo volto diplomatico nei rapporti con i poteri straniere e pertanto, la Badessa è al vertice della politica cittadina. Tuttavia, la donna è ormai estremamente anziana ed il peso degli anni l’ha infine raggiunta. Colpita da una grave malattia e già debole questa vive confinata nelle sue stanze alle quali possono accedere solo alcune vestali scelte e la madre superiore. La sua vita è agli sgoccioli e la magia divina la sta tenendo in vita a detta del paladino ben oltre quello che il corpo mortale dovrebbe sopportare, ma la donna rimane un individuo di grande saggezza e fede ed è normale che la comunità non la voglia abbandonare alla morte. Allo stato delle cose l’individuo con il maggiore ed effettivo potere resta la madre superiore che coordina tutte le attività religiose e laiche del monastero. Ingraziarsela sarà difficile, nonostante la giovane età è una donna dal talento prodigioso, sia negli affari divini e terreni. Appassionata e lucida collabora insieme ad altre figure e sotto la sua guida l’assenza della badessa quasi non si avverte. La mossa migliore per gli eroi sarebbe di ingraziarsi una serie di figure chiave del monastero e vicine alla Madre superiore per farsi notare da lei e guadagnarsi il suo favore al fine di ottenere gli accordi minerari che cercano. L’occasione migliore sarà una cena ci cortesia che la Madre superiore terrà nelle stanze private del monastero. Traci può fare ottenere loro un invito ma se non si saranno guadagnati il favore dell’entourage della madre superiore le loro capacità persuasive ne risentiranno. Traci ha nominato tra le figure di maggior rilevo il Diacono Arsen a capo del coordinamento per le attività di estrazione e la Madre Guardiana, un’anziana suora che assiste la madre superiore in delicate faccende di carattere religioso. Presenzieranno inoltre alla cena degli ospiti di cui il paladino non sa nulla, meglio stare in guardia se vogliono tentare la difficile impresa di stringere un accordo da privati con una donna abituata ad interfacciarsi con i governi di interi reami.
  • Gli eroi recuperano le energie ospiti della Osteria della Bassa Quercia, poco distante dal monastero. Lì fanno la conoscenza dei Cavalcacolline, un gruppo di avventurieri chiassosi e allegri in fuga dopo un grave sconfitta durante una quest a nord. Gli avventurieri sono da qualche tempo a Latavia e stanno cercando di conquistarsi con i loro atti di eroismo il favore del governo locale per ottenere concessioni minerarie fondamentali al ricavo dei materiali necessari alla costruzione della loro nuova base.

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