Chiacchiera del Vicolo
Filippo C. – Zora
Daniele – Neri
Riccardo – Bruttor
Terre dei Padri, dette “Atarnora”
Il gruppo scende a sud per cercare gli elfi e si accampa prima del primo ponticello. Ormai per l’assedio siamo agli sgoccioli e mancano soltanto 6 giorni.
Passando vicino ad una sezione di foresta pietrificata, gli avventurieri si appropinquano ad antiche rovine elfiche e andando avanti col carro si accorgono che non fanno un passo di avanzata.
Uno strano gufo attira l’attenzione di Zora, che gli parla. È in realtà un arcifatato, detto “Colui che Ascolta”, che a quanto pare ha seguito da vicino le vicende del circo di zora da quando hanno sconfitto il primo cavaliere. Lui non può osservare dentro Kargrand, perché la magia sacra di Vorrath lo taglia fuori, ma sa che il Terzo Cavaliere si trova al suo interno.
Nonostante il suo disgusto per il metallo, è ben disposto a collaborare per permettere al gruppo di parlare con gli elfi delle terre dei padri, in cambio stringe un patto con tutti e tre loro (Zora si fa chiamare Eco a tal proposito): gli avventurieri avranno 20 giorni per sconfiggere il Terzo Cavaliere.
A questo punto entrano nelle rovine e lì incontrano Kalasta e Nuada, due fratelli, uomo e donna, che hanno due atteggiamenti quasi opposti nei confronti degli stranieri.
La diplomazia fa il suo corso e alla luce dei fatti (se Kargrand conquista Vallenera rade al suolo le terre dei padri) molti elfi si dimostrano favorevoli ad aiutare gli umani del nord. Tuttavia devono convocare un concilio e per mettere d’accordo tutti quanti serve scambiare la fiducia con una prova tangibile.
Questa prova consiste nell’affrontare il capoguerra dell’orda degli orchi grigi e sconfiggerlo, facendo scappare tutti gli altri orchi dalle Terre dei Padri.
Al gruppo vengono dati tre antichi oggetti elfici: la scimitarra, la cotta di maglia e l’anello.
La prima riflette l’immagine dell’ambiente in cui si trovava il suo possessore nel momento in cui questi ha per l’ultima volta guardato il cielo.
La seconda ha un effetto ignoto, ma è molto leggera e l’anello serve a rendere invisibili (o più invisibili di altri metodi) se si ha l’anima pura e se si tocca qualcosa.
Ma cosa è meno puro di un omicidio da nascosti? O forse si è disattivato l’effetto quando Zora ha impugnato lo stocco, maledicendo quel metallo di cui tanto si è parlato?
Fatto sta, che una volta colpito al collo, il capoguerra degli orchi è in grado di rispondere, seppur gravemente sanguinante. Ma… non ha fiato! Il colpo gli ha probabilmente tranciato le corde vocali. Scatta lo scontro.