Chiacchiera del vicolo – Sessione 15
Lorenzo B. nel ruolo di Eren, Il Cerusico troppo buono.
Andrea B. nel ruolo di Filavandrel aén Fidhàll, Il prescelto dal Re
Salvatore T. nel ruolo di Ignigo Septimus, La giustizia sncendiaria
Gianluca S. nel ruolo di Gil-Saed, Lo scrittore
Maher A. nel ruolo di Ilios Néhs Intensen, La parola del sole
Gianfranco A. nel ruolo di Drake Gileanor, Il furfante dal cuore d’oro
- Gli eroi emergono dalla cantina di Alexis, provati dal combattimento e soprattutto dall’ondata di potere che il loro fisico a stento ha tollerato. Il Nigerrimo racconta di aver ricevuto un sogno mandato direttamente dal divino Weinal, nel sogno un ragazzo, ovvero Artor, lo avrebbe accompagnato da qualcuno in grave pericolo. Mai Weinal aveva comunicato in questo modo in tutta la sua vita, per godere del favore del più giusto tra gli dèi il disegno dietro gli eroi deve essere fondamentale. Fuori, nel giardino, i segni di una feroce battaglia. Numerose e gigantesche braccia spuntano dal terreno. La creatura della cantina non era da sola e se non fosse stata terminata mentre il diavolo dei campi dava battagli alle altre che tentavano di mergere dalla terra a quest’ora sarebbero libere.
- Gli eroi riposano e durante la notte Ilios non riesce a riposare. La sua temperatura è alta, suda, sogna immagini febbrili. Nel turbinio del delirio onirico un momento di lucidità. In un mondo color seppia, un mondo preso in prestito, gioca a dadi con una creatura dalle lunghe dita. La posta non è il denaro ma domande che i due si scambiano. La creatura vuole vivere e vuole che Ilios sopravviva, la creatura dice di essere un noi, io e tu non esistono più. La creatura non vuole essere limitata “lasciami libera, insieme saremo forti”. Ilios le stringe la mano.
- Gli eroi si svegliano due giorni dopo. Il diavolo dei campi sembra essere meno irrequieto, decidono di provare ad addestrarlo. Poco dopo vengono raggiunti a colazione dal Nigerrimo e da Luna. L’abate gli racconta delle sue ricerche effettuate in questi due giorni. Non ha trovato nulla su un Re canterino ma ha notato in diverse istanze l’insorgere di culti dediti all’adorazione dell’oro o simboli affini. Il modus operandi è simile, gli adepti si introducono all’interno di associazioni religiose e provano a sovvertirle in nome del culto di una entità che promette di tutto e di più. Ha ricercato informazioni sui giganti, sono creature che non appartengono a questo luogo e dai resti pare che ad animarli fosse un incantesimo antico attivato da una specifica condizione, non un sortilegio recente.
- Luna ed il Nigerrimo vogliono ricompensare gli eroi. Informata delle loro mire dall’abate Luna gli assicurerà un prezzo di favore da alcuni suoi contatti per il trasporto dei materiali fino a porta del gelo, l’unica cosa che resta da fare è trovare le materie prime. A questo proposito il Nigerrimo propone una soluzione. Egli ha scritto una lettera di raccomandazione da consegnare ad una sua cara amica, la Badessa del monastero dedicato a Pavona dea del piacere che si trova a circa una settimana da Porta del gelo, nella cittadina di Latavia famosa tanto per l’immenso monastero quanto per il carcere che ospita tra le sue mura. Nella città il monastero è il maggior proprietario terriero e data la natura del posto ciò lo rende proprietario di diverse miniere e cave piuttosto che di campi coltivabili. Il suo consiglio è di negoziare un prezzo di favore con la badessa perorando la nobile causa di un nuovo santuario per il culto divino. Ciò terrà in oltre gli eroi lontani da porta del gelo per un po’ in modo che le acque si calmino e le indagini su di loro diventino meno frequenti.
- Gli eroi dopo una settimana di latitanza presso Alexis partono alla volta di Latavia e soprattutto del monastero. Sulla via incontrano un gruppo di organizzatissimi banditi intenti a derubare il cospicuo carico di preziosi beni che un ormai solitario paladino di Pavona sta difendendo con la sua vita.