EmnoTork – Equilibrio della Morte – Sessione 56 – 25/04/2023

CHIACCHERA DEL VICOLO:

Tutto quel tempo passato ad agognate l’eternità. Il desiderio stesso di essere al di fuori del concetto di Tempo.

Alla fine, sono sempre rimasto un umano.

“Ministro, l’uomo che sognava l’eternità”

VOCI DALLA FORESTA:

Enrico nei panni di Ariel: Umana Paladina Giuramento degli Antichi

Alessio nei panni di Seinih: Mezzelfa Ladro Duellante

Daniele nei panni di Amdir: Elfo dei Boschi Druido Circolo della Luna

Carlo nei panni di Aliant: Mezzelfo Stregone Anima Divina

Ivan nei panni di Beren: Mezzelfo Warlock dell’Immondo

Dopo molto tempo dalla sua prigionia lo Tsereni è libero e da l’occasione a Beren di cominciare con lui. Il Mezzelfo è combattuto, ma il patrono è davvero contento del patto stretto riuscito nel migliore dei modi a suo favore. Per rinnovare il contratto magico l’essere superiore offre una delle sue corna a Beren, se dovesse suonarla questa lo porterà a cedere parte della sua umanità all’Abisso, ma in cambio riceverà un potere inumano anche se solo temporaneamente; dopodiché lo Tsereni vola via lasciando un singolo presagio per il futuro: “La fine dei Tempi”.

Prima di partire Aliant ritiene giusto spendere un momento di preghiera verso Vorrath e quest’ultimo risponde alla sua chiamata mandando un proprio emissario, lo Spirito Fenice dello Junkrat che incarna in Aliant il simbolo di speranza per la Fiamma Rossa negli scontri in avvenire.

È giunto il momento della grande battaglia ed è Amdir che individua la posizione del nemico e porta l’intero gruppo sul luogo. Proprio così dalla porta di Castello Croathander esce con passi calmi Ministro, che pare non voglia combattere, preferirebbe proseguire con la propria vita, ma allo stesso tempo vuole comprendere il motivo di tanto odio nei suoi confronti, tutta quella smania di battaglia per lui non ha senso. L’ex umano è estremamente sicuro di sé e del fatto che il proprio filatterio sia al sicuro dove loro non potranno mai raggiungerlo, né trovarlo.

È Seinih a dare inizio alla battaglia, ma non prima che il Dracolich si sia disceso nella sua forma più potente, un’aura viola di anti-vita si espande attorno a lui insieme ad un globo nero di invulnerabilità; purtroppo per lui il potere dello Tsereni discende su ciascuno degli incantesimi di Beren che trapassa lo scudo colpendolo in pieno su più parti del corpo.

Il nemico allora sfodera una delle armi più potenti che ha soffiando pure energia necrotica dalle sue titaniche falci investendo tutti quanti. In quello stesso momento Ariel vive un attimo di perdita di sensi, trovandosi faccia a faccia con un’altra paladina dai lunghi capelli rossi con due spade e un famiglio. La paladina è circondata da numerosi bambini che le parlano e l’abbracciano prima di andare a dormire, finché non rimangono solamente lei e Ariel. Le due parlano per qualche minuto del più e del meno, ma Ariel riconosce definitivamente Helya Leegion quando questa le chiede il favore di scrivere ogni tanto una lettera di conforto a tutte le proprie sorelle, per poi salutarla e tornare al presente.

La battaglia infuria per un tempo che pare infinito, la super rigenerazione del Dracolich lo tiene in piedi, tattiche di contro-incantesimo si sviluppano nella battaglia magica, mentre il fronte è tenuto dai guerrieri in mischia. Le sorti cambiano nel momento stesso in cui Amdir nota sulla fronte del nemico una gemma rossa tenuta coperta da uno spesso strato d’ossa e insieme a Seinih iniziano rompere strati su strati di armatura naturale fino ad arrivare al punto. Se non fosse per le potentissime cure di Amdir la battaglia si sarebbe conclusa molto più velocemente in loro sfavore, purtroppo per loro il Ministro mette a terra entrambi gli incantatori e usa l’ultima scintilla di magia divinatrice per sferrare un colpo perfetto contro Seinih che le taglia la testa di netto davanti agli occhi increduli del druido e della paladina.

Mentre la sua testa vola a mezz’aria, la mezzelfa ormai cambiata anche nell’aspetto, estremamente più simile ad un vampirizzato si trova davanti ad una locanda innevata vicino ad una foresta, lei conosce bene quel posto è il luogo che ormai sa essere casa sua. All’interno la attendono Yuna e Koss seduti al tavolo a mangiare; nessuno dei due la riconosce, ma sentono in lei che qualcosa di famigliare e credono ad ogni singola parola che lei proferisce. Seinih racconta loro di essere loro figlia, proveniente da un difficile futuro che ha forgiato la persona che è oggi. Nonostante ciò ha trovato qualcuno a cui voler bene e un gruppo di viaggio di cui si fida, ma crede ormai che sia finita anche per lei. Koss prende parola dicendo di sapere di per certo che a sua figlia non serve mai una sfida facile a lei basterebbe una sfida possibile per uscirne vincitrice, mentre Yuna chiede di poter abbracciare Seinih e per la prima volta, la mezzelfa sente nuovamente l’ordore di sua madre e il profumo di casa. 

La cosa dura un attimo, però, perché spalancando gli occhi la sua testa continua a roteare, ma le fibre del collo si riattaccano immediatamente e Seinih torna a combattere sferrando nuovamente un colpo devastante che spezza la corazza ossea del Dracolich. Amdir ne approfitta ed estrae il rubino che tiene sulla testa e nello stesso istante in cui la tiene in mano il nemico diminuisce di stazza, mentre il druido ottiene per qualche secondo un potere inumano, portando le fiamme del proprio elementale a crescere in maniera spropositata. Non ci vuole molto prima che una colonna di fuoco sacro di Amdir riduca in cenere tutti il drago facendolo tornare un semplice umano, ma anche in questo caso lo scontro non si ferma. Mancano davvero pochi secondi prima che venga lanciato un incantesimo debilitante su tutti quanti, che porterebbe il nemico ad una vittoria certa. Lo stregone appena tornato in piedi lancia un incantesimo di Disintegrazione che lascia il non morto con un buco al centro del proprio stomaco, ma Ministro non si arrende giocandosi l’ultima carta che rigenera tutte le proprie ferite con un Desiderio. Purtroppo per lui, la combinazione di Beren e Seinih lo porta in fin di vita e Ariel lo taglia in un esplosione di luce.

Subito la sua anima viene intrappolata dal warlock che ha intenzione di interregiarlo, mentre il filatterio viene distrutto congiuntamente da Amdir e Seinih tramite l’artefatto tenuto scrupolosamente dal ladro.

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