Emnotork – “I mari della sventura” – Sessione 40 del 13/06/2024

Emnotork, Mar degli Spiriti del Sud,
Isola Senzatempo,

Cinque miglia nautiche a sud dell’Isola di Fang
Diario di bordo di:

Gibry Cuordifiamma,
Il piromane di Fang.

Sono passate un po’ di ore da quando siamo sbarcati qui; attraccammo con la scialuppa che il sole era sorto da nemmeno tre ore ed ora, ci siam lasciati alle spalle il mezzodì già da un po’.  Siamo tutti zuppi fino al midollo, così ho acceso un fuoco per permettere a tutti di asciugarsi un po’. Devo ancora decidere se trovo questo più eccitante o più fastidioso. Non fraintendiamoci; adoro tutto ciò che sta accadendo. Fingo di lamentarmi con quel branco di bifolchi più per divertimento che per una vera e propria insofferenza. La verità è che mi annoiavo su Fang ed era passato un po’ di tempo dall’ultima volta che mi fossi divertito così.
Devo dire che la nuova Compagnia con cui sto vivendo tutto questo è l’esatto opposto dei miei precedenti compagni. Oh, non fraintendiamoci; una parte di me prova nostalgia dei tempi passati con Tristan e gli altri. Ogni tanto, quando vado a trovare Kadesh, ricordiamo insieme i vecchi tempi di quando abbiamo combattuto contro il Principe Inverno, liberato l’Ardemonium il quale prese vita e si incarnò nel Principe Arcifey, diventando quell’essere che si fa chiamare Legione. Non nego che il senso di orrore provato davanti quella creatura non me lo sono mai scrollato di dosso; di tanto in tanto me lo sogno ancora e puntualmente, mi risveglio urlando madido di sudore. Esperienze tanto eccitanti quanto sconvolgenti, devo dire. Ecco
perché bevo come uno sfondato e fumo marjhwah fino a dimenticarmi come mi chiamo.  La gente dice che sono un vizioso insaziabile…sì, in parte è vero, adoro farmi una scopata dopo essermi riempito la pancia di alcolici e buon cibo, perché penso che non ci sia nulla di più bello al mondo (assieme ad una ricca dormita, aggiungo)…a parte il dare fuoco alle cose. Quella è una cosa insostitubile. Adoro incenerire tutto ciò che mi capita a tiro. D’altro canto, se il fuoco scorre nel mio sangue, un motivo ci sarà. Non ho ancora mostrato i miei veri poteri a questi nuovi amichetti. Forse un giorno lo farò, o forse non sarà necessario. Mi sono simpatici, sono in gamba (anche se stupidi come galline, soprattutto un paio di loro), puzzano un po’ e hanno modi degni di un gruppo di bifolchi pirati ignoranti e manigoldi, eppure mi piacciono. Sono liberi, o almeno credono di esserlo ed è ciò che vogliono essere. Hanno manette e ceppi ai piedi, eppure cercano un modo di spezzarli. Trovo eccitante ciò che fanno, danno senso alla mia vita. Sono fatto così; non ce la faccio ad essere come gli altri halfling. Sono un piedilesti nato con il fuoco che gli scorre nelle vene, il Fuoco Arcano è il mio potere ed io non riesco a rimanere fermo troppo a lungo senza far niente. La quotidianità mi annoia. Persino la scopata con la più bella prostituta elfica di Fang non riusciva a darmi un po’ di emozione. Ecco perché ho voluto unirmi ai Pirati di Tannen. Adesso ci troviamo qui, nell’Isola Senza Tempo alle prese con una serie di enigmi di cui abbiamo capito ancora ben poco. Ho alcune idee, ma non le condividerò tutte quante subito con i miei nuovi compagni.  Nel rifugio trovato nella giungla abbiamo trovato una mappa dell’isola molto ben disegnata, con una serie di annotazioni importanti….che però abbiamo perso perché quel branco di imbecilli se ne sono rimasti nel bel mezzo di una baia flagellata da onde alte quanto montagne che ci bagnavano un battito di ciglia sì ed una scorreggia anche! Ad ogni modo, sull’isola ci sono alcune strutture, o comunque punti di interesse mentre nella parte centrale, la mappa indica qualcosa di grande, forse una grande struttura. Che sia il Santuario delle Maree che tanto andiamo cercando? Rifletto sugli appunti ritrovati nel rifugio e scritti in quel codice occulto che soltanto Eric può leggere. Quelle note parlano di segreti del cielo, del mare, della terra e degli abissi.  Siccome in principio la mappa aveva segnati i presunti “edifici”, abbiamo deciso di visitarne uno, quello situato nella parte occidentale dell’isola. Dopo aver vagato alcune ore in mezzo alla giungla, con il sudore che ci ha inzuppato le vesti e zanzare grosse quanto la mia mano che cercavano di bucarci la giugulare, alla fine siamo giunti ad una specie di strano santuario situato in una spiaggetta incastonata tra una cornice di scogli flagellati costantemente da violente onde di un mare piuttosto agitato. Non so bene se fosse o meno un santuario, poiché quelle rovine circolari presentavano la Statua di un Delfino disposta al centro di due piedistalli concentrici. Siamo giunti laggiù, capendo sin da subito che una sosta prolungata ci avrebbe procurato soltanto problemi. Perché, mi chiederete voi? Come ho già detto il mare era agitato e c’erano onde così violente che, quando si infrangevano sugli scogli, generavano una vera e pioggia di schizzi che ci inzupparono sin da subito. Talvolta arrivava un cavallone così violento da penetrare la baia e travolgerci in pieno e, credetemi, la forza dell’acqua e delle correnti erano talmente forti che era facile venirne trascinati via. Wulfila, Saphyra ed Eric hanno potuto scoprirlo sulla loro pelle, per poco non finivano annegati. Laggiù, in quella specie di santuario con il delfino, abbiamo esaminato un po’ la zona rendendoci conto di trovarci di fronte ad un vero e proprio enigma. Trovammo un indizio e dopo un po’ di ragionamento (e diverse ondate d’acqua che per poco non avrebbero spazzato via metà gruppo!), IO sono giunto alla conclusione che doveva trattarsi di una specie di grossa “serratura” a combinazione. La statua del delfino girava ed anche gli anelli concentrici. C’erano quattro segni a terra che ruotavano con gli anelli, che indicavano le varie fasi del giorno. Va beh, ad ogni modo abbiamo risolto l’enigma. La statua del delfino è sprofondata nel terreno, si sono aperti strani buchi e da un altro buco cilindrico è fuoriuscita una piccola colonna con un piedistallo su cui era poggiata una piccola riproduzione della statua grande del delfino…realizzata però in ORO MASSICCIO!  Sarebbe interessante vedere quanto frutterebbe una statua così, ma ho la sensazione che ci servirà e che potremmo trovarne altre in passato. Credo che abbiamo appena svelato il segreto del mare…cosa dovremo affrontare per ottenere gli altri tre segreti che ci porteranno alla “chiave”?

