EMNOTORK – “I CACCIATORI DELLA FOLGORE” – SESSIONE 66 – 02/05/2023

La Chiacchiera del Vicolo

Dal diario di Ezechiele di Ghilfiss Airlim

La compagnia dei NANI, formata da

Marco B. nel ruolo di Ruzzolo detto mestolo, il gerriero nano con la passione per la cucina
David B. nel ruolo di Otto, il piccolo halfling dalle dita fatate e l’occhio di falco
Stefano L. nel ruolo di Remo Greyforge detto rantolo, fiero chierico nano devoto a Weinal
Davide B. nel ruolo del vecchio Tobia, anziano gnomo incantatore amante della natura
Massimo M. nel ruolo di Rotolo, il burbero nano druido dall’animo ferino e lo spirito selvaggio
Roberto G. nel ruolo di Rosaspina detta biancaneve, l’avvenente e letale mezzelfa paladina


Le gigantesche zolle erbose dimostrano una ferocia incredibile e la loro forza soverchiante rischia di spazzare via gli Agenti della Folgore prima ancora che la loro missione abbia inizio.
Fortunatamente, le piccole creaturine mangia-luce intervengono con un verso particolarmente fastidioso per il nemico, che a quanto pare si dimostra molto sensibile al suono. Scoperto questo gli eroi ne approfittano, inanellando una serie di attacchi quando sono più vulnerabili al canto dei piccoli alleati, sconfiggendoli subito dopo.
Il piccolo abitante della palude invita gli avventurieri ad entrare nella sua casupola interrata per ringraziarli dell’aiuto. Non potendo parlare, la piccola radice con le fattezze di un bambino cerca e trova un piccolo calamaio e inizia a scrivere su uno dei tanti taccuini sparsi per il rifugio: dice di chiamarsi Cineris, un ranger mutato a causa delle attività di Sir Arvald Tharos nella vicina foresta della morte che porta il suo nome. Le mutazioni sono state estremamente bizzarre ed alcuni, come lui, hanno mantenuto memoria e ricordi mentre altri, come le aberrazioni appena affrontate, sono diventati predatori selvaggi.
Le sue ricerche lo hanno portato a identificare il luogo in cui si trova il Calice della Rovina, artefatto a cui sarebbe attribuito il potere delle suddette mutazioni. Il cimelio si trova in uno dei vecchi laboratori di Sir Arvald Tharos stesso, abbandonato da diverso tempo a quanto pare. Non potendo affrontare una missione simile in quella forma, il piccolo Cineris chiede agli Agenti della Folgore di salvare lui e gli abitanti di quel tratto di foresta montano, in modo da avere alleati fidati che faranno strada ai paladini di Weinal quando giungeranno per marciare sulla Pianura Morta.
Senza perdere altro tempo i Nani riposano all’interno della casupola di Cineris per poi ripartire all’alba. Il ranger fa anche dono loro di una spada incantata che brandiva quando era un avventuriero, sperando che possa aiutarli nella pericolosa missione che li attende: addentrarsi in uno dei laboratori del potente necromante.

Giunti sul posto attraverso un fitto groviglio di rovi che li graffia a più riprese, gli Agenti della Folgore scoprono che l’entrata è sigillata da una densa nebbia mortale dalla quale capiscono di dover stare alla larga. Mentre provano ad interrogarsi su come oltrepassarla una figura vestita di nero viene scorta dallo sguardo del piccolo Otto: sembra qualcuno intento a riposare su un’amaca di ventura fatta di liane aggrovigliate su un albero. L’uomo si sveglia di soprassalto e cade dall’albero aggrovigliato alle liane che gli consentono una caduta morbida e, dopo essersi sistemato, si presenta come Ravidar, uno studioso errante che è giunto fin lì rischiando la vita per il suo solo estro accademico. L’uomo, conoscitore della trama, afferma di essere l’unico a poter oltrepassare la nebbia mortale, o quasi: con sé porta un sacco che svuota sul terreno che pare contenere ossa e placche di armatura. Con il potere della necromanzia la figura si riassembla in quello che era una volta il suo prezioso amico e compagno di viaggio, il prode guerriero Valarig. L’uomo nordico è deceduto da tempo ma Ravidar ha preferito tenerselo vicino piuttosto che seppellirlo e dimenticarlo.
Con l’aiuto del non-morto, Ravidar fa oltrepassare all’amico la nebbia per poi prenderne il controllo tramite una possessione arrivando a sbloccare il mortale meccanismo dalla parte opposta.
Gli eroi sono così capaci di entrare nel laboratorio senza un graffio. Ravidar chiede solo agli Agenti di poter testimoniare tutto ciò che troveranno per le sue ricerche, bottini e battaglie saranno tutte loro… e di Valarig!

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