Emnotork – Gelidi Venti di Rivolta – 19.7.23 – Sessione 38

Chiacchiera del Vicolo – sessione 38

“Eredità”

Dal cronistoria di Jacque, l’Esploratore

Il Circo di Zora

Daniele – Neri Forgiascura

Filippo – Zora

Riccardo – Bruttor

Claudio – Elvis

Quando mi hanno detto che quei tre si sarebbero lanciati contro un esercito di orchi per far fuori il loro capo ho pensato che fossero dei poveri idioti.

Eppure, gli elfi delle Terre dei Padri devono averli in qualche modo aiutati, poiché nessuno è in grado di compiere un’opera simile senza qualche prodigio ad assisterlo.

Non si sa esattamente come, né perché, ma i soldati di Vallenera che erano lì hanno riportato che son tornati indietro all’istante, come fossero riapparsi da dietro un albero. L’artefice, che credo sia il macchinista di questa compagnia circense, soffre gravemente questi effetti di trasporto istantaneo. L’hanno visto vomitare sugli stivali del bardo! Che vergogna…

Menomale che Meriol aveva pensato bene di inviare un diplomatico, questo Elvis, da loro. Lo ha pagato profumatamente, e gira voce che le casse del Castello di Vallenera si siano svuotate per far fronte a questo assedio.

Buffa cosa il denaro: chi ne ha molto non lo spende per paura di perderlo, ma quando è degli altri, cioè dei cittadini, si elargisce come fosse elemosina.


Tuttavia, la pacchia dura poco quando è il momento di combattere. Dopo aver siglato il patto, gli elfi hanno invocato la parte degli umani, implorando gli avventurieri di aiutarli immediatamente. Infatti, gli esploratori dell’orda sono alle porte. È proprio in questa occasione che Zora cambia d’aspetto. Se ho capito bene cosa sta accadendo, è l’entità che contiene che la ringiovanisce.

I racconti, a questo punto, si fanno sfumati. C’è chi dice che abbiano incontrato un fatato, c’è chi dice che abbiano visto un miraggio, un’illusione. Qualcosa deve avergli parlato durante la notte. Non potendo dire cosa sia accaduto, lascerò che siano i miei futuri lettori a congiungere i punti. Quel che so per certo, è che al risveglio Zora aveva una traccia di nero sul cuore, fino al collo.

Gli Elfi sanno essere saggi e generosi. Seppur altezzosi e ancorati a tradizioni a volte bizzarre per noi umani, sanno come risolvere i più annosi problemi. Così è stato: utilizzando un Nucleo dei Sacrari, anche detto Seme Primordiale, il gruppo è riuscito a tornare a Vallenera con un giorno di anticipo rispetto alla tabella di marcia. Mancavano soltanto 3 giorni all’assedio.

Una volta lì, si mettono subito in pari con i crediti da riscuotere da Meriol, che gli spedisce una bella somma di denaro tramite Yoana, l’apprendista di Bruttor. Si lavora alle difese e il capitano delle guardie, ora ammantato di titoli pomposi e altisonanti, suggerisce di ingaggiare la compagnia mercenaria della Torre Grigia, il cui capitano si trova a Roccagrigia.

Se i nostri lettori hanno seguito fin qui la storia del Circo di Zora, sapranno bene che sia la stessa proprietaria della compagnia che Bruttor hanno dei trascorsi rocamboleschi con Roccagrigia e le alte sfere della fortezza in questione. Difatti Ian, sì, proprio quel ragazzo dei Moone, ha trucidato il generale della roccaforte e ne aveva nascosto il corpo dentro una parete.

In tutto questo, però, c’è una buona notizia. Sì, perché a quanto pare a Pietranera lo schieramento delle famiglie si è modificato. Chissà se per le lame o per i patti. Fatto sta che di famiglie favorevoli e contrarie al dominio di Kargrand se ne contano sei da una parte e sei dall’altra, con una sola rimasta neutrale. Di queste sei, tutte quante hanno mandato dei soldati a Vallenera.

Non che siano la miglior rosa di combattenti mai visti. È molto probabile che molti di loro siano stati precedentemente incarcerati, o che un tempo fossero esattori, marinai… o peggio.

Nella fortuna c’è sempre un po’ di cattiva sorte ed è per questo che Meriol è preoccupato: Albrecht, il capitano dei soldati arrivati da Pietranera con la nave Pentesilea, è scomparso dopo essere entrato nel castello con altri tre uomini.

Uomini… si fa per dire. Infatti, il gruppo interroga uno di loro e scoprono che il famoso Bertrando è, in realtà, una giovane donna. È passato del tempo ormai e il vostro esploratore preferito si è consultato con mistici dai mille gioielli d’oro che sono in grado di vedere il futuro, il presente e le epoche passate, scoprendo che Alma, questo il suo vero nome, si è finta soldato per risparmiare il suo fratello più giovane dalla leva militare. Se avrete la pazienza, generosi ascoltatori e lettori, di seguire la nostra storia fino alla fine, forse saprete anche che cosa le accadde.

In ogni caso Alma (detta Bertrando) sa che ci sono delle spie di cui lo stesso Albrecht dubitava e uno di quelli che ha accompagnato il loro capitano si è diretto al mercato, di notte. Quale migliore occasione per fare due domande e chiedergli come si chiamava la nave con cui sono sbarcati? Difatti è questo il segreto: se si è sbarcati davvero con Albrecht si saprà sicuramente come si chiama la sua nave. Alma, fortunatamente, lo sa.

Chi era lì ricorda bene l’espressione di Neri quando ha saputo di Albrecht.

Infatti, questo losco individuo è stato responsabile, per ordine di Meyker, dell’omicidio della sua famiglia.

La rabbia ha assalito il ragazzo e un senso di vendetta lo ha avvolto, macchiando quell’animo puro che fino ad allora si era mantenuto fresco e limpido…

La sua volontà è stata forte. Forse anche grazie al consiglio dei suoi amici e di questo strano bardo, Neri ritrovò la lucidità mentale di cui aveva bisogno, e una nuova risolutezza.

Ho incontrato il suo maestro. Non avevo dubbi quando mi ha detto che aveva tra le mani un ragazzo dallo spirito diamantino. Puro e inscalfibile, raro e prezioso.

Ma torniamo a noi: a questo punto il Circo di Zora si fa un bel giro al mercato. Sentendosi immediatamente osservati, gli eroi di questa storia si sono guardati intorno. Hanno trovato l’indiziato numero uno: un uomo biondo sulla cinquantina. Eppure, una volta avvisato di stare attento, si è girato con un ghigno. Lui stesso ha risposto a loro di stare attenti, e…

Il resto della storia sarà per un’altra volta.

Per ora concludo così questa impresa, ma presto o tardi ve ne racconterò il continuo. Mi raccomando non mancate di acquistare il numero successivo. Il vostro amatissimo esploratore, il migliore in tutta Velen, vi saluta e vi invita alla lettura della prossima storia.

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