La Ciurma della Lama degli Oceani:

(Matteo F. nel ruolo di):
Saphyra “La Sirena” Turner,
una giovane piratessa che ha stretto un patto con una oscura entità degli abissi marini per padroneggiare una antica forma di magia arcana. E’ la sorella di Eric il Rosso.
(Nino S. interpreta):
Eric “il Rosso” Turner,
un Pirata spadaccino, campione della sua ciurma, molto abile con lo stocco e nel passare inosservato. Fratello di Saphyra, assieme a lei ha passato la maggior parte della sua vita in mare.
Il suo sogno? Avere una nave di pirati tutta sua.
(Sergio O. interpreta):
Wulfila “l’Assetato”,
un Chierico di Malvar dalla fede incrollabile così come la sua più grande debolezza: la passione per le bevande alcoliche.
(Danilo F. nella parte di):
Sigrun Blóðöx,
Un feroce guerriero con un passato da pirata che ha appreso i segreti della magia runica per affinare le sue capacità belliche.
(ALESSANDRO D. interpreta):
Roger Balduir.
Questo pirata è stato un Guerriero Campione della sua vecchia ciurma, prima che venisse saccheggiata, trucidata e annientata. Alla ricerca di una nuova ciurma a cui unirsi ed un nuovo capitano a cui essere fedele, brama vendetta nei confronti di coloro che hanno ucciso i suoi vecchi compagni.
(SERGIO L. nel ruolo di):
Hazine “Rob lo Spillo”,
scacciato dalla compagnia circense in cui è cresciuto, questo Bardo spadaccino vuole lasciarsi il passato alle spalle per dedicarsi ad un solo scopo nella vita: rendere Leggenda il suo nome.
Per questo egli va alla costante ricerca di Gloria e Ricchezze.

METAGAME:

  • La sessione ricomincia dall’episodio precedente: i PG si trovano sull’Isola Senzatempo presso un rifugio. Approfittano per esaminare meglio il rifugio e Wulfila trova uno scompartimento segreto da cui il gruppo recupera un po’ di oggetti utili, qualche moneta e una corazza magica. In più il gruppo trova una mappa dell’isola con alcuni punti d’interesse segnati.
  • Dopo un riposo breve il gruppo raggiunge il punto d’interesse ovest, un luogo con un santuario dove presente la statua di un delfino. Il santuario si trova su una spiaggetta presso una piccola baia flagellata da violente onde. Il luogo è relativamente pericoloso e le onde possono causare danni ai PG, i quali più volte si ritroveranno a dover cercare di resistere alla loro forza mentre ispezionano la zona.
  • Il gruppo si ritrova a dover risolvere L’Enigma del Delfino, in modo da accedere ai “segreti del mare”.  L’enigma comporta roteare la statua nella giusta direzione facendo in modo che sia combinata con dei segni sul terreno, esponendo entrambi nel giusto punto cardinale.
  • Alla fine l’enigma viene risolto, seppur più di una volta alcuni tra i PG si ritroveranno in balia delle continue e violente onde che colpiscono la zona. Risolto l’enigma il gruppo recupera la Statua del Delfino d’oro, con la consapevolezza che i “segreti della terra, del cielo e degli abissi” devono ancora essere trovati. Inoltre, cosa si cela nella grande “struttura” situata al centro dell’isola? Fine.

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