La Chiacchiera del VicoloDal diario di Ezechiele di Ghilfiss Airlim
La compagnia dei NANI, formata da
Marco B. nel ruolo di Ruzzolo detto mestolo, il gerriero nano con la passione per la cucina
David B. nel ruolo di Otto, il piccolo halfling dalle dita fatate e l’occhio di falco
Stefano L. nel ruolo di Remo Greyforge detto rantolo, fiero chierico nano devoto a Weinal
Davide B. nel ruolo del vecchio Tobia, anziano gnomo incantatore amante della natura
Massimo M. nel ruolo di Rotolo, il burbero nano druido dall’animo ferino e lo spirito selvaggio
Mentre tutto sta collassando i Nani riescono a mettersi in salvo su una delle piattaforme che nel tragitto trova una rotaia deformata e schizza via dal percorso.
La piattaforma stride con la parete di roccia fino a spuntare da una fenditura e rimanere incastrata. Gli eroi si salvano per un soffio e arrampicati lungo un lembo di terra asciutto, si accorgono di trovarsi lungo una faglia con dell’attività vulcanica sul fondo.
In quel punto sembra che il gelo non abbia attecchito ma gli avventurieri non hanno idea di dove siano finiti.
Dopo una breve esplorazione si accorgono di cataste di legno e tracce di falò spenti su un piccolo promontorio poco distante, dove la neve torna ad imbiancare il suolo.
Avvicinati, scoprono che qualcuno ha trascinato lì il legname e due cani dal pelo grigio spuntano fuori ringhiando contro gli eroi.
Poco dopo dal crinale del promontorio vengono fuori dalla foschia dei cacciatori con gli archi puntati su di essi, capeggiati da un tale Ludgar che intima loro di allontanarsi dalla loro legna e dalla carcassa di cervo che hanno catturato.
I nani spiegano che non si trovano lì per depredarli, ma che al contrario hanno bisogno del loro aiuto per capire dove si trovano. Dopo aver appurato che non si tratta di predoni i cacciatori si fanno più amichevoli e spiegano ai nani di come lungo quella faglia il calore ha riportato animali che fino a poco tempo prima non c’erano. Loro si sono così allontanati dal loro villaggio per recuperare legname e selvaggina per scaldare e sfamare gli abitanti fin quando il lungo inverno non finirà: chiaramente non sanno nulla sul grande freddo, per loro si tratta di un inverno un po’ più lungo e rigido del solito.
Compreso di trovarsi parecchio a sud di Primo Ghiaccio, gli avventurieri decidono di accompagnare Ludgar e i cacciatori al villaggio per fermarsi e ripartire lungo il fiume di giada verso nord.
Durante la strada del ritorno che i cacciatori hanno definito con alcuni segni sugli alberi, la compagnia si ferma a prendere fiato dalla fatica del trasporto, ma viene colta di sorpresa da un branco di mostruosità bestiali: appaiono loro come incroci tra lupi, orchi e troll.
Le creature dalla fame e dalla resistenza incredibile si scagliano su tutto il gruppo cercando di divorarli, ma i nani si difendono prontamente e li sconfiggono con facilità: Ludgar e i suoi cacciatori, dapprima spaventati, ritrovano la fiducia in loro stessi e contribuiscono ad abbattere l’ultimo mostro con coraggio.
Dopo aver visto le abilità in battaglia dei nani, Ludgar è ancora più entusiasta di avere ospiti tanto illustri al suo villaggio.
Arrivati nella piana alberata gli eroi scorgono in lontananza le mura di legno del villaggio, e da una torre di vedetta Ludgar viene annunciato come vittorioso nella ricerca di legname e selvaggina per il sostentamento degli abitanti: entrati nel villaggio Ludgar invita i nani a rilassarsi in una delle loro umili casupole con un caldo focolare ed una zuppa appena cucinata.
Tuttavia, mentre sono intenti a brindare del successo conseguito nelle miniere e dell’etherium recuperato, il piccolo Otto si accorge che Ludgar, all’esterno, confabula con un popolano indicando con fare sospetto l’edificio in cui si trovano: cosa nasconderà?