Federico – Alarielle
Emanuele – Garil
Giacomo – Remos
Mirko – Nikolay
Gianmarco – Karjan
Lorenzo – Norin
Chiacchiera del Vicolo
Rocca degli Astri
Il viaggio riparte e Karjan si riunisce al gruppo, che gioia!
Ma, stranamente, è riuscito a passare senza dover effettuare il rito della prosykinesis. Comunque si continua a viaggiare ed Heleos mette in guardia riguardo le scimmie dei ghiacci, dei goblin fastidiosi che si riuniscono intorno ai Bershar per estorcere denaro e cibo da viaggiatori poco accorti.
Durante la scalata il gruppo viene messo alla prova da grossi massi rotolanti che in effetti sono stati tirati giù proprio dai goblin sopra citati.
Li affrontano, ma Garil riesce a mandare via il grosso Bershar dandogli del cibo.
Una volta arrivati al sacrario del Drago, il gruppo scopre che c’è una statua di dragonide che punta verso sud-est, in un luogo che probabilmente corrisponde al luogo abitato dal clan di dragonidi di Norin e Karjan.
All’interno della cripta del tempio, il gruppo affronta la prova stabilita e Norin sblocca la statua, insieme a Karjan apprendono la storia dei cinque draghi e della trama magica, scoprendo che Shekkar è stato il traditore a far avere il potere a Xereo Prescott.
Una volta fuori, il gruppo ricomincia il viaggio verso Zenita, dovendosi fermare però ad una città intermedia, Solstiz. Lì, il gruppo fa rifornimento di picchetti e altri oggetti utili che erano stati spesi per affrontare le difficoltà create da una Bheur, una megera dei ghiacci che odia gli umani.
Incontrano, inoltre, un allevatore di stambecchi da cavalcare che viene dal continente, più precisamente da un villaggio delle terre dei padri. Dice di aver conosciuto Ashley, che probabilmente è sul monte al momento.
Dopo aver osservato da lontano la processione per il Rito di Ringraziamento Solare, il gruppo riparte per l’altare della Divinazione. Da lì, estraggono delle piante e mentre parte del gruppo capisce che la megera è un vero pericolo, Remos e Nikolay rimangono a tradurre lentamente, parola per parola, il significato delle parole intorno all’altare.
Le piante estratte dall’altare sono state corrotte e hanno bisogno di essere guarite, ma senza usare la magia e allora Alarielle invoca la sua divinità per rinsaldare la vita.
Le piante si riuniscono, rivivono e formano un bell’oggetto, un falcione che rappresenta la potenza di Malyniria e che indica una direzione a Est, dove si trova “la sua vera proprietaria”.
Il viaggio continua, ma la megera incombe.