EMNOTORK – “I CACCIATORI DELLA FOLGORE” – SESSIONE 76 del 11/07/2023

La Chiacchiera del Vicolo

Dal diario di Ezechiele di Ghilfiss Airlim

La compagnia dei NANI, formata da

Marco B. nel ruolo di Ruzzolo detto mestolo, il gerriero nano con la passione per la cucina
David B. nel ruolo di Otto, il piccolo halfling dalle dita fatate e l’occhio di falco
Stefano L. nel ruolo di Remo Greyforge detto rantolo, fiero chierico nano devoto a Weinal
Davide B. nel ruolo del vecchio Tobia, anziano gnomo incantatore amante della natura
Massimo M. nel ruolo di Rotolo, il burbero nano druido dall’animo ferino e lo spirito selvaggio
Roberto G. nel ruolo di Rosaspina detta biancaneve, l’avvenente e letale mezzelfa paladina


La bestia non solo è di dimensioni abnormi, ma la sua tecnica di caccia sembra infallibile. Da subito gli eroi devono fare i conti con la forza incredibile del mostro, cercando di evitare i suoi attacchi a sorpresa da sotto i propri piedi: il nemico non solo appare ricoperto da una corazza impenetrabile, ma è capace di tuffarsi nel terreno e attraversarlo come burro in pochi istanti. Solo la vista cieca di Rosaspina pare faccia la differenza. Grazie a lei infatti, gli eroi non temono di essere colti di sorpresa da attacchi altrimenti letali.
Ogni tentativo di scalfire la corazza si rivela irrisorio e il mostro ha tutto il tempo per nascondersi ed attaccare a volontà, infliggendo ogni volta ingenti danni con morsi, artigli e pestoni capaci di provocare terremoti e violente esplosioni del terreno.
Dopo alcuni secondi concitati di battaglia, delle urla di guerra orchesche presagiscono l’intervento degli orchi avvistati in precedenza lungo il fiume che, armati di robuste reti, riescono ad intrappolare la creatura quel tanto che basta ai Nani di ricorrere alle proprie capacità più pericolose: tra fendenti divini e affondi letali finalmente la creatura viene abbattuta, strappando una vittoria condivisa con la tribù di cacciatori che ha spalleggiato gli avventurieri nella loro battaglia.
Gli orchi ringraziano i Nani e il loro leader si presenta come Golbran il cacciatore nero. Fanno parte delle Reti Spezzate, un clan orchesco di nobili cacciatori che fu persino assoldato durante la guerra delle Cinque Città contro Porta del Gelo.
Fieri della vittoria, Golbran invita gli eroi nel proprio accampamento raccontando di come si siano spinti fin laggiù per cacciare quel Bulette dorato. Si tratta di una razza estremamente rara e pericolosa che probabilmente si è spostata dal proprio habitat a seguito del grande gelo.
All’accampamento, il capocaccia Golbran viene accolto con tutti gli onori degli orchi ma il cacciatore nero pare dedicare dapprima tutte le attenzioni ai compagni di caccia che hanno aiutato lui e i suoi uomini a liberarsi della piaga del Bulette dorato.
La sciamana della tribù, Urgal, viene chiamata per officiare al rituale della fine della caccia. Gli eroi si accorgono del fatto che sia cieca, tuttavia, l’anziana orchessa appare avere un’ottima percezione delle cose che la circondano, arrivando ad identificare la razza e il genere di ogni membro della compagnia.
Quando si sofferma su Otto, la sciamana decide di eseguire un rituale con le resistenti e affilate ossa della coda del Bulette dorato, donando all’halfling qualcosa che afferma servire per la sua anima ed allontanarlo dall’oscurità…

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