La Chiacchiera del Vicolo
Dal diario di Ezechiele di Ghilfiss Airlim
La compagnia dei NANI, formata da
Marco B. nel ruolo di Ruzzolo detto mestolo, il gerriero nano con la passione per la cucina
David B. nel ruolo di Otto, il piccolo halfling dalle dita fatate e l’occhio di falco
Stefano L. nel ruolo di Remo Greyforge detto rantolo, fiero chierico nano devoto a Weinal
Davide B. nel ruolo del vecchio Tobia, anziano gnomo incantatore amante della natura
Massimo M. nel ruolo di Rotolo, il burbero nano druido dall’animo ferino e lo spirito selvaggio
Roberto G. nel ruolo di Rosaspina detta biancaneve, l’avvenente e letale mezzelfa paladina
Nonostante tutte le accortezze, nemmeno il rituale della saggia Urgal riesce a tenere lontana l’oscurità dal piccolo Otto: la sventura sembra seguirlo ancora, palesandosi attraverso il cadavere di uno degli orchi dell’accampamento.
Poco prima dell’alba infatti, tutto il campo sembra radunato attorno a un corpo esanime. Si tratta di un altro omicidio rituale indirizzato all’halfling attraverso l’utilizzo di aghi ed un messaggio inciso sulla lingua della vittima: questa volta sono tre linee verticali.
Otto, frustrato dall’accaduto sempre a un palmo dal suo naso, annovera ora tra i suoi fratelli dell’orfanotrofio di Ponte dei Poveri anche il numero tre, apparentemente schierato assieme agli altri per minacciare l’halfling.
Golbran e Urgal, ignari della questione, vedono l’accaduto come un cattivo presagio, per cui intimano al campo di sbrigarsi a smontare l’accampamento e tornare verso le montagne a est. Gli orchi delle Reti Spezzate donano agli eroi una stringa di cuoio con appeso un artiglio di Bulette Dorato in segno di onore e rispetto per aver cacciato assieme. Dopodiché, anche per i Nani è venuto il momento di mettersi in marcia verso il luogo suggerito da Golbran: un passaggio per una miniera sotterranea che potrebbe far risparmiare agli Agenti della Folgore diverse settimane di viaggio attraverso Pianura Morta.
Il luogo sembra avvisato dalle statue di due nani gemelli che gli avventurieri non tardano a trovarsi davanti. Oltre le statue ben conservate però, sembra esserci un dirupo scosceso e profondo che non lascia presagire nessun sentiero per discenderlo in sicurezza.
Ad un’analisi più accurata però, attorno ai grandi piedistalli di roccia gli eroi scorgono delle rune naniche che indicano una direzione ben precisa. Le indicazioni portano ad un pulsante sulla pavimentazione che innesca un marchingegno nanico di incredibile avanguardia: sotto ai propri occhi i Nani assistono ad una gradinata segreta rivelata dalla roccia che sembra scivolare oltre la parete del dirupo.
Senza perdere tempo, gli avventurieri si addentrano fra le rocce trovandosi in un complesso ed intricato labirinto di caverne e cunicoli.
Dopo aver deliberato la direzione da intraprendere, anche se contro la volontà della Spada delle Edere, gli eroi raggiungono uno strapiombo cilindrico dove si intrecciano ponti di legno e roccia in totale abbandono. Analizzando la situazione, i Nani pensano che l’unico modo per discendere in sicurezza e raggiungere il fondo della miniera sia utilizzare delle gabbie appese a pesanti catene e cavi metallici che suggeriscono un sistema di trasporto verticale. Infine però, viene scelto un trasporto differente: i compagni animali del druido della Luna.
Una volta raggiunta una plancia intermedia però, qualcosa sembra muoversi tra vecchie casse stipate qua e là: sembra trattarsi di una grande mano artigliata e verdastra che si avvicina furtivamente agli eroi. Arrivata ai loro piedi, l’arto reciso inizia a parlare intimandogli di andarsene, come se anche lei fosse spaventata da ciò che sta per arrivare.
Pochi secondi dopo ecco apparire tre creature alate dall’aspetto inquietante… sono davvero gli immondi diavoli del regno infernale a presiedere quel luogo dimenticato